Dal 2009, le persone che passeggiano nei boschi del Queen Elisabeth Forest Park, in Scozia, si trovano improvvisamente davanti ad un paesaggio riflesso, e talvolta anche di fronte alla loro stessa immagine. Nascoste (ma non troppo) nel bosco ci sono sei figure di specchio, tre uomini e tre donne, che riflettono gli alberi, il cielo e i cambiamenti delle stagioni.

Sembrano spettrali abitanti di un’altra dimensione, ma sono in realtà un’installazione dell’artista Rob Mulholland, chiamata Vestige, che rimanda alla storia del luogo, alla sua memoria, al rapporto dell’uomo con la natura. “Volevo esplorare questo rapporto, con la creazione di un gruppo, di una comunità all’interno dell’ambiente protettivo del bosco, che ricorda gli ultimi abitanti del luogo” spiega Mulholland sul suo sito.

Questa zona della Scozia era in origine una campagna coltivata, con grandi pascoli, che ospitava piccole comunità agricole. Dopo la prima guerra mondiale, gli abitanti sono stati trasferiti dal governo, per convertire il territorio in un bosco di alberi a crescita rapida, perché il paese aveva bisogno di legna. La zona è rimasta fino ad oggi un’area forestale, ma è ancora possibile scorgere i resti delle vecchie case e dei villaggi che sorgevano qui fino ad un secolo fa.

Le figure rappresentano le persone che vivevano in questa terra prima di essere trasferite, ma sono anche una testimonianza del modo in cui gli esseri umani possono alterare drasticamente la natura. Mulholland descrive le sei figure come “una debole traccia del passato della gente e delle comunità che un tempo occupavano e vivevano in questo spazio. Le figure assorbono l’ambiente circostante, che riflette sulla loro superficie i cambiamenti quotidiani della vita nella foresta. Creano un concetto visivo di non-spazio, un vuoto, come se per un momento fossero una parte del nostro mondo e poi, come in dissolvenza nella foresta, diventano una traccia intangibile “.

L’intreccio di significati di questa installazione va ancora più in profondità quando sono coinvolti gli spettatori. Chi si avvicina alle figure, vede riflessa anche anche la propria immagine, diventando parte dell’opera nel presente, ma allo stesso tempo guarda al passato e vede da dove proviene. Il lavoro di Mulholland comprende varie installazioni e sculture che sfidano la nostra percezione del tempo, dello spazio, e della realtà.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.