Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha fu l’unica Regina, e soprattutto l’unica donna, a partecipare alle Conferenze di Pace a Parigi. Era uno spirito libero, amata e osannata ma anche criticata e chiacchierata e a Parigi, riferendosi ai suoi detrattori, pronunciò la frase restata celebre:

Non importa, dovrete solo abituarvi ad accettarmi con i difetti delle mie virtù

La Regina Maria è tuttora amatissima dalla gran parte dei romeni.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Maria Regina di Romania:

Maria di Sassonia Coburgo Gotha, Duchessa di Edimburgo, era nata il 29 ottobre 1875 a Eastwell Park, figlia di Alfredo Duca di Edimburgo, quartogenito della regina Vittoria, e della Granduchessa Maria di Russia, figlia dello zar Alessandro II di Russia, e quindi sorella dello Zar Alessandro III e zia di Nicola II.

Era la sorella maggiore, di soli 13 mesi, di Vittoria Melita alla quale fu sempre legatissima.
Nel 1889 la famiglia si trasferì a Coburgo quando il futuro Edoardo VII rinunciò alla successione in Sassonia in favore del fratello Alfredo. Ernesto II Duca di Sassonia non aveva figli e la successione passava quindi ai figli del fratello Alberto, marito della Regina Vittoria.

Maria nel 1888

Missy, come veniva chiamata in famiglia, era una bellissima ragazza e aveva un gran numero di pretendenti, fra questi suo cugino, il futuro Giorgio V, che le chiese di sposarlo nel 1892, ma la netta opposizione di entrambe le madri, Alexandra principessa di Galles che non voleva legami con gli stati tedeschi e la duchessa di Edimburgo Maria di religione ortodossa, che non ammetteva il matrimonio fra primi cugini, fece fallire il progetto.

Nello stesso anno Re Carlo I di Romania, nato principe di Hohenzollern-Sigmaringen, cercava una sposa per suo nipote adottivo Ferdinando, erede al trono. Carlo e la moglie Elisabetta di Wied avevano avuto solo una figlia, morta a 3 anni. Ferdinando si era invaghito di Elena Vacarescu, molto amica della regina Elisabetta, che auspicava il matrimonio fra i due, ma la Costituzione vietava al re o all’erede al trono il matrimonio con una romena.

Maria e Ferdinando nel 1893, poco dopo il matrimonio

Le pressioni della regina provocarono l’ira del re e l’esilio per entrambe, Elisabetta, che poi divenne la famosa poetessa con il nome di Carmen Sylva, e di Elena. Maria di Edimburgo era un ottimo partito, i due vennero fatti incontrare, lui aveva dieci anni più di lei, ma sembravano abbastanza affiatati nonostante la timidezza di Ferdinando.

La regina Vittoria, pur trovando piacevoli Ferdinando e la famiglia reale, non era contenta di mandare una sua nipote in Romania, terra che giudicava ‘insicura e immorale’, ma i due si sposarono comunque il 10 gennaio 1893 nel castello di Sigmaringen.

Maria nella prima foto ufficiale in Romania 1893

I primi tempi non furono facili per Maria, non era innamorata del marito, e non lo fu mai, anche se riuscirono a diventare molto amici e legati fra loro, e il Re Carlo I era un vero tiranno in famiglia. Maria restò subito incinta del primogenito Carlo che nacque esattamente 9 mesi dopo il matrimonio. La donna aveva chiesto il cloroformio per i dolori del parto, ma anche per questo dovette attendere il benestare del suocero, che arrivò solo dopo forti insistenze di Maria di Russia e della Regina Vittoria.

Nonostante la maternità che seguirono, Elisabetta nata nel 1894, Maria nel 1900, Nicola nel 1903, Ileana nel 1909 e Mircea nel 1913 (che morì a soli 3 anni), Maria si annoiava molto, era abituata ad una vita più libera e sociale mentre il re Carlo concedeva solo un ristretto gruppo di amici da lui personalmente controllati.

Maria con il figlio Nicola nel 1905

Nel 1897 Ferdinando si ammalò gravemente di febbre tifoide, fu in pericolo di vita, e Maria era disperata all’idea di perderlo e di dover restare a corte senza di lui, solo come regina madre del prossimo re. Lo seguì personalmente durante la malattia e la convalescenza, ma in questo periodo conobbe il tenente Georghe Cantacuzene col quale ebbe una relazione che divenne pubblica, anche se non si è certi che fosse più o meno romantica, e Maria lasciò la corte per Coburgo per far calmare le acque, facendo così sospettare una gravidanza, della quale, però, non ci sono prove.

La lingua dei pettegoli però era ormai scatenata, le vennero attribuiti nel tempo diversi amanti e ogni figlio nato dopo il 1897 fu sospettato di avere un padre diverso da Ferdinando.

Anche la sua grande amicizia con Loie Fuller, attrice e ballerina americana e nota omosessuale che insieme a Isadora Duncan aveva inventato la danza moderna, era molto criticata e guardata con sospetto.

Maria nel 1908

Dopo l’attentato di Sarajevo e l’inizio della prima guerra mondiale nel 1914, re Carlo I voleva schierarsi con gli Imperi Centrali. Ferdinando e soprattutto Maria, come del resto anche il governo e la popolazione, erano assolutamente contrari. Tutto venne risolto con la morte del re in ottobre 1914, Ferdinando e Maria divenivano sovrani della Romania.
Riguardo la Prima Guerra Mondiale, fino al 1916 la Romania rimase neutrale, ma Maria premeva per l’alleanza con la Triplice Intesa, Russia, Francia e Gran Bretagna, che venne stretta il 17 agosto. Dieci giorni dopo la Romania dichiarò guerra agli imperi tedesco e austro-ungarico, che reagirono immediatamente iniziando i combattimenti ed arrivando a Bucarest.

Per la sua instancabile opera al fronte Maria venne soprannominata ‘la regina soldatessa’

Visita della famiglia imperiale russa in Romania, 1914. In piedi da sinistra: Re Carlo I, granduchessa Anastasia, Elisabetta, Carlo e Ileana di Romania, Ferdinando e una signora a me sconosciuta, Seduti da sinistra: la Granduchessa Maria, Alexandra Fedorovna, Granduchessa Tatiana, Regina Maria, Zar Nicola, Granduchessa Olga con in braccio Mircea di Romania. A terra lo zarevic Alessio e Nicola di Romania:

La rivoluzione bolscevica, che portò all’armistizio fra Russia e Germania, lasciò la Romania priva di aiuti da parte degli alleati e circondata da paesi nemici, costringendola alla alla resa nel dicembre 1917.

Ferdinando I

Il 7 maggio 1918 i rappresentanti romeni firmarono il Trattato di Bucarest con gli Imperi centrali, la Romania veniva pesantemente penalizzata nei territori e nello sfruttamento del petrolio, ma il fermo rifiuto di Ferdinando a firmare e promulgare il trattato, sotto pressione di Maria, rese la Romania fedele all’alleanza e ostile al nemico fino alla fine della guerra, degna quindi di essere ricompensata.

Maria al fronte nel 1917

Con la fine della guerra, nel novembre 1918, cominciarono gli accordi per le Conferenze di Pace a Parigi. Il Primo ministro romeno Brătianu era in aperto conflitto con il Primo ministro francese Clemenceau e la delegazione romena lasciò Parigi. Venne suggerito di mandare Maria, definita l’unico vero uomo in Romania, a negoziare.

Maria accettò subito, entusiasta

Partì per Parigi con le due figlie maggiori e fu un successo memorabile. All’arrivo a Parigi venne acclamata, festeggiata e osannata dalla folla. A Versailles Clemenceau fu conquistato da Maria e la sua posizione verso il paese cambiò radicalmente. Non tutti l’apprezzarono, alcuni furono scandalizzati dai suoi modi amichevoli di salutare dando la mano a tutti i ministri e scherzare e conversare con loro, fra questi il presidente americano Wilson, e soprattutto dal trattare in prima persona ogni decisione.

Maria con le figlie Elisabetta e Maria all’arrivo all’Hotel Ritz di Parigi 1919

Dopo il Trattato Versailles, che prendeva in esame i nuovi confini e le misure contro la Germania, seguirono quello di Saint Germain che riguardava l’impero austriaco, quello del Trianon che riguardava il regno di Ungheria e quello di Neuilly che riguardava la Bulgaria.
Maria ne uscì vincitrice, recuperò tutti i territori persi con il Trattato di Bucarest e portò a casa circa 300.000 km quadrati di territorio (poco meno dell’intera Italia), che erano popolati da 10 milioni di persone oltre a innumerevoli aiuti per i danni di guerra.

La copertina del Time dedicata a Maria 1924

Di lei si disse che con il suo fascino, la sua bellezza e la sua arguzia, poteva ottenere tutto ciò che desiderava. Nel 1922 Ferdinando e Maria vennero finalmente incoronati, dopo i ritardi dovuti alla guerra. Fu una cerimonia maestosa, seguitissima dalla popolazione che amava i sovrani, soprattutto Maria, nel momento di massimo splendore della ‘Grande Romania’. Maria amava gli abiti originali, da tempo in pubblico indossava il costume nazionale romeno, e molto teatrali. Gioielli e abiti dell’incoronazione riprendevano lo stile della tradizione romena del XVI secolo.

Maria il giorno dell’incoronazione 1922

Nel 1924 Maria venne invitata negli Stati Uniti, grazie anche all’intervento della sua amica Loie Fuller e partì con i figli Nicola e Ileana, felice di vedere l’America e di ‘mettere la Romania sulle loro cartine’. Fu un successo personale enorme, veniva acclamata dovunque e la rivista Time le dedicò una copertina. Maria si innamorò degli Stati Uniti e sperò sempre di poterci tornare, come scrisse nel diario, ma non ci riuscì mai. Gli anni seguenti non furono felici per la Regina. Re Ferdinando morì di cancro nel 1927 a Sinaia.

Maria con il costume nazionale romeno alle manovre militari con Ferdinando

La successione fu caotica, tutti i figli le diedero problemi e grosse preoccupazioni personali e politiche e lei si dedicò alla fede Bahà’i, di origine persiana, ritirandosi quasi completamente dalla scena pubblica.

Maria nel quadro di Constantin Pascali 1926

Maria si ammalò di cancro al pancreas, fu ricoverata a Dresda per le cure, ma sempre più debole volle tornare in Romania. Hitler le offrì un aereo con attrezzature mediche per il volo fino a Bucarest, ma Maria rifiutò e ritornò in treno. Morì il 18 luglio 1938 a Sinaia. Il suo funerale fu seguito da centinaia di migliaia di romeni e fu sepolta nella cattedrale Curtea de Arges vicino al marito.

Maria in lutto con la nuora Elena di Grecia ed il piccolo re Michele 1927

Il suo cuore, per sua volontà, fu posto in un’urna nella cappella Stella Maris a Balchik, dove Maria aveva la sua casa preferita, il suo ‘nido tranquillo’, come lo chiamava, ma nel 1940 con la cessione della Dobrugia alla Bulgaria l’urna ingioiellata con gli stemmi delle regioni romene fu trasferita nel castello di Bran e nel 2015 posizionato a Sinaia nel castello Peles, nella stanza dove era morta.

Maria nel 1936, quadro di Philip de Laszlo.

Maria non vide il disastro della Romania che seguì alla sua morte, e il tentativo di damnatio memorie che ne fece il regime comunista. Ma questo la racconteremo nella prossima storia.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.