Masada, il grande palazzo fortificato di Erode il Grande, che sovrasta da 400 metri d’altezza il Mar Morto, prima di essere faticosamente conquistato dai Romani nel 74 d.C, era divenuto il rifugio di una fazione estremista (i Sicarii) del partito degli Zeloti. Pur di non cadere in mano ai nemici, quella comunità di circa un migliaio di persone, decise che era preferibile un suicidio di massa. Masada divenne quindi romana, e abbandonata solo dopo l’arrivo dei musulmani.

Veduta aerea di Masada

Fonte immagine: Andrew Shiva via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

In epoca moderna, l’antica Masada è diventata il simbolo dell’orgoglio ebraico, ma anche uno dei più importanti siti archeologici di Israele. Proprio nel Palazzo di Erode, nell’ormai lontano 1963, vennero trovati sei semi di una palma da dattero, che non destarono molto l’interesse degli archeologi. Solo nel 2005, la studiosa Elaine Solowey, del Center for Sustainable Agriculture presso l’Arava Institute for Environmental Studies, decise di provare a piantare uno di quei semi, ai quali un’analisi al radiocarbonio aveva attribuito un’età di circa 2000 anni.

La Palma da Dattero “Matusalemme”, nel 2012

Fonte immagine: Benjitheijneb via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

La scommessa era quella di far germogliare una pianta, la palma da dattero della Giudea, scomparsa ormai dai tempi del Medio Evo. Una pianta dal forte significato simbolico, ricordata nella Bibbia e nel Corano per le sue proprietà curative, che era diffusa in tutto il territorio, da Mar Morto all’oasi di Gerico.

Fonte immagine: Benjitheijneb via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Dopo 15 anni dall’esperimento, si può dire che la scommessa sia stata vinta: anche se inizialmente il germoglio era piuttosto stentato, le amorose cure dei ricercatori, che hanno nutrito la pianta come fosse un bambino, hanno portato allo sviluppo di un albero che si è rivelato maschio, battezzato col nome di Matusalemme, e non poteva essere diversamente, vista la veneranda età del seme da cui è nato. Per far nascere i famosi e, pare, incomparabili datteri della Giudea, occorre sperare che uno degli altri semi faccia nascere una palma femmina.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.