Victoria Mary (1867-1953), pur avendo il titolo tedesco di principessa di Teck, era nata e vissuta in Inghilterra. Sua madre, Maria Adelaide di Cambridge, che apparteneva alla famiglia reale inglese, era cugina della regina Vittoria, mentre il padre, il principe Francesco di Teck, era nato da un matrimonio morganatico che lo escludeva da ogni possibilità di successione al regno di Württemberg, così come di contrarre un matrimonio conveniente con la maggior parte delle principesse reali d’Europa.

Francesco di Teck

La madre di Mary, Maria Adelaide, era conosciuta come ‘Fat Mary’, per la sua corporatura non propria snella, e all’avanzata età di trent’anni era ancora zitella. Non era esattamente quello che si poteva definire un buon partito, ma il matrimonio con Francesco fu comunque combinato sorvolando sull’aspetto poco attraente di lei e sulle scarse risorse economiche di lui.

Maria Adelaide di Cambridge

Si sposarono nel 1866 e nel 1867 nacque Victoria Mary, che in famiglia veniva chiamata May.

Maria Adelaide con i figli – a destra c’è la primogenita Mary

Quando fu il momento di trovare una moglie per Alberto Vittorio, primogenito del Principe di Galles Edoardo (il futuro re Edoardo VII) e di Alexandra di Danimarca, Mary non fu inizialmente presa in considerazione.

Alberto Vittorio, duca di Clarence

Prima di lei vennero interpellate la principessa Alix d’Assia (nipote di Vittoria e futura moglie dello Zar Nicola II) che lo rifiutò, e poi la bellissima Elena di Orleans (che divenne poi moglie di Emanuele Filiberto d’Aosta). I due si erano proprio innamorati: lui era disposto a rinunciare al trono pur di sposarla, lui accettava, da cattolica, di convertirsi alla chiesa anglicana. Non ci fu nulla da fare: la regina Vittoria si era anche convinta, ma il padre di Elena fu irremovibile: non poteva assolutamente accettare quella conversione, come fece del resto anche il papa, che minacciò la scomunica.

Mary di Teck era un membro minore della casa reale, ma la Regina Vittoria le era affezionata e così nel 1891 i due si fidanzarono e il matrimonio fu fissato per l’anno seguente.

Victoria Mary di Teck

Alberto Vittorio era una figura piuttosto controversa. Molti sono stati i pettegolezzi sulla sua omosessualità o bisessualità, su relazioni equivoche e si arrivò perfino a sospettarlo di essere Jack lo squartatore, ma la sua assenza da Londra nei giorni degli omicidi rende l’accusa priva di fondamento. Pettegolezzi e illazioni a parte, non era sicuramente un ragazzo brillante né negli studi, né nella carriera militare. Lo zio lo definiva ‘un perditempo’.

Forse a Mary andò meglio così: nel gennaio 1892 Alberto Vittorio, sei settimane dopo il fidanzamento, morì di una febbre influenzale. Anche qui i pettegolezzi si sprecarono, tutti probabilmente infondati: chi lo voleva morto di sifilide, chi ucciso per escluderlo dalla successione per via della sua fama poco limpida.

Maria nel 1889:

Durante la permanenza a corte di Mary all’epoca del fidanzamento, Giorgio, fratello minore di Alberto Vittorio, si innamorò o comunque ebbe molta simpatia per la ragazza e la Regina Vittoria ne approfittò per favorire un nuovo fidanzamento e matrimonio, nel 1893.

Mary non era quel si dice una bellezza, ma piacevole, dalla bella figura, e molto riservata, apparentemente fredda e severa. La coppia era praticamente perfetta: anche Giorgio era timido e riservato.

Giorgio V

Gli sposi mettono al mondo sei figli, ma l’ultimo, John, viene tenuto lontano dalla famiglia, escluso dalla foto ufficiali perché epilettico. Il ragazzo ha comunque vita breve: muore a  soli 14 anni.

Giorgio era un padre severissimo, temutissimo dai figli. Quanto a Mary, è difficile sapere se fosse una madre tenerissima, come veniva dipinta abitualmente anche dal figlio Edoardo mentre era in vita, o avesse “ghiaccio che le scorreva nelle vene” come ebbe a dire in seguito, dopo la morte della madre, in alcune lettere private.

Sicuramente, nonostante l’affetto che ci sarà stato, i sovrani furono genitori assenti, probabilmente distratti dagli impegni della corona. Si accorsero con molto ritardo, ad esempio, che la bambinaia maltrattava i due figli maggiori

I loro figli maschi, forse a causa dell’educazione severa e della mancanza di affetto, ebbero tutti qualche problema: l’insicurezza di Edoardo, sempre alla ricerca di donne (quasi sempre sposate) dal carattere forte a cui appoggiarsi, con una virilità messa in dubbio; Alberto (poi Giorgio VI), oltre al carattere insicuro era anche balbuziente, come il fratello Henry, che aveva anche una forte propensione all’alcool, e poi Giorgio, bisessuale e cocainomane, che collezionò infinite relazioni, anche scandalose, nonostante il matrimonio con la principessa Marina di Grecia.

Il giorno del matrimonio:

Gli impegni di Giorgio e Mary erano davvero tanti già come Duchi di Cornovaglia e di York. Alla morte della Regina Vittoria, con lui che diventa il nuovo Principe di Galles, aumentarono notevolmente. A gennaio del 1901 la coppia partì per un viaggio nei territori dell’impero che durò otto mesi. I bambini restarono con i nonni.

Negli anni seguenti Mary seguì il marito in quasi tutti i suoi viaggi, e nel 1905 partirono per un tour dell’India di altri otto mesi, seguiti immediatamente, appena rientrati, da viaggi in Spagna e Norvegia, per l’incoronazione della sorella di Giorgio, Maud, e del re Haakon.

Impegni ufficiali a parte, i futuri sovrani conducevano una vita molto tranquilla, lontana dalla corte.

Furono sempre una coppia unita ed affiatata. Non si conoscono relazioni o flirt, o anche solo simpatie di Giorgio, e tanto meno di Mary, per altre persone. Nei pochi periodi che passarono separati, Giorgio le scriveva tutti i giorni delle lettere nelle quali riusciva a esprimere, meglio che a parole, i suoi sentimenti per lei. Era decisamente molto diverso dal padre, che aveva avuto numerosissime amanti.

Nel 1910, alla morte del re Edoardo, divennero i nuovi sovrani e vennero incoronati nel 1911

La cerimonia d’incoronazione di Sua Maestà re Giorgio V all’Abbazia di Westminster. 22 giugno 1911, incisione di John Henry Frederick Bacon, 1912:

Mary sostenne sempre il marito, aiutandolo con i discorsi e la sua conoscenza della storia inglese, ma restando sempre nell’ombra. Aveva un carattere inflessibile e prendeva molto seriamente il ruolo di regina consorte, sempre calma e sicura negli impegni ufficiali, anche nei momenti difficili del primo dopoguerra, ma non riscosse mai le simpatie di cui aveva goduto la suocera Alexandra, proprio per la sua apparente freddezza e severità.

Non divenne mai nemmeno un esempio di eleganza: gli anni passavano ma lei non cambiò mai stile. Ci provò per la verità, dopo la guerra fece un tentativo di accorciare le gonne mostrando le caviglie, ma Giorgio ne fu inorridito. Gli orli scesero subito e non si sollevarono mai più.

Verso la fine degli anni ’20 la salute di Giorgio cominciò a declinare: aveva problemi ai polmoni, e lei lo curò amorevolmente. Tanto erano legati che nel discorso del giubileo d’argento, nel 1935, Giorgio ammise pubblicamente “di dover tutto a lei”.

Giorgio morì il 20 gennaio 1936, dopo un’iniezione di morfina e cocaina, che forse rappresentò una delle prime eutanasie.

Mary diventava così la regina madre, ma per lei fu sempre usato il nome di Queen Mary

Con la sua morte si aprì la peggior crisi della storia delle famiglia reale. Il successore di Giorgio fu il primogenito Edoardo VIII, che annunciò di voler sposare la divorziata americana Wallis Warfield Simpson. Un matrimonio impossibile, che lo mise di fronte a una scelta difficile:

O l’amore o la corona

Lui scelse l’amore, abdicò dopo neppure un anno di regno, andò in esilio e si sposò l’anno seguente.

Mary non perdonò mai a Edoardo di aver rinunciato al trono e ai suoi doveri per assecondare i suoi desideri personali. Mary, che aveva conosciuto Wallis, dopo la crisi rifiutò sempre di incontrarla. Dall’abdicazione di Edoardo, tutte le sue attenzioni si rivolsero verso il figlio Alberto, divenuto re col nome di Giorgio VI, e sulle nipotine, Elisabetta e Margaret.

 Giorgio VI

Nel 1952 morì anche Giorgio VI: era il terzo figlio che perdeva, dopo il piccolo John e Giorgio, morto nel 1942 in un incidente aereo, senza contare Edoardo, che forse considerava più morto degli altri. Al trono salì la nipote Elisabetta.

Giorgio VI con la moglie, regina consorte Elisabetta

Mary morì nel 1953, poco prima dell’incoronazione della nipote, e nelle sue volontà scrisse che la cerimonia non doveva venir rinviata: dedita al dovere fino all’ultimo. Edoardo, ora Duca di Windsor, partecipò al funerale, in una delle rare occasioni nelle quali tornò in Inghilterra.

Mary è sepolta a Windsor, nella Cappella di S. Giorgio, insieme al marito.

Una curiosità sulla Regina Mary: fu una grande collezionista e molto amante dei gioielli. Gran parte dei gioielli della corona russa, di Maria Fedorovna e di Alexandra Fedorovna, rispettivamente madre e moglie di Nicola II, furono acquistati da lei. Aveva anche una passione per le miniature che esponeva nelle case di bambole: tuttora sono famose le Queen Mary’s Doll Houses.

Aveva anche un vizio particolare: quando andava in visita nella dimora di qualcuno e notava qualcosa di suo gradimento, scriveva lettere di ringraziamento ai padroni di casa ricordando quanto avesse ammirato quell’oggetto particolare. I padroni di casa si affrettavano quindi a farglielo pervenire in regalo.

Chiese anche in restituzione tutti i pezzi della Royal Collection che negli anni erano stati prestati a musei o esposizioni. Alla regina chi poteva dire di no?

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.