MKUltra

MKULTRA è il nome in codice per un programma segreto e illegale di esperimenti sugli esseri umani. Suona un po’ distopico, ma qui non parliamo di un futuro immaginario o di ucronia, parliamo di storia recente. MKULTRA è stato studiato e messo in atto dalla CIA durante gli anni ’50, ’60 e ’70 del ‘900, e il suo scopo era quello di far confessare le persone interrogate. Il problema è che per farle confessare era necessario utilizzare droghe e diverse tecniche di tortura del tutto illegali.

Il progetto fu organizzato dai Chemical Corps dell’esercito statunitense all’inizio degli anni ’50, poi proseguì fino al 1973, quando venne ufficialmente smantellato. In quei 20 anni vennero condotti esperimenti segreti mediante l’utilizzo di torture e sevizie di ogni genere su cittadini statunitensi e canadesi del tutto ignari. Ma come si arriva al progetto MKULTRA?

Alla fine della Seconda guerra mondiale il mondo si divide in due blocchi: quello occidentale, dove gli Stati Uniti hanno in assoluto il peso maggiore, e quello sovietico, dove l’Unione Sovietica esercita il controllo sui suoi stati satelliti. La contrapposizione nella narrativa occidentale è netta: da una parte ci sono i “buoni”, i democratici Stati Uniti, e dall’altra i “cattivi”, i comunisti dell’Unione Sovietica, quelli che “mangiano i bambini”.

Lo scontro fra le due superpotenze dell’epoca non è armato, anche se si arriva a sfiorare una nuova guerra diverse volte, ad esempio durante la crisi missilistica di Cuba. Quel periodo di conflitto politico-ideologico prende il nome di Guerra Fredda, che viene combattuta a suon di propaganda, spionaggio, e dimostrazione di superiorità, ad esempio in campo sportivo e scientifico, in particolare nella corsa allo spazio. Il 9 novembre del 1989 viene abbattuto il Muro di Berlino, e nel giro di un paio d’anni si arriva alla dissoluzione dell’Unione Sovietica e dell’intero blocco comunista.

La guerra fredda inizia subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma negli anni ’50 il cosiddetto Red Scare – spavento rosso – raggiunge livelli di “paranoia”. Gli Stati Uniti, che non hanno più il monopolio delle armi nucleari, sono terrorizzati dall’idea che movimenti comunisti possano diffondersi nel paese, anche attraverso la presenza di spie sovietiche. Sono gli anni del cosiddetto maccartismo, dal nome del senatore Joseph McCarthy, che mette in atto una forte repressione politica seguita da campagne allarmistiche che mettono in guardia dal pericolo comunista. In prima fila nella lotta al pericolo rosso c’è la CIA, Central Intelligence Agency, la potente agenzia di controspionaggio che è stata, ed è, spesso al centro di controversie per le sue attività segrete, anche illegali.

Il progetto MKULTRA, Mind Kontrolle Ultra project

Il programma MKULTRA nasce nel 1953, su iniziativa del nuovo direttore della CIA Allen Welsh Dulles, che dichiara: “il controllo della mente è il grande campo di battaglia della Guerra Fredda, e dobbiamo fare qualsiasi cosa per uscirne vincitori”. Il numero due della CIA, Richard Helms, illustra il progetto dicendo che il suo scopo è “investigare lo sviluppo di un materiale chimico che causa uno stato mentale aberrante, reversibile e non tossico” che renda possibile “screditare individui [inducendoli a fare dichiarazioni imbarazzanti], ottenere informazioni e impiantare suggestioni e altre forme di controllo mentale”.

In realtà, MKUltra è la prosecuzione di un altro progetto, chiamato Operazione Artichoke, del 1951.

Il Progetto Artichoke vuole trovare validi metodi di interrogatorio attraverso l’uso dell’ipnosi e degli stupefacenti, con le relative crisi da astinenza e amnesie. Ma non solo: si studia se è possibile “ottenere il controllo di un individuo al punto che esegua i nostri ordini contro la sua volontà” magari ignorando anche l’istinto di conservazione.

E ancora, si ipotizza che grazie all’ipnosi si possa indurre qualcuno a compiere omicidi, magari di capi di stato nemici. Si prevede anche l’uso di virus, ad esempio il dengue. Anche il Progetto Artichoke si ricollega a un programma di sperimentazione più vecchio, condotto nei campi di concentramento di Auschwitz e Dachau. Gli scienziati nazisti volevano mettere a punto una sostanza che agisse come un “siero della verità”, e che avesse il risultato di “eliminare la volontà della persona esaminata”. Il dottor Kurt Friedrich Plötner, a Dachau, conduce i suoi esperimenti sui prigionieri di guerra, usando vari tipi di droghe, per osservarne la reazione.

Dopo la fine della guerra, Plötner è uno dei 1600 scienziati tedeschi che gli Stati Uniti accolgono per sfruttare le loro conoscenze. E difatti, prosegue le sue ricerche negli States, anche se non si ferma molto a lungo. I risultati dei suoi esperimenti sono alla base del Progetto MKUltra, organizzato dalla Divisione Scientifica dell’Intelligence e coordinato dai Chemical Corps dell’esercito statunitense. A capo di tutto c’è Sidney Gottlieb, un bio-chimico che viene assunto dalla CIA per la sua esperienza su veleni e funghi allucinogeni. Un personaggio visionario, all’apparenza mite e sensibile, che per vent’anni è stato uno degli uomini più potenti d’America, tanto che suo fratello viene nominato segretario di stato quando parte il progetto MKUltra, per avere una copertura nel governo. Un uomo amante della natura e degli animali, che non si fa scrupoli nel distruggere vite ritenute “sacrificabili”, di progettare l’avvelenamento di capi di stato come Fidel Castro e Patrice Lumumba e di chissà quanti altri. Un personaggio che ama i balli popolari ma che si guadagna il soprannome di “Stregone nero”.

Gli obiettivi di MKUltra

MKUltra ha lo scopo di trovare dei farmaci che possano controllare la mente di chi li assume. La CIA è convinta che Cina e Unione Sovietica abbiano già sviluppato qualcosa del genere, e che ne abbiano fatto uso durante la guerra in Corea, sui soldati statunitensi prigionieri. Gli States non possono rimanere indietro, è una questione di sicurezza nazionale. Occorre mettere a punto il famoso siero della verità,  per interrogare le presunte spie sovietiche, ma si fanno ricerche anche su come cancellare la memoria. Il “Sottoprogetto 54” si occupa di questo: “tecniche per provocare commozioni cerebrali e amnesia utilizzando armi o onde sonore per colpire individui senza dare e lasciare segni fisici evidenti”. A quanto pare, questo sottoprogetto è stato abbandonato dopo un anno di ricerche.

MKUltra è un progetto segretissimo, è vero, ma coinvolge laboratori di ricerca, ospedali, università. Queste istituzioni non sanno, almeno quasi mai, che i loro esperimenti rientrano in un progetto finanziato dalla CIA, perché vengono pagati attraverso fondazioni di facciata. Una volta avviata la ricerca i servizi segreti si accontentano di esaminare i risultati dopo la loro pubblicazione su riviste scientifiche.

La divisione scientifica della CIA è interessata, in particolare modo, allo studio dell’LSD, un allucinogeno creato meno di vent’anni prima in un laboratorio della casa farmaceutica svizzera Sandoz. Quello stupefacente è poco conosciuto, nemmeno la Sandoz sa bene che effetti può avere. Però sembra una sostanza straordinaria, in grado di alterare la percezione del tempo e dello spazio, di giusto e sbagliato, di possibile e impossibile. I primi a testarla sono gli stessi agenti del team di Gottlieb, seguendo vari step.

Nel primo la assumono consapevolmente e poi si osservano tra loro, per ore, prendendo appunti. Nella seconda fase, l’LSD viene somministrata  senza preavviso. Quindi, agenti dei servizi segreti, difensori della sicurezza nazionale, accettano di farsi drogare senza sapere quando questo avverrà e che tipo di reazioni avranno: sembra assurdo, ma è proprio quello che è successo. Con conseguenze a volte drammatiche, come il “brutto viaggio” di uno di loro, che dopo aver bevuto un caffè corretto all’Lsd, sfugge al controllo dei colleghi e si ritrova a vagare per strada, dove “ogni automobile che passava era un mostro terribile con occhi luminosi, che lo prendeva di mira”.

Dopo questa prima fase, il progetto si allarga con la sperimentazione all’esterno, su individui che accettano di assumere LSD, senza ovviamente sapere nulla di MKUltra e delle finalità dell’esperimento. Si tratta di pazienti ricoverati in ospedali psichiatrici, di detenuti e tossicodipendenti. Gli istituti dove si svolgono le ricerche sul campo sono molti. Tra questi c’è il Boston Psychopatic Hospital, dove solo due dirigenti sanno di lavorare per la CIA, e dicono di condurre le ricerche, per “dovere patriottico”.

C’è poi il dottor Harris Isbell, che dirige un ospedale federale per la ricerca sulla tossicodipendenza, che in pratica è un’enorme prigione. I detenuti sono in maggioranza afroamericani e possono partecipare alla sperimentazione su base volontaria. Molti lo fanno perché ricevono in cambio la loro droga preferita, che può essere eroina o altre sostanze simili. Il dottor Isbell tiene sette detenuti sotto l’effetto dell’LSD per 77 giorni consecutivi per dimostrare la tolleranza al farmaco. Alla fine tutto il lavoro nella prigione dà pochi frutti, perché i soggetti esaminati, che hanno paura dei medici, sono poco disposti a raccontare le loro esperienze come cavie. Oltretutto, non è possibile analizzare i risultati sul lungo periodo, perché quando i detenuti escono, nessuno si preoccupa più di loro. Nonostante questo il dottor Isbell, nel 1975, davanti a una commissione d’inchiesta del Congresso, che vuole far luce su MKultra, dice: “I codici etici non erano così sviluppati, e c’era un grande bisogno di conoscenza per tutelare il pubblico nella valutazione del potenziale uso di stupefacenti […] Personalmente, ritengo che abbiamo fatto un ottimo lavoro”.

Il passo successivo va ancora oltre: l’allucinogeno viene somministrato a persone del tutte inconsapevoli. In questa fase, la CIA mette in piedi delle case d’appuntamento a San Francisco, dove gli uomini ricevono, oltre alle prestazioni sessuali, una bella dose di LSD. Quello che succede nelle camere da letto viene filmato e poi preso in esame dai ricercatori. Le prostitute devono far parlare i loro clienti, per capire se l’LSD può indurre a rivelare dei segreti. Alla CIA sono convinti che gli ignari clienti non avrebbero mai fatto parola della loro avventura allucinata, perché consumata in un contesto troppo imbarazzante. Tra l’altro, gli osservatori non hanno alcuna esperienza in campo psicologico, e non possono fare una valutazione seria. Questi esperimenti, che fra l’altro costano milioni di dollari, sono condotti in modo approssimativo e infatti non approdano a nulla.

Altre persone vengono drogate e poi interrogate con il classico sistema delle luci puntate sugli occhi, mentre qualcuno prende appunti sulle loro reazioni. Altre ancora, dopo la somministrazione segreta di LSD in un bar o al ristorante, vengono seguite nel corso della giornata, per controllare come l’allucinogeno interferisca nelle normali attività quotidiane e nelle interazioni sociali. Perché Gottlieb crede che l’LSD possa influenzare le decisioni di personaggi importanti, magari mentre partecipano a riunioni politiche o d’affari. O, ancora meglio, si può far assumere una dose a un capo di stato ostile, in modo che il suo comportamento diventi talmente strano da fargli perdere popolarità. 

Alla fine, dopo dieci anni di sperimentazioni, di danni anche irreversibili causati a persone ignare, gli studi sull’LSD vengono abbandonati, perché produce effetti imprevedibili e quindi non controllabili. Ma questo non significa la fine di MKUltra. Dal 1962 la CIA sviluppa dei superallucinogeni, ad esempio la sostanza invalidante chiamata BZ, che poi l’esercito decide di usare come arma chimica all’interno di bombe a grappolo, distrutte nel 1989. Ma non è tutto, in alcuni sottoprogetti si testano gli effetti di eroina, morfina, mescalina, scopolamina, e addirittura anfetamina e barbiturici iniettati in vena.

La CIA non si limita a condurre i suoi esperimenti negli Stati Uniti, ma mette in piedi dei centri di detenzione segreti in altri paesi, soprattutto in Giappone, Filippine e Germania Ovest.

I prigionieri sospettati di essere spie nemiche vengono sottoposti a interrogatori mentre sono sotto l’effetto di allucinogeni, ma anche torturati con elettroshock, deprivazione sensoriale e chissà che altro. Tutto per arrivare a capire quale fosse il sistema migliore per controllare la mente umana. Anzi, per annientare la mente di un individuo e sostituirla con una nuova. In quelle prigioni dove non vige nessuna legge si arriva ad esperimenti estremi, come sedare una persona fino a indurre il coma, per poi risvegliarla con dosi massicce di stimolanti; nel momento di passaggio tra coma e risveglio, la cavia viene sottoposta a un forte elettroshock, che dovrebbe portare via tutto quello che contiene la sua mente.

In Canada

In quegli anni, a Montreal, lo psichiatra Donald Cameron elabora la teoria della “guida psichica”, in pratica un modo per condizionare la mente attraverso brevi messaggi ripetuti ossessivamente, mentre il corpo viene paralizzato temporaneamente con farmaci come il curaro. Una teoria come questa affascina gli agenti della CIA, che coinvolgono Cameron in MKUltra. Elettroshock a potenze inaudite e farmaci paralizzanti vengono usati, senza consenso, anche su pazienti affetti da disturbi minimi, come la semplice ansia. Le conseguenze sono terribili: amnesia, incapacità di parlare, incapacità di riconoscere i parenti, incontinenza. Il lavoro del Dotto Cameron per la CIA non riguarda tecniche di lavaggio del cervello o controllo mentale, ma è, e qui cito Naomi Klein nel suo “La dottrina dello Shock”; “un sistema scientificamente fondato per estrarre informazioni da fonti resistenti. In altre parole, tortura”.

La fine di MKultra

Lo scandalo Watergate, che coinvolge il presidente Richard Nixon, esplode nel 1973. Sempre nel 1973, Nixon silura il direttore della CIA Richard Helms, grande protettore di Gottlieb, che decide di andarsene pure lui. Su suo consiglio, Helms distrugge tutta la documentazione relativa a MKUltra ma, come dice il proverbio, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Circa 20.000 documenti erano stati archiviati in un posto sbagliato e vengono scoperti nel 1977. Intanto, nel 1974, il New York Times aveva pubblicato un articolo dove denunciava attività illegali della CIA nei confronti di ignari cittadini statunitensi, e parla di esperimenti medici non autorizzati. Il Congresso vuole vederci chiaro, attraverso indagini condotte dal senato con il Comitato Church, e dalla presidenza della repubblica con la Commissione Rockfeller.

Così, nell’estate del 1975, un altro scandalo colpisce gli americani, già tramortiti dalla vicenda Watergate. Viene fuori che la CIA ha condotto esperimenti su persone consenzienti e non, per arrivare a controllare la mente umana usando sostanze allucinogene e chissà che altro. Non si riesce a scoprire molto di più, perché i testimoni sono reticenti.

Gottlieb (forse ha usato troppa LSD anche lui) sembra soffrire di amnesia: non ricorda le attività svolte, e non ricorda nemmeno chi fossero i suoi capi. Nel 1997 si scopre qualcosa di più , ad esempio il coinvolgimento di università e istituzioni in esperimenti effettuati su persone inconsapevoli “di tutti i livelli sociali, alti e bassi, nativi americani e stranieri”. Uno studio del 1984 conclude che la CIA e il dipartimento della difesa hanno “somministrato farmaci allucinogeni a migliaia di soldati ‘volontari’ negli anni ’50 e ’60” e che il programma MKUltra era stato istituito “per contrastare i presunti progressi sovietici e cinesi nelle tecniche di lavaggio del cervello”. Ed è questa la giustificazione di Gottlieb: la “sopravvivenza nazionale” viene prima di qualsiasi considerazione etica e morale, non tiene conto dei diritti delle persone e sfugge ai controlli di legge. Gli Stati Uniti avevano però aderito al Codice di Norimberga, che proibisce la sperimentazione umana se non c’è un consenso informato.

Alla fine nessuno saprà mai che conseguenze abbiano avuto, nel lungo termine, tutti quegli esperimenti, quante persone ci abbiano rimesso la pelle. Solo una è la vittima accertata di MKUltra, Frank Olson, un biochimico che partecipava al programma. A Olson viene somministrata una dose di LSD a sua insaputa, e ne risente in modo particolarmente grave. Tanto che un medico della CIA consiglia un ricovero in una struttura psichiatrica. Quel medico è con lui la sera del 28 novembre 1953, in un albergo di New York. Nella notte Olson si butta giù dal 10° piano, senza aprire la finestra ma lanciandosi contro i vetri, oltretutto scavalcando due letti. Molto strano.

La faccenda viene archiviata come suicidio, o forse come incidente. La morte di Olson diventa sospetta quando esce fuori la storia di MKUltra, e la famiglia si convince che si sia trattato di omicidio. Perché Olson, a conoscenza di molti segreti, era disgustato da quegli esperimenti di MKUltra e voleva uscire dalla CIA. Insomma, rappresentava un pericolo. Alla fine la famiglia accetta un risarcimento di 750mila dollari, ma la storia non finisce lì. Nel 1984 uno dei figli fa riesumare il corpo del padre e salta fuori che ci sono lesioni “fortemente indicative di omicidio”. Ma tutti i ricorsi presentati dal figlio per riaprire il caso sono stati rigettati.

Le conseguenze impreviste

Sidney Gottlieb è, di fatto, il maggior responsabile dell’introduzione dell’LSD negli Stati Uniti. Non solo, le sue sperimentazioni nelle università, a cui hanno partecipato numerosi studenti “volontari”, hanno provocato la diffusione dell’allucinogeno nel paese. Perché magari, se l’esperienza è stata divertente, merita di essere riprovata, e anche consigliata a qualche amico. Col tempo, l’LSD diventa la droga simbolo della controcultura hippie, certo non in linea con i programmi della CIA. Tra gli studenti volontari c’è Allen Ginsberg, poeta simbolo di quell’epoca, che racconta i suoi viaggi lisergici. E c’è anche Ken Kesey, che poi scriverà “Qualcuno volò su nido del cuculo”, un libro sul disagio mentale e le torture usate negli ospedali psichiatrici. E anche un paroliere di successo, Robert Hunter, anche lui espressione di quella cultura. Timothy Leary, scrittore e psicologo, è stato un grande fautore dell’uso dell’LSD perché, dice, “apre le porte della percezione”. Proprio lui ha affermato che il cosiddetto “movimento LSD” è nato negli Stati Uniti grazie alla CIA. Sarebbe più giusto dire grazie a Sidney Gottlieb, che è un personaggio davvero strano.

Sidney Gottlieb: dottor Jekyll e mister Hyde

Sidney Gottlieb sfugge a qualsiasi definizione, perché ha comportamenti che sembrano del tutto in contrasto fra loro. I suoi genitori sono ebrei, ma lui non si fa problemi a collaborare con medici nazisti che hanno condotto esperimenti disumani nei lager, anzi, ne prende esempio. Eppure, nella vita privata, fa tutt’altro: vive con la moglie e i figli in una casa isolata dove non c’è luce elettrica né acqua corrente. Alleva capre e tutte le mattine si alza alle 5 per mungerle personalmente. Intanto però sperimenta fantasiosi modi per uccidere Fidel Castro, ad esempio con un sigaro cubano, una penna stilografica e addirittura una muta, tutte avvelenate.

Pensa di uccidere il primo ministro del Congo, Patrice Lumumba, mettendo veleno nel suo spazzolino da denti. In questo caso non ci riesce, ma tanto Lumumba viene assassinato lo stesso durante un colpo di stato. Si inventa aggeggi strani da fornire agli agenti segreti, come micro telecamere e altri gadget in puro stile James Bond. Quando si ritira dalla CIA va a vivere in una casa ecologica – che all’epoca non era certo di moda – e diventa un ambientalista. Studia il buddismo, fa meditazione, coltiva le sue verdure.

Poi va con la moglie in India per occuparsi di lebbrosi e, quando torna negli Stati Uniti, fa volontariato nelle scuole. E’ insomma un personaggio sconcertante, che forse non si può comprendere se non si tiene conto di un valore come il patriottismo. Un patriottismo distorto però, che spesso viene usato per giustificare azioni disumane.


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