Maria Larisch: gli intrighi della Nipote dell’Imperatrice Elisabetta “Sissi” d’Austria

Sicuramente Maria non è uno dei personaggi più simpatici della storia, viene ritenuta, per la sua opera di mediatrice, una delle maggiori artefici dei fatti che portarono alla tragedia di Mayerling. A sua discolpa si può solo pensare che, pur avendo parenti del sangue più blu, la sua posizione di ‘parente povera’ e figlia di un’attrice le abbiano sempre condizionato la sfortunata vita.

Maria Luisa Mendel, (chiamata sempre solo Maria) nacque ad Augusta il 24 febbraio 1858, figlia illegittima dell’attrice Henriette Mendel e del Duca in Baviera Ludovico Guglielmo, figlio di Massimiliano in Baviera e di Ludovica di Baviera, il primogenito, fratello di Elisabetta poi imperatrice d’Austria.

Maria Larisch

Alla sua nascita i genitori non erano sposati a causa del divieto da parte di Re Massimiliano II di Baviera, cugino del padre. Solo grazie all’intercessione di Elisabetta i due riuscirono a contrarre matrimonio morganatico nel 1859, con la rinuncia dei diritti di successione e all’appannaggio, e alla madre Henriette venne concesso il titolo di Baronessa von Wallersee.

Maria venne così legittimata. Fu amata non solo dai genitori ma anche dalla nonna Ludovica, ed ebbe un’infanzia serena, era colta e bella, ma era solo una ‘misera’ baronessa in una famiglia di altissima nobiltà.

Le sue aspirazioni erano molto superiori

Le dicerie che Maria potesse essere una delle (forse) due gemelle di Sofia di Borbone, nate dalla relazione con l’ufficiale Armand de Lawayss, affidata alla famiglia della madre e per questo così cara alla zia Elisabetta, da lei stessa avallate nel suo libro ‘Il mio passato’, è storicamente infondata.

Maria al braccio del padre e la madre seduta:

Maria Luisa nacque sicuramente nel 1858 mentre Sofia partorì nel 1862. Un’invenzione per rendersi più interessante e misteriosa o per cancellare quella scomoda madre attrice?

Il grande affetto di Elisabetta per Maria fu più probabilmente dovuto all’abilità di cavallerizza di quest’ultima, che poteva quindi accompagnarla nelle sue frequenti escursioni.

Certo è che Elisabetta la prese sotto le sue ali e, nonostante la differenza di età dato che Maria era coetanea di Rodolfo, divenne la sua confidente. Quanto l’affetto di Elisabetta fosse corrisposto è difficile a dirsi. Maria approfittò sempre abbondantemente degli Asburgo, sia per la posizione sociale sia per quella economica.

Maria, data la sua nascita, non poteva aspirare a un matrimonio reale, ma la zia si mosse comunque per procurarle un ‘buon partito’. Le fece conoscere il conte Georg Larisch von Moennich e i due si sposarono nel 1877 nel castello di Gödöllö in Ungheria, ospiti di Elisabetta.

Fu un matrimonio combinato, ma non sgradito a Maria che diventava così contessa, un gradino più alto della semplice baronessa von Wallersee, titolo fra l’altro concesso alla madre e non di nascita.

Maria giovanissima

Con il matrimonio Maria divenne dama di corte, scatenando gelosie fra le altre dame, e il marito divenne Primo Tesoriere. Vivevano a Troppau nel castello Schönstein, dove nacquero i primi due figli Franz Joseph Georg nel 1878 e Marie Valerie Georgine nel 1879, padrino e madrina furono l’imperatore Francesco Giuseppe e sua figlia Maria Valeria.

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Maria e Georg, entrambi appassionati di caccia, furono ospiti a Pardubitz di Heinrich Baltazzi , ufficiale dell’esercito e fratello di Helene Vetsera madre di Mary Vetsera.

Maria con Maria Valeria, figlia di Francesco Giuseppe e Elisabetta:

Maria e Baltazzi divennero amanti, la relazione era il segreto di Pulcinella, così com’era noto che i due successivi figli di Maria Luisa, Marie Henriette nata nel 1884 e Georg Heinrich nel 1886, fossero di Baltazzi. Georg Larisch li riconobbe come suoi solo per il decoro di famiglia. E’ da notare come il secondo nome dei bambini indicasse il vero padre, abitudine che Maria Luisa mantenne anche per il quinto figlio Friedrich Karl nato nel 1894 da Karl Ernst von Otto-Kreckwitz, quando già dal 1889 la coppia viveva separata, lui in Slesia e lei in Baviera.

Henriette Mendel, la madre:

Questo segnò la definitiva rottura del matrimonio e i due divorziarono nel 1896. Già da tempo del resto il matrimonio non funzionava, Maria voleva competere in toilettes e gioielli con le donne più nobili e ricche dell’impero. Il matrimonio morganatico del padre, pur felice, pesava come un macigno, socialmente ed economicamente.

Maria era costantemente piena di debiti, quanto le passava il marito non le bastava, e così Baltazzi e Rodolfo, col quale aveva un ottimo rapporto, provvedevano a pagare le sue fatture. Baltazzi però, finita la relazione, ossessionato dalle continue richieste di denaro, fece mettere i suoi capitali sotto tutela da un curatore pur di cessare i pagamenti.

Ludovico Guglielmo, il padre:

Maria aveva conosciuto Mary Vetsera a casa di Baltazzi e a Vienna frequentava regolarmente Palazzo Vetsera. Mary aveva già da tempo una cotta adolescenziale per Rodolfo e Maria le raccontava tutto, compresi il disagio psicologico e i problemi del cugino. Le lettere che Mary aveva scritto a Rodolfo erano finite sicuramente nel mucchio giornaliero e non erano state prese in considerazione. Maria si offrì di consegnare personalmente una lettera di Mary e da qui iniziò il lavoro di ‘postina’ per i due, e venne organizzato il primo incontro al Prater e poi i seguenti alla Hofburg. L’aiuto di Maria veniva ricompensato da Rodolfo con il pagamento delle fatture di sarte, modiste e gioiellieri.

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Georg Larisch von Moennich, il marito:

Era il 1888, Rodolfo già da tempo cercava una compagna per l'”ultimo viaggio”, l’aveva proposto all’amante storica Mitzi Kaspar che aveva rifiutato e ne aveva anche informato la polizia, senza purtroppo essere presa sul serio. Mary era la candidata ideale, giovanissima, ingenua e follemente innamorata.

Gli incontri continuarono fino al fatidico 30 gennaio quando Maria accompagno Mary alla Hofburg per l’ultima volta. Maria non era sicuramente a conoscenza dei piani di Rodolfo e Mary, non è di questo che fu incolpata, ma nella scrivania di Rodolfo vennero trovate lettere di Maria e di Mary grazie alle quali non si poteva negare la sua complicità nella relazione fra i due.

Venne immediatamente bandita da corte e non le fu mai più concesso di incontrare l’imperatore ed Elisabetta per giustificarsi

Maria con Mary Vetsera 1888 con autografo e data di Mary:

In Austria non era più benvoluta e si stabilì a Villa Valerie a Rottach-Egern in Baviera, dove aveva soggiornato da quando non viveva più col marito e dove visse fino al 1907. Qui conobbe Otto Bruck e si sposarono nel 1897. Bruck, cantante all’Opera di Monaco, venne licenziato in solidarietà con la casa imperiale austriaca per aver sposato ‘quella Larisch di Mayerling’, come ora veniva chiamata.

Maria con la figlia Marie Henriette, quadro di Kirchmayr 1893:

Disoccupato e senza soldi cominciò a bere, nel 1899 nacque il loro unico figlio, Otto.
Maria scrisse le sue memorie, data le continue offerte degli editori, sperando di risollevare le finanze familiari, ma Francesco Giuseppe ne bloccò la pubblicazione acquistando il manoscritto e concedendole una rendita.

Otto Bruck, il secondo marito:

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Gli anni a venire andarono sempre peggio per Maria. Nel 1907 morì la figlia Marie Henriette di vaiolo, nel 1909 il figlio Goerg Heinrich si suicidò dopo aver scoperto di essere figlio di Baltazzi e non di Larisch, che adorava e che aveva sempre considerato suo padre.

Nel 1914 Bruck morì di cirrosi epatica e nel 1915 morì la figlia Marie Valerie, missionaria, di una malattia tropicale. Sempre disperatamente in cerca di denaro, e contravvenendo agli accordi con Francesco Giuseppe, nel 1913 pubblicò in Inghilterra il libro ‘Il mio passato’, che non rese quanto sperato, nonostante il grande numero di copie stampate, e ovviamente causò la sospensione della rendita concordata con l’Imperatore oltre alla sua tremenda ira.

Durante la guerra prestò servizio come crocerossina sul fronte occidentale e nel 1920 girò un film muto sull’imperatrice Elisabetta dove interpretava se stessa, anche se aveva già 62 anni.

Heinrich Baltazzi:

Infine, Maria lavorò come domestica a Berlino e, volendo emigrare negli Stati Uniti, raccontò la sua storia a un giornale statunitense offrendosi di sposare chiunque avesse pagato il biglietto per lei e suo figlio Friedrich Karl.

William Henry Meyers, un agente immobiliare della Florida, rispose al suo appello, le pagò i biglietti e la sposò pochi giorni dopo l’arrivo per garantirle la possibilità di risiedere negli USA. Nonostante il matrimonio dovesse essere negli accordi solo di convenienza, il marito abusò di lei e sfruttò la notorietà della moglie per destare curiosità e incrementare il suo giro d’affari.

Maria scappò di casa nel 1926 e trovò lavoro come cuoca e domestica. I due non divorziarono mai. Un editore americano la contattò per pubblicare la sua storia purché aggiungesse qualche scandalo e un po’ di ‘pepe’, perché, per parafrasare un noto proverbio, ‘un pettegolezzo tira più di un carro di buoi’….

Maria accettò, ma non solo venne truffata sui profitti ma i pettegolezzi le si ritorsero contro, facendola passare per un un’avida, malevola e scandalosa donna che buttava fango sulla propria famiglia. Anche Negli Stati Uniti era diventata ‘quella Larisch di Mayerling’.

Nel 1929 rientrò in Baviera, dopo poco morì suo figlio Friedrich Karl e venne nuovamente truffata dagli editori che comprarono le sue storie per pubblicarle e non rispettarono gli accordi economici. Nel 1937 morì anche il suo primogenito Franz Joseph Georg.

Visse gli ultimi anni in estrema povertà, facendo vita completamente ritirata fino alla morte, in un ricovero per anziani, il 4 luglio del 1940.

Dopo la sua morte la Gestapo perquisì la sua stanza confiscando tutti i manoscritti. Chiese una tomba con il suo nome da nubile, ma non venne accontentata, la sua tomba restò anonima, contrassegnata solo da un numero, fino al 2012 quando il suo desiderio venne esaudito con una croce di legno e una piccola targa.

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.