Mizzi Kaspar: era lei il vero amore di Rodolfo d’Asburgo?

Troviamo difficile che qualcuno non abbia sentito parlare, almeno en passant, della tragedia di Mayerling. Una tragedia che coinvolse il trentenne arciduca Rodolfo d’Asburgo – Lorena, principe ereditario d’Austria-Ungheria, figlio degli imperatori Francesco Giuseppe ed Elisabetta (conosciuta in Italia come “Sissi”) e la sua amante minorenne, la baronessina Maria Vetsera, di 17 anni. Avete presente su tutti il film “Mayerling” (1968) con Omar Sharif, Catherine Deneuve ed Ava Gardner nel ruolo di “Sissi”? L’attrice italiana Vittoria Puccini ha interpretato Maria nel film “Il destino di un principe” (2006). Il titolo richiama “Il destino di un’imperatrice” (1957), terzo film della trilogia di Ernst Marischka che, che lei lo volesse o no, ha consacrato Romy Schneider per “Sissi” per antonomasia.

Molti, tra cui i film citati, propendono per il tragico epilogo di una grande storia d’amore tra Rodolfo e Maria, ma secondo altre fonti la realtà era ben diversa. Soprattutto per il più maturo e infelice principe, non considerato adatto dal padre a succedergli sul trono.

Rodolfo d’Asburgo Lorena

Il vero amore di Rodolfo, già sposato con la principessa Stefania del Belgio, sarebbe stato in realtà nientemeno che una soubrette, più precisamente una prostituta d’alto bordo:

Maria “Mizzi” (o Mitzi) Kaspar

Mizzi Kaspar

Lo affermano per esempio il giornalista, scrittore e agente segreto britannico R.H. Bruce Lockhart (1887 – 1970) e lo scrittore e giornalista americano Serge Schmemann (1945).

Stefania e Rodolfo d’Asburgo

Nata a Graz il 28 settembre 1864 da genitori di origine ungherese, Marcela (questo era il vero nome di Mizzi) fece della sua bellezza (per i canoni estetici del tempo) e del suo fascino un mestiere, ricevendo denaro e preziosi doni dai facoltosi amanti. Uno di loro era proprio Rodolfo.

Mizzi iniziò la sua “carriera” nel 1884 nella casa di piacere di Madame Wolf, che aveva avviato alla prostituzione con danarosi clienti, diverse giovani viennesi. Inoltre la protagonista di questo nostro articolo posò come modella per alcuni artisti.

C’è una sua statua, realizzata da uno scultore di nome Johann Beck, che la raffigura intenta a suonare il liuto. Oggi si trova nel museo Imperial Furniture Collection (Hofmobiliendepot) a Vienna, ma è appartenuta a Rodolfo e poi addirittura a Erzi (unica figlia di Rodolfo, che nonostante tutto fu amatissima dal padre).

Mizzi Kaspar

Quella che sarebbe diventata la più famosa cocotte della capitale austriaca era anche un’ottima confidente, depositaria di importanti segreti (la Wolf voleva che le ragazze che “lavoravano per lei”, carpissero informazioni dai clienti; poi le passava ai servizi segreti prussiani all’insaputa del principe, il quale peraltro aveva persino parlato della sua casa d’appuntamenti all’imperatore Guglielmo II).

Rodolfo iniziò a frequentare Mizzi nel 1886 circa e lei divenne sua intima amica, capace di raccogliere le profonde inquietudini di un giovane dedito all’alcol e che, depresso, spesso pensava al suicidio. Le era talmente legato che nel 1887 le donò una lussuosa abitazione a tre piani da 60.000 fiorini (avuti in prestito da un amico banchiere).

Benché Mizzi avesse ovviamente sperato ed ottenuto anche vantaggi dalla relazione con Rodolfo, nutriva per lui un affetto sincero e gli stava accanto con compassione.

Forse con lei il principe si sentì davvero amato e libero per la prima volta

Mizzi Kaspar

Libero anche di mostrarsi in sua compagnia in pubblico, sebbene tutti sapessero “che mestiere faceva” e la coppia destasse scandalo. Dal 1888 la giovane prese a frequentare solo Rodolfo. Egli poteva parlarle con tranquillità perché sapeva che non avrebbe rivelato a nessuno le confidenze. Tuttavia ce ne fu una che Mizzi non poté proprio tacere:

Il fatto che lui le avesse chiesto un “suicidio di coppia”

Aveva anche scelto il luogo: il Tempio degli Ussari (Hussarentempel) a Mödling, capoluogo della Bassa Austria. Mizzi, allarmata dalla richiesta dell’amante, informò le autorità e fu costretta addirittura a rilasciare una dichiarazione autografa. C’è chi sostiene che si fosse rivolta persino al primo ministro austriaco, il conte Eduard Taaffe, ma non fu creduta: d’altronde era solo una prostituta!

Meno che mai Francesco Giuseppe, religiosissimo, fu informato della volontà di suo figlio di togliersi la vita. Dato che gli appelli di Mizzi rimasero inascoltati, non sorprende che sei mesi più tardi Rodolfo si fosse ucciso a Mayerling con Maria Vetsera:

Finalmente aveva trovato una donna disposta a morire con lui

Maria Vetsera

Prima dell’estremo gesto però, il giovane era stato con Mizzi a casa sua. Congedandosi, aveva fatto sulla fronte dell’amica e amante un segno della croce.

Nel suo testamento, Rodolfo si era ricordato anche di lei, lasciandole 30.000 fiorini, che Francesco Giuseppe acconsentì a mandarle. Il principe le aveva scritto anche una lettera d’amore, la quale venne rinvenuta alla Hofburg. Poi fu distrutta, per precauzione dalla stessa Mizzi, ma gli storici concordano sulla sua esistenza.

Dopo la tragica morte di Rodolfo, Kaspar saldò numerosi debiti, con il denaro che lui le aveva lasciato. Divenne cittadina viennese (si sa anche la data: 7 novembre 1889) e molto probabilmente continuò la sua attività di prostituzione. Anzi, si definì “tenutaria di casa” (Hausbesitzerin), il che fa pensare che avesse aperto un proprio bordello. Nel 1891 vendette la dimora che le aveva regalato Rodolfo e si stabilì in una vicina.

Non lasciò alcuna testimonianza (nemmeno fotografica) della sua chiacchieratissima relazione: né a casa sua (addirittura messa invano sotto sopra dalla polizia per trovare qualcosa) né tantomeno volle rilasciare interviste a riguardo, anche se sarebbero state ottimamente retribuite.

Mizzi Kaspar

Mizzi Kaspar si spense a soli 42 anni, a Vienna, il 29 gennaio 1907 a causa di un indurimento del midollo spinale, dipeso certamente dalla sifilide (invece Rodolfo aveva contratto la gonorrea, con cui contagiò la moglie Stefania, che perciò non potè avere altri figli oltre a Erzi, incluso il “famoso” erede maschio).

Il feretro di Mizzi venne sepolto nel cimitero di Mödling, come pensava Roldolfo, se lei avesse condiviso i suoi propositi suicidi. In seguito la tomba venne lasciata in stato di abbandono.


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