In piena crescita da quasi un decennio, il cambiamento nel settore luxury retail è innegabile.  L’emergere dell’e-commerce ha trasformato le abitudini di acquisto dei consumatori, rendendoli più “esperti” ma anche sempre più sollecitati. Le nuove tecnologie a volte trasformano inaspettatamente l’uso dei nostri oggetti più comuni. Per molte persone, un semplice letto si è trasformato in un gigantesco viale commerciale: un acquisto di moda su cinque, per la fascia di età 18 – 34 anni, viene fatto online, direttamente dal letto di casa con il proprio pc o smartphone.

Un negozio aperto in tutto il pianeta

L’ondata di e-commerce, che ha iniziato a ingigantirsi alla fine degli anni ’90, ha spiazzato le abitudini dei consumatori di tutte le età. L’ e-commerce ha portato un senso di potere e libertà agli utenti di Internet, un semplice clic apre immediatamente interi negozi in tutto il mondo sette giorni alla settimana, ventiquattr’ore al giorno. Questa libertà, questa gamma quasi completa di scelte che non si trovano in un negozio fisico – e il conseguente risparmio di tempo – sono spesso citate come una “rivoluzione” dagli acquirenti, che sono felici di fuggire ad esempio, lunghe attese nelle stazioni ferroviarie in attesa di acquistare un biglietto o nei negozi di abbigliamento per scegliere un capo.

Una rivoluzione digitale sposata anche del multi marca italiano MODES

Anche l’Italia non è rimasta indifferente alla rivoluzione digitale operata nel campo commerciale in ogni settore. Un esempio di valore è dettato dal caso iconico di Aldo Carpinteri founder di MODES, uno store in espansione che nasce da un rebranding di una storica azienda di abbigliamento trapanese, implementando il numero di negozi fisici sia sul territorio nazionale che nelle principali capitali mondiali, sia sviluppando un lato digitale sempre più specializzato, adeguandosi quindi al trend del momento nel settore acquisti. Il genio di Aldo Carpinteri infatti, ha permesso di creare una partnership con il colosso dell’e-commerce Farfetch, che l’ha fatta collocare nelle prime cinque boutique in termini di vendite online, con il 70% dei ricavi di MODES provenienti da questo sistema.

La formazione di una “intelligenza collettiva dei consumatori”

La diffusione dell’e-commerce ha anche rivoluzionato il rapporto tra consumatori, marchi e rivenditori. In un certo senso, ha permesso la formazione di un’intelligenza collettiva dei consumatori, infatti i potenziali acquirenti guardano opinioni, feedback sul sito dello store. E se vanno in un negozio, si sentono più informati e rassicurati sulla qualità del servizio e dei prodotti in vendita. Alcuni importanti siti aziendali lo hanno capito e stanno formando social media esperti per creare una linea diretta con gli acquirenti. L’importanza delle conversazioni tra acquirenti e la presenza di marchi sui social network mostra che l’atto di consumare è sempre accompagnato da un desiderio di connessione sociale e da un bisogno di piacere, che il commercio fisico a volte aveva dimenticato.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.