Maria Antonia Anna di Borbone-Due Sicilie, chiamata Maria Antonietta, è stata l’ultima granduchessa di Toscana, la terza della famiglia Asburgo-Lorena di Toscana, ramo cadetto degli Asburgo.

Nata a Palermo il 19 dicembre 1814, Maria Antonietta di Toscana era figlia del già duca di Calabria e principe ereditario delle Due Sicilie, Francesco di Borbone, dal 1825 re delle Due Sicilie col nome di Francesco I, e di Maria Isabella di Borbone-Spagna, undicesima figlia del re di Spagna Carlo IV.

La famiglia di Francesco I: Maria Antonietta è la bambina a sinistra vestita di bianco, tra la madre e la sorella Luisa Carlotta. Dipinto di Giuseppe Cammarano, 1820

Fotografia di Giuseppe Cammarano – Museo di Capodimonte di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Prima di sposare l’infanta di Spagna, Francesco si era unito a nozze con l’arciduchessa Maria Clementina d’Austria, figlia del già imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo II d’Asburgo-Lorena, con la quale aveva fatto due bambini, uno dei quali morto ancor prima di compiere il primo anno di vita. A morire presto fu pure l’arciduchessa, molto cagionevole di salute, che spirò nel 1801 a soli ventiquattro anni.

Rimasto vedovo, Francesco delle Due Sicilie si risposò un anno dopo la dipartita della prima moglie, nel 1802, con Maria Isabella, con la quale diede alla luce numerosi figli, ben dodici; la sesta in ordine di nascita fu proprio Maria Antonietta.

La giovane principessa Maria Antonietta delle Due Sicilie

Fotografia di sconosciuto di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Maria Antonietta era una ragazza solare e schietta, molto appassionata d’arte e fervente religiosa. Seppur tutt’altro che colta, la giovane nobildonna era assai curiosa, amava leggere, scrivere lettere e trovava piacevole la sfarzosa vita nella corte napoletana.

Nel 1833 conobbe Leopoldo II di Toscana, della stirpe degli Asburgo-Lorena, suo cugino diretto in quanto il padre della ragazza e la madre dell’uomo, Luisa Maria Amalia, erano entrambi figli del re di Sicilia Ferdinando I di Borbone-Due Sicilie.

Leopoldo II di Toscana era molto più grande della ragazza – avevano diciassette anni di differenza – e vedovo della prima moglie Maria Anna Carolina di Sassonia, morta di tisi nel 1832. L’uomo, già granduca di Toscana da un decennio, aveva anche quattro bambine e, di fatto, era in cerca di una nuova figura materna per loro, oltre che di una donna con la quale dare al mondo il sospirato erede maschio che non era ancora venuto.

La figlia del re delle Due Sicilie gli fu raccomandata da Ludwig von Lebzeltern, diplomatico e ambasciatore austriaco alla corte di Napoli. Leopoldo, che in precedenza aveva accennato anche a un possibile legame con una delle figlie di Luigi Filippo, re dei francesi, decise per la proposta napoletana.

La granduchessa Maria Antonietta con Napoli sullo sfondo, dipinta da Giuseppe Bezzuoli, 1847

Fotografia di Giuseppe Bezzuoli (1784-1855) – Galleria d’Arte Moderna di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Si recò a Napoli per la proposta di matrimonio che, al termine di un lungo discorso in cui esaltò la storia gloriosa e le virtù della famiglia Borbone e della giovane rampolla, fu accettata. I promessi sposi furono portati in un giro esplorativo del regno, dal teatro San Carlo alle rovine di Pompei, finché il 7 giugno 1833 furono celebrate le nozze, benedette dalla presenza del fratello maggiore di Maria Antonietta, Ferdinando II, diventato dal 1830 nuovo re delle Due Sicilie immediatamente dopo la morte del padre. Subito dopo il matrimonio, la coppia partì per le terre di Leopoldo dove Maria Antonietta, divenuta granduchessa di Toscana, fece conoscenza degli Asburgo-Lorena, la sua nuova famiglia.

Il marito Leopoldo II, granduca di Toscana. Dipinto 1828

Fotografia di Pietro Benvenuti, Firenze di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Dopo aver partorito una prima femmina, il 10 giugno 1835 Maria Antonietta diede al marito finalmente il figlio maschio che tutta la corte attendeva ormai da vent’anni: a Firenze nacque Ferdinando, l’erede del granducato di Toscana.

La coppia non si placò con la venuta del nascituro e Maria Antonietta confermò la proverbiale fertilità delle donne di casa Borbone partorendo tra il 1836 e il 1852 altri otto bambini, divisi equamente tra maschi e femmine.

Maria Antonietta, il figlio Ferdinando e Leopoldo II

Fotografia di sconosciuto di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Maria Antonietta era molto ammirata dalla nuova famiglia – nel 1845 le fu anche dedicata una piazza fiorentina, l’attuale piazza dell’Indipendenza –, ma, per i suoi gusti, la vita in Toscana era abbastanza monotona rispetto a quella napoletana e perciò concentrò tutte le sue energie nella crescita della prole, fin quando, dal 1848, con l’avvento dei primi violenti moti rivoluzionari, si avvicinò alla politica del marito. Con gli anni, con la sua politica filo reazionaria, diventò via via sempre più influente nelle decisioni di Leopoldo, come quando, mentre a Roma nasceva la prima repubblica precedente l’Unità, lo convinse a trasferirsi per un periodo a Gaeta dal fratello Ferdinando II, dove aveva trovato rifugio anche papa Pio IX, quello che sarà l’ultimo papa re dello Stato Pontificio.

Divisa tra Napoli e Gaeta, la granduchessa attendeva un intervento austriaco, certa che questo avrebbe fatto ritornare tutto alla precedente normalità. Dal canto suo, Leopoldo II, inizialmente liberale, non era molto convinto sul da farsi e anziché intervenire, anche duramente, o schierarsi da una parte o dall’altra, preferiva temporeggiare.

Questo carattere dinamico e che spesso oscurava il consorte, si rivelò però controproducente per la granduchessa che gradualmente fu tenuta all’oscuro da ogni decisione interna alla corte. Addirittura, a Maria Antonietta non fu chiesto neppure il parere circa il matrimonio del figlio Ferdinando con la principessa Anna Maria di Sassonia, figlia di Giovanni re di Sassonia, avvenuto a Dresda nel 1856.

La granduchessa Maria Antonietta ritratta da Carlo Morelli, 1840

Fotografia di Carlo Morelli – Galleria d’Arte Moderna di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

I contrasti tra Austria e regno di Sardegna si intensificarono e Maria Antonietta tentò di spingere il marito affinché il granducato si affiancasse all’Austria. Nel 1859, con la Seconda guerra d’indipendenza, scoppiò la rivoluzione anche a Firenze e i tumulti portarono all’ormai inevitabile abdicazione del granduca Leopoldo II, remissivo e incapace di opporre la minima resistenza al volere dei tempi.

L’ultimo granduca di Toscana riparò in Boemia per poi morire a Roma il 28 gennaio 1870, poco prima della Breccia di Porta Pia.

Con la nascita del Regno d’Italia, Maria Antonietta di Toscana accettò il sostegno dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, suo nipote, e si trasferì in Austria. L’ultima fase della sua vita fu sconvolta dalla scomparsa del figlio più piccolo, Giovanni Nepomuceno, che, dopo aver rinunciato a tutti i titoli nobiliari, si diresse con la moglie Milly Stubel in Sud America e qui, dal luglio 1890, si persero le sue tracce.

Maria Antonietta rifiutò di portare il lutto per il figlio scomparso, certa che fosse in vita e che prima o poi sarebbe ritornato. Si sbagliava, ché il mistero rimase irrisolto e la donna morì, senza sapere che fine avesse fatto l’adorato figlio, il 7 novembre 1898 nel castello di Orth, vicino Gmunden, sul lago Traunsee.

Le spoglie di Maria Antonietta, l’ultima granduchessa di Toscana, sono sepolte nella Cripta dei Cappuccini di Vienna, storico luogo di sepoltura degli Asburgo in cui è sepolto anche il marito Leopoldo II.

Antonio Pagliuso
Antonio Pagliuso

Appassionato di viaggi, libri e cucina, si occupa di editoria e giornalismo. È vicepresidente di Glicine associazione e rivista, autore del noir "Gli occhi neri che non guardo più" e ideatore della rassegna culturale "Suicidi letterari".