Maria Teresa d’Asburgo: la prima e unica Imperatrice del Sacro Romano Impero

Per essere precisi, per tutta una serie di vicissitudini politiche, Maria Teresa non ebbe mai il titolo di imperatrice ma solo quello di imperatrice consorte, anche se a tutti gli effetti fu lei a governare. Una donna che ereditò un impero in declino e lo trasformò in una potenza europea: un successo personale incredibile che la fece amare e stimare dai sudditi, tanto da essere tuttora considerata sia dagli austriaci sia dagli storici il primo regnante a concepire un metodo di governo senza precedenti – il dispotismo illuminato – e uno dei più grandi sovrani di tutti i tempi.

L’imperatrice Maria Teresa d’Austria – olio su tela, 1759 – Accademia di belle arti di Vienna

La successione degli Asburgo era regolata dalla legge salica. Leopoldo I, nonno paterno di Maria Teresa, aveva avuto ben diciassette figli dai suoi tre matrimoni; di questi, dodici erano femmine mentre tre dei cinque maschi morirono nell’infanzia. Rimasero quindi due soli eredi, Giuseppe e Carlo. Nel 1703, con la Disposizione Leopoldina, l’imperatore trasformò la legge di successione in semi-salica: a partire dai suoi eredi, in caso di mancanza di maschi del ramo regnante, sarebbe salita al trono la figlia femmina maggiore del primo maschio.

Alla morte di Leopoldo salì al trono Giuseppe I, che ebbe solo due femmine, Maria Giuseppa e Maria Amalia, e alla sua morte, nel 1711, il trono passò al fratello minore Carlo VI. Anche lui non fu fortunato con la discendenza maschile: l’unico figlio era nato e morto nel 1716 e restavano solo tre femmine.

Secondo la Disposizione Leopoldina l’erede sarebbe dovuta essere Maria Giuseppa, primogenita di Giuseppe.

Carlo VI però, nel 1713, promulgò la Prammatica Sanzione, con la quale stabiliva che la successione sarebbe passata alla figlia maggiore dell’ultimo imperatore e non alla maggiore del precedente.

Carlo VI in un ritratto di Johann Gottfried Auerbach

Maria Teresa era nata a Vienna il 13 maggio 1717, da Carlo VI e da Elisabetta Cristina di Brauschweig-Wolfenbüttel. Era una bambina molto bella, molto seria e riservata e, nonostante il padre la ammettesse alle sedute del consiglio, ebbe l’usuale educazione di una femmina: studiò latino, francese e italiano, religione, canto, ballo, disegno, musica. Carlo sperava sempre nell’erede maschio e tralasciò quindi di istruire la figlia alla politica e al governo.

Maria Teresa a tre anni nel giardino del palazzo di Hofburg – olio su tela, 1720/1721 – Palazzo di Schönbrunn, Vienna

Non fu facile nemmeno scegliere un marito di rango adeguato: c’era penuria di principi cattolici e Maria Teresa venne promessa a Leopoldo Clemente di Lorena, che morì però di vaiolo e venne sostituito dal fratello Francesco Stefano di Lorena. Nonostante si trattasse, come di prammatica, di un matrimonio combinato, i due fidanzati simpatizzarono subito.

Francesco Stefano, salito al trono di Lorena nel 1729, rinunciò al Ducato di Lorena ricevendo in cambio il Granducato di Toscana e sposò Maria Teresa il 13 febbraio 1736.

Ritratto dell’Imperatore Francesco I di Lorena, di Martin van Meytens – 1745 circa

Nasceva così il ramo Asburgo-Lorena, che regnerà fino alla caduta dell’impero.

Nel 1737 Francesco Stefano divenne Granduca di Toscana. Gli sposi andarono a Firenze (resta ancora l’Arco Trionfale dei Lorena di Porta S, Gallo, eretto per l’occasione), ma Maria Teresa fu richiamata subito a Vienna. Carlo VI ormai aveva rinunciato ad avere un erede maschio e la figlia doveva succedergli al trono.

Carlo morì il 20 ottobre 1740. Maria Teresa saliva al trono di un impero con le casse svuotate dalla guerra austro-turca, finita disastrosamente l’anno precedente, con un esercito decimato e scoraggiato, senza alcuna esperienza di governo e con un grosso problema per la successione sui possedimenti degli Asburgo e per quella a imperatore del Sacro Romano Impero.

Il titolo di imperatore era da secoli in mano degli Asburgo, ma in verità non era ereditario ma elettivo e gli stati membri dell’impero dovevano accettare la nomina. Anche la Prammatica Sanzione, precedentemente accettata, venne messa in discussione…
Non fu per misoginia che molti non la accettarono: fu solo il pretesto per togliere il titolo di imperatore agli Asburgo e sottrarre loro territori.

Maria Teresa come regina d’Ungheria sulla collina dell’incoronazione a Pressburg, olio su tela, ~1750

Il regno di Maria Teresa cominciò così con otto anni di guerra contro Federico II di Prussia, che invase la Slesia, e contro Carlo Alberto di Baviera (marito della figlia minore di Giuseppe I, Maria Amalia) sostenuto dalla Francia e dalla Spagna, con il solo sostegno dei Savoia e, in seguito, dell’Inghilterra. Le vicende altalenanti della guerra portarono alla pace e al riconoscimento della Prammatica Sanzione e le corone di Austria, Ungheria e Boemia a Maria Teresa, e quella di imperatore del Sacro Romano Impero al marito Francesco Stefano, ma solo nel 1748 e in cambio di cessioni territoriali di gran parte della Slesia e del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.

Doppio ritratto dell’imperatore Francesco I Stefano di Lorena e sua moglie Maria Teresa, olio su tela – 1746

Maria Teresa, innamoratissima del marito del quale era gelosissima, riusciva però a tenere ben distinte la donna dalla sovrana, e non permise mai al marito, ora Francesco I, di intromettersi nel governo, con la piena soddisfazione del nuovo imperatore a cui vennero affidati quasi compiti da segretario, che gli lasciavano il tempo di dedicarsi alle donne: ebbe moltissime amanti pur essendo molto affezionato alla moglie.

Maria Teresa soffrì molto dei tanti tradimenti ma Francesco, comunque, non la trascurò poi molto: dal 1737 al 1756 nacquero sedici figli e nel complesso fu un matrimonio riuscito. Maria Teresa fu una madre affettuosa e apprensiva, molto attenta all’istruzione e all’educazione dei figli. Restano moltissime sue lettere alle figlie sposate, piene di raccomandazioni e ammonimenti.

Personalmente Maria Teresa non era di idee liberali, anzi, era fortemente conservatrice ed estremamente religiosa, ma comunque totalmente dedita allo stato, e le sue riforme furono tutte mirate al benessere dell’impero, grazie anche al suo cancelliere e consigliere Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg, paladino del dispotismo illuminato.

La necessità più impellente era risistemare le casse dello stato e Maria Teresa tassò i nobili e il clero creando un Catasto che faceva da base imponibile per la tassazione, limitò il potere dei proprietari dei singoli feudi accentrando il potere in un governo centrale che tutelasse maggiormente i contadini. Riformò l’esercito, allo sbando dopo le tante guerre, creò l’accademia militare e raddoppiò l’organico sul modello prussiano.

Con il Codex Theresianum e la Constitutio Criminalis Theresiana uniformò le leggi, la magistratura e il diritto penale in tutto l’impero: era un primo passo per evitare i soprusi della giustizia esercitata dai singoli nobili.

Istituì l’obbligo scolastico fino ai 12 anni, costruendo 500 scuole nelle campagne, anche se non riuscì nell’intento di una scolarizzazione di massa e il tasso di analfabetismo restò alto, ma occorre tenere in considerazione che era il ‘700 e comunque la sua idea portò ad un netto miglioramento. Ai bambini veniva insegnato anche un mestiere: in campagna era artigianale e in città più specializzato e vicino all’industria.

Maria Teresa premeva per favorire la produzione nazionale e le esportazioni e al tempo stesso limitare le importazioni, alle quali vennero applicati forti dazi doganali.

A lei si deve l’organizzazione e la modernizzazione del porto di Trieste, dichiarato Porto Franco già da Carlo VI, ampliandone i privilegi con l’esenzione da dazio per le importazioni di materie prime destinate ad essere lavorate in città e destinate all’impero.

In politica estera il nemico restava la Prussia. Le alleanze furono sovvertite: l’Inghilterra appoggiò la Prussia mentre l’Austria cercò il riavvicinamento e l’alleanza con la Francia, rinsaldata dal fidanzamento di Maria Antonietta con il Delfino Luigi.

Nel 1756 la Prussia invase la Sassonia e si arrivò alla guerra dei sette anni. Maria Teresa non aveva mai “digerito” la perdita della Slesia, che voleva riconquistare, ma nel 1763 la guerra ebbe fine senza alcuna variazione e la Slesia venne definitivamente assegnata alla Prussia.

Per compensare la perdita Maria Teresa partecipò alla spartizione della Polonia nel 1772 , acquisendo la Galizia e la Lodomeria. Questa politica aggressiva, che Maria Teresa riteneva moralmente ingiusta, fece dire a Federico II:

Lei piange, ma prende

A tutte queste riforme giuste se ne contrapponevano alcune dubbie per la mentalità attuale ma abbastanza normali per l’epoca. Per ripopolare le zone scarsamente abitate o coltivate ci trasferì, o meglio deportò, i protestanti, i criminali, i senzatetto e i prigionieri di guerra.

Il codice penale continuava a prevedere la tortura, che fu abolita solo da suo figlio, e la pesantissima censura vietava e bandiva centinaia di libri ritenuti contrari alla religione, compresi gli scritti di filosofi come Voltaire e Rousseau.

L’assolutismo religioso di Maria Teresa portò anche a limitare i diritti degli ebrei, obbligati a portare la barba e a indossare un distintivo giallo per essere immediatamente riconoscibili. Gli ebrei ricchi che frequentavano la corte vennero tassati pesantemente e con il ricavato Maria Teresa costruì la reggia di Schönbrunn, la Chiesa di San Carlo e la Biblioteca Nazionale.

C’era poi un’altra politica molto importante in una casa regnante, quella matrimoniale.
Sicuramente Maria Teresa sperava di potersi avvalere dei tanti figli per stringere preziose alleanze, ma non fu così.

Dei suoi sedici figli, due morirono alla nascita o nella prima infanzia, quattro morirono di vaiolo prima dell’età adulta. Due figlie, una delle quali di salute molto precaria e una sfigurata dal vaiolo, scelsero la vita monastica pur risiedendo con la madre finché in vita, l’ultimo figlio scelse la vita religiosa diventando arcivescovo.

Restavano quattro femmine ma solo due fecero matrimoni reali molto importanti: Maria Carolina che sposò, al posto di due sorelle entrambe morte di vaiolo, Ferdinando IV di Napoli e Sicilia, e Maria Antonia (chiamata in Francia Maria Antonietta) che sposando Luigi XVI consolidò l’alleanza con la Francia, un tentativo non riuscito in precedenza con la figlia Maria Elisabetta, promessa a Luigi XV ma morta di vaiolo in tenera età.

Maria Cristina fu l’unica a scegliersi lo sposo, ovvero Alberto di Sassonia, ma non ebbe figli; Maria Amalia, contro la sua volontà, sposò Ferdinando duca di Parma Piacenza e Guastalla.

Dei tre figli maschi, il minore Ferdinando sposò Maria Beatrice d’Este dando vita al ramo Asburgo-Este. Gli altri due divennero imperatori del Sacro Romano Impero come Giuseppe II e Leopoldo II.

Alla morte del padre Francesco, il 18 agosto 1765, il figlio Giuseppe ereditò il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero ma essendo ancora in vita Maria Teresa fu solo co-reggente per quanto riguardava i possedimenti Asburgo. Non fu una collaborazione tranquilla date le idee sempre divergenti di madre e figlio, tanto che Giuseppe minacciò l’abdicazione.

Ritratto dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, di Anton von Maron – Reggia di Versailles

Maria Teresa reagì malissimo alla morte del marito, vestì da allora sempre a lutto, rinunciando a ogni gioiello e alla vita pubblica. Aveva perso la voglia di vivere e la forza di regnare.

Maria Teresa d’Austria in abiti vedovili mentre mostra le corone d’Ungheria, Austria e Boemia

Nel 1767 fu colpita dal vaiolo, ne guarì, ma la sua salute, che era sempre stata perfetta, ne risultò per sempre compromessa e morì di polmonite il 29 novembre 1780.

Perfino il suo grande nemico Federico II di Prussia ebbe parole di elogio per questa grandissima donna, rivale ma non nemica.

E’ sepolta nella Cripta dei Cappuccini a Vienna insieme al marito.

Tomba di Maria Teresa e Francesco I

Giuseppe II morì nel 1790 lasciando solo una figlia. Il trono così passò al fratello Leopoldo II che rinunciò al Granducato di Toscana per salire al trono imperiale e d’Asburgo e furono i suoi discendenti a continuare il ramo regnante Asburgo-Lorena.

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.