Esiste ancora l’anonima casa a tre piani, divisa in appartamenti popolari, in un villaggio minerario della contea di Durham (nel Nord-Est dell’Inghilterra).

L’ultima abitazione di Mary Ann Cotton

Non c’è nessun riferimento alla persona che per qualche anno visse lì, in quella casa dove uccise la sua ultima vittima, e dove fu arrestata: Mary Ann Cotton, la prima serial killer britannica, la “vedova nera” che  uccise, nell’arco di vent’anni, un numero di imprecisato di persone, probabilmente 21, tra mariti, figli, figliastri, e parenti vari. Il numero civico dell’edificio è stato cambiato, forse per evitare ogni possibile riferimento alla macabra figura di questa donna, capace di assassinare i suoi stessi figli per perseguire non si sa bene quale scopo, se non un modesto interesse economico.

Mary Ann Cotton

Mary Ann Cotton, un’assassina seriale dal curriculum veramente agghiacciante, sia per il numero di vittime sia per i legami di parentela che aveva con esse, non gode della stessa notorietà di altri criminale del suo stampo, come ad esempio il fin troppo ricordato Jack lo Squartatore, che terrorizzò Londra quindici anni dopo l’impiccagione della donna.

Certo, Jack lo Squartatore ancora non ha un’identità veramente certa (e forse non l’avrà mai), e oltretutto commise i suoi crimini a Londra e non in qualche sperduto villaggio della campagna inglese. Mary Ann invece si spostava proprio tra remoti paesi minerari, lasciandosi dietro solo delle tombe presto dimenticate. A toglierle il macabro fascino che spesso accompagna figure del suo tipo forse contribuì una filastrocca per bambini che iniziò a circolare subito dopo la sua impiccagione:

“Mary Ann Cotton
è morta e putrefatta
giace nella tomba
con gli occhi spalancati.
Cantare, cantare, cosa posso cantare?
Mary Ann Cotton ha al collo una corda.
Dov’è, dov’è? Penzola in aria
vendendo manine rinsecchite, un penny al paio”

Mary Ann Robson nasce nel 1832 in un piccolo villaggio nel nord-est dell’Inghilterra, nella contea di Durham, che sarà il teatro di tutti suoi crimini. La sua è una famiglia modestissima: il padre fa il minatore, e come tutti i minatori si trasferisce spesso da un paese all’altro in cerca di lavoro. Di lui si sa ben poco, se non che forse impartisce a Mary Ann e al fratello un’educazione religiosa molto rigida, finché non cade da 46 metri di altezza mentre sta lavorando nella miniera di Murton, e muore. E’ il 1842, e la famiglia Robson è praticamente rovinata, senza una fonte di reddito e la minaccia dello sfratto dal cottage riservato ai lavoratori della miniera. Forse, per evitare di finire in mezzo a una strada, la madre si risposa quasi subito con un altro minatore, George Stott. Non corre buon sangue tra Mary Ann e il patrigno, e lei, quando ha 16 anni, si trasferisce a casa di un certo Edward Potter, per occuparsi dei tre figli dell’uomo.

Dopo tre anni torna a casa dalla madre, ed esprime il desiderio di imparare a fare la sarta. Probabilmente non si impratichisce mai del mestiere, perché poco dopo, nel 1852, sposa William Mowbray, il marito n.1. Con lui si trasferisce nel sud-ovest dell’Inghilterra, dove pare che abbia messo al mondo quattro o cinque figli, tutti morti molto piccoli. Anche in un’epoca nella quale la mortalità infantile era un flagello, una media così alta era pur sempre sospetta.

Tuttavia, all’epoca non era obbligatorio registrare il decesso, e così di questo primo lato oscuro della vita di Mary Ann non rimane traccia

La coppia poi torna nel nord-est, con una figlia nata nel 1856, che morirà a quattro anni. Intanto, nel 1858 e nel 1861 nascono altre due bambine, e nel 1863 un figlio maschio, John Robert, che morirà a un anno di età per una gastroenterite. Nel 1865 muore, sempre per un disturbo gastrico, anche il marito William, e Mary Ann riscuote, grazie a un’assicurazione sulla vita, la somma di 35 sterline (pari a sei mesi di stipendio del defunto) e altre 25 per il piccolo John Robert.

Uno dei certificati di assicurazione sulla vita a favore di Mary Ann

La donna, che a quel punto ha ancora due figlie miracolosamente vive, si trasferisce nel villaggio di Seaham Harbour, dove conosce e (forse) si innamora di un certo Joseph Natrass. Intanto una delle due bambine muore di tifo, e l’altra, Isabella, viene spedita a casa della nonna materna. La relazione con Natrass si interrompe perché lui si sposa, e Mary Ann si sposta nel Sunderland, dove trova lavoro come infermiera in un dispensario. Qui conosce George Ward, il marito n.2, che sposa nel 1865. L’uomo muore dopo 14 mesi di matrimonio, per problemi intestinali.

Guarda caso, anche lui aveva stipulato un’assicurazione sulla vita a favore di Mary Ann

La teiera di Mary Ann Cotton, usata per preparare il the all’arsenico

Fonte immagine: Museo Beamish

Di nuovo sola e con un’unica figlia che non vive con lei, Mary Ann è la candidata perfetta per il posto di governante presso la casa di James Robinson, anche lui vedovo da poco tempo. Inizia il servizio alla fine del 1866, e dopo appena un mese, ecco che muore per problemi gastrici il figlio più piccolo di James. Intanto, per consolarsi a vicenda, i due vedovi intrecciano una relazione e la donna rimane incinta. Mentre aspetta questo nuovo figlio, Mary Ann deve andare ad assistere la madre ammalata, che muore poco dopo il suo arrivo, lamentando forti dolori allo stomaco.

La donna, a questo punto, torna da Robinson con la figlia Isabella, che muore quasi subito, quasi in contemporanea ad altri due figli di James. Dopo pochi mesi, James Robinson diventa il marito n.3, e padre della piccola Mary Isabelle, nata a novembre del 1867 e morta a marzo del 1868. Ancora il neo-marito non sospetta di aver sposato una donna malvagia, ma inizia ad avere dei dubbi quando lei cerca in tutti i modi di convincerlo a stipulare un’assicurazione sulla vita. Dubbi che diventano certezza quando scopre che lei ha debiti per 60 sterline, che gliene ha rubate 50 e che ha impegnato molti dei suoi oggetti di valore. Forse Robinson non arriva mai a pensare che i suoi figli siano morti per mano di Mary Ann, e si limita a cacciarla di casa.

Lei è ridotta a vivere per strada, ma per poco: conosce una certa Margaret Cotton, che le presenta il fratello Frederick, un minatore appena rimasto vedovo con due figli piccoli. E’ proprio Margaret ad occuparsi dei due nipoti, ma muore improvvisamente per una malattia allo stomaco. Mary Ann quindi ha campo libero per consolare il vedovo, e presto si trova in attesa di un bambino. Nel 1870 Cotton, marito n.4, sposa la donna, bigama, visto che non ha mai divorziato da Robinson. Nel 1871 nasce il piccolo Robert.

Intanto, Mary Ann rivede il suo ex-amante Joseph Natrass, che non è più sposato, e riprende la relazione con lui. Guarda caso, a dicembre 1871 Frederick Cotton muore per una “febbre gastrica”, e Natrass va a convivere con la donna.

Certificato di morte di Frederick Cotton

Questo non impedisce a Mary Ann di restare presto incinta del suo nuovo datore di lavoro, un certo John Quick-Manning, agente delle imposte. Nel 1872 muoiono, uno dietro l’altro, uno dei due figli di primo letto di Cotton, poi il piccolo Robert, e subito dopo il povero Natrass, che aveva appena fatto testamento a favore di Mary Ann.

Poi accade quello che la pluri-omicida probabilmente non si aspettava, convinta di poter uccidere chiunque proprio sotto il naso dei medici, che non si erano mai accorti di nulla. E’ l’assistente di un medico legale, Thomas Riley, che collega una frase pronunciata da Mary Ann alla morte imprevista dell’ultimo dei figli di Cotton. Il piccolo Charles rappresenta un’impedimento per il matrimonio con John Quick Manning, e a onor del vero, chissà per quale scrupolo di coscienza, l’incallita omicida tenta di farlo accogliere in una casa di lavoro per poveri. Proprio Thomas Riley le dice che è necessaria la presenza di un familiare, e lei commenta che comunque il piccolo avrebbe presto fatto la fine degli altri Cotton, perché malaticcio come i fratelli. Infatti, dopo cinque giorni, il bambino muore. Riley, insospettito, va alla polizia, e convince il medico legale a non firmare il certificato di morte fino a che la circostanza non sia stata chiarita.

Mary Ann è arrestata, processata, e condannata a morte per l’omicidio di Charles Cotton, l’ultima delle sue vittime. Dopo un frettoloso esame che stabilisce la “morte naturale” del bambino, i resti riesumati mostrano presenza di arsenico.

La notizia dell’arresto di Mary Ann Cotton


Lei si professa sempre innocente, dà alla luce l’ultima figlia mentre è in prigione e poi viene immediatamente impiccata, con il sistema della corda corta: muore per un lento soffocamento e non per la rottura del collo. E’ il 24 marzo del 1873.

Una delle tante lettere scritte dal carcere da Mary Ann

Fonte immagine: Museo Beamish

Oggi è quasi impossibile credere che qualcuno sia riuscito a uccidere così tante persone senza che nessuno se ne sia mai accorto. Bisogna tuttavia tenere conto dell’epoca in cui gli omicidi avvennero: la probabile incompetenza dei medici di campagna, la malnutrizione delle classi operaie che poteva fuorviare certe diagnosi, la mancanza di registri affidabili delle morti. E poi la scelta dell’arsenico, un veleno ancora facilmente reperibile all’epoca (perché presente in alta concentrazione in alcuni prodotti a vendita libera), che induce vomito, diarrea e disidratazione, tutti sintomi riconducibili alla gastroenterite, una malattia spesso mortale in quegli anni.

In totale si stima abbia ucciso 21 persone, fra cui 3 Mariti e 12 Bambini

La lunga attività criminale di Mary Ann è stata favorita dal nuovo modo di vivere nato con la Rivoluzione Industriale: potersi spostare da un luogo all’altro, senza il controllo della comunità esercitato invece in una civiltà contadina, ha rappresentato la condizione indispensabile per il formarsi di un “mostro in forma umana”, come fu ribattezzata la donna dai giornali dell’epoca.

Stranamente, forse per le circostanze della sua morte, forse per la sua strenua autodifesa, forse perché non ha disseminato di cadaveri le strade di una grande città, la figura di Mary Ann non suscita quell’orrore che ci si aspetterebbe. Il suo corpo è ancora sepolto nella prigione di Durham:

Non aveva più nessuno che potesse reclamare i suoi resti…

Le vicende di Mary Ann Cotton e delle sue sfortunate vittime sono state oggetto della serie TV “Dark Angel” di cui sotto trovate il trailer:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.