Marguerite de Thibouville e l’ultimo “Duello di Dio”

Marguerite de Thibouville era una nobile donna francese dalla beltà angelica, colta e dotata di grande intelligenza. Nel 1380 suo padre, un nobile normanno che si era più volte schierato contro il re di Francia Carlo VI, detto Il Folle, la propose come sposa al rozzo cavaliere Jean de Carrouges al solo scopo di ristabilire l’onore e il nome della famiglia. Nonostante il padre di Marguerite non avesse goduto di una buona reputazione, il cavaliere accettò comunque di sposarla non tanto per amore nei confronti di lei, nonostante egli nutrisse dei sinceri sentimenti verso la bella giovane, quanto piuttosto per la bramosia della dote che avrebbe ereditato attraverso questo legame. Come solitamente accadeva nel Medioevo, se la giovane avesse davvero voluto questo matrimonio era praticamente estraneo agli interessi dei due uomini.

Jean De Carrouges era molto stimato dal conte Pierre d’Alençon, cugino del sovrano francese, ma nonostante ciò non ne cercò mai i favori, cosa che, invece, fece molto volentieri Jacques Le Gris. Apprezzato particolarmente dal conte, ben più rispetto al cavaliere, questi era un affascinante scudiero, nonché amico, compagno d’armi e al contempo rivale di Jean De Carrouges. L’avvenente scudiero, nonostante le sue umili origini, riuscì grazie al favore del conte a scalare tutti gli strati della società, raggiungendo così la nobiltà e divenendo, appunto, scudiero.

Ben presto, però, De Carrouges iniziò a nutrire un profondo disprezzo nei confronti di Le Gris, forse perché era divorato dall’invidia generata dai maggiori favori riservi al suo rivale sia da parte del conte sia dal resto della corte, cosa che permetteva a Le Gris di ottenere tutto quanto avesse desiderato, inclusi alcuni terreni che sarebbero dovuti appartenere al cavaliere. Grazie a questi favoritismi, lo scudiero aveva una grande considerazione di se stesso, ma non si trattava di semplice autostima, quanto piuttosto di un complesso di superiorità: Le Gris si sentiva più colto, più intelligente e avvenente soprattutto rispetto all’ottuso rivale De Carrouges, il quale era sempre concentrato sui suoi doveri cavallereschi. Di lì a poco, però, lo scudiero dimostrò di non essere degno del lignaggio che gli era stato concesso.

Egli, infatti, non riusciva a capacitarsi del fatto che una donna meravigliosa e dotata di così grande intelletto come Marguerite De Thibouville fosse diventata la signora De Carrouges. La donna non passò inosservata da Le Gris, il quale coltivò un desiderio a tal punto morboso nei suoi confronti che il male si impadronì della sua anima.

Nel 1836, Jean De Carrouges si assentò per un certo periodo di tempo per una spedizione militare, probabilmente in Terra Santa o in Scozia, lasciando così la sua sposa nel castello d’Argenteuil, vicino ad Alençon, dove la giovane donna visse modestamente insieme ad alcuni servitori. L’assenza di De Carrouges diede a Jacques Le Gris la fatale possibilità di prendersi quanto agognava: il corpo della pura e angelica Marguerite. Insieme al soldato Adam Louvenl, lo scudiero fu accolto come ospite dai servi, poiché essi erano consapevoli dell’amicizia ormai terminata che aveva legato lui e il loro padrone, come anche del fatto che i due erano anche compagni d’armi. Persino Marguerite, ignara dell’orribile sorte che la stava attendendo, lo accolse amichevolmente e lo intrattenne piacevolmente, mostrando una piena fiducia nel suo ospite. I servi lasciarono la loro padrona e lo scudiero da soli senza preoccupazione, in quanto anch’essi non vedevano la minima minaccia in quell’uomo.

Le Gris chiese a Marguerite di mostrargli il mastio del castello d’Argenteuil e lei, ignara del piano malvagio dell’uomo, acconsentì. Una volta trovatisi soli nella torre, lo scudiero dapprima si assicurò che la porta fosse chiusa e subito dopo inserì violentemente un guanto nella bocca della donna in modo tale da impedirle di chiamare aiuto e infine diede sfogo al suo istinto più animalesco violentandola brutalmente. Prima di abbandonare il castello per tornare dal conte di Alençon, lo scudiero minacciò di morte Marguerite se quest’ultima avesse raccontato la nefandezza commessa. La giovane, in lacrime e palesemente in stato di shock si chiuse nella sua stanza. non raccontò nulla a nessuno dei suoi servi per paura delle conseguenze e probabilmente di non essere creduta.

I servitori notarono effettivamente il suo stato d’animo, ma, del tutto inconsapevoli dell’accaduto, pensarono che Le Gris avesse portato alla padrona delle brutte notizie riguardanti De Carrouges.

Presto il cavaliere fece ritorno dalla spedizione e fu accolto affettuosamente dalla sua meravigliosa dama e da tutti i suoi fedeli servi. La sera stessa del suo arrivo, De Carrouges notò un certo nervosismo che divorava la sua sposa, la quale finì per denunciare al marito la violenza da lei subìta. Inizialmente il cavaliere faticò molto a credere a quelle parole, ma infine diede credito alla sincerità della sua sposa e decise di agire in difesa della sua amata. Il giorno successivo il cavaliere si recò dal conte di Alençon e gli raccontò l’amara vicenda. Quest’ultimo aveva un grande riguardo nei confronti di Le Gris e perciò rigettò le accuse mosse da De Carrouges e chiese di ascoltare le versioni di Marguerite e dello scudiero davanti all’intera corte.

Il processo, il cui giudice era il conte stesso, andò avanti per circa un anno e mezzo, suscitando non poco scalpore nella Francia dell’epoca. L’accusa fu sempre ritenuta debole, in quanto si basava soltanto sulla versione di Marguerite, la quale era ritenuta da tutti un’adultera. Inoltre, la dama De Carrouges aveva concepito un figlio in seguito allo stupro subìto e perciò anche i dottori ritennero che non si trattò di violenza: la medicina medievale non riteneva possibile l’inizio di una gravidanza causata da una violenza. La difesa, come se non bastasse, cercò di far passare le accuse per una mera messa in scena che aveva lo scopo di regolare la rottura dell’amicizia tra il cavaliere e lo scudiero.

Questi, ovviamente, non rilasciò mai una confessione e negò sempre i fatti. Il conte, che sosteneva palesemente Le Gris ed era molto infuriato a causa dell’ostinazione mostrata dal cavaliere, cercò di convincere De Carrouges a ritirare l’accusa,. Persino la suocera e le amiche di Marguerite cercarono di dissuadere la dama dal continuare il processo, ma ella, come anche suo marito, che credeva fermamente alla testimonianza della sua Marguerite, rifiutò. Il cavaliere, deciso ad andare fino in fondo alla faccenda, si recò all’Alta Corte di Parigi.

Dopo un anno e mezzo dall’inizio del processo non si era ancora raggiunta una conclusione e allora il cavaliere chiese che la questione fosse risolta tramite un escamotages della legge germanica: il duello di Dio. In pratica, se De Carrouges avesse vinto Le Gris sarebbe morto e Marguerite avrebbe riguadagnato l’onore perduto; se, invece, il cavaliere avesse perso, lo scudiero sarebbe stato dichiarato innocente e la dama sarebbe stata accusata di aver rilasciato falsa testimonianza e, per questo, sarebbe poi stata arsa viva. L’Alta Corte accolse la fatale richiesta di De Carrouges. A questo punto il caso aveva raggiunto una fama nazionale e il giorno del duello, il primo lunedì del 1837 migliaia di persone provenienti da ogni angolo del regno si raccolsero davanti al monastero parigino di piazza Santa Caterina per assistere al duello che avrebbe provato la verità davanti agli occhi di Dio.

In quell’occasione erano presenti anche re Carlo VI, molti nobili francesi e i membri del Parlamento. Dopo aver baciato suo marito, Marguerite, avvolta da un abito nero, assistette al duello tra i due uomini all’interno di una carrozza, drappeggiata anch’essa di nero, e pregò per l’intera durata del combattimento affinché Nostro Signore proteggesse De Carrouges. Inizialmente sembrò che Le Gris stesse avendo la meglio sul rivale, in quanto riuscì quasi subito a ferirlo a una coscia, ma il cavaliere combatté con una tale determinazione e bravura e che sconfisse lo scudiero trapassandolo con la spada.

A questo punto Jean De Carrouges s’inginocchiò davanti al sovrano, il quale lo ricompensò con mille franchi e lo rese membro della sua corte, con una pensione annua di duecento franchi per l’intera durata della sua vita. Il corpo esanime di Jacques Le Gris, invece, fu affidato al boia parigino allo scopo di portarlo a Mountfaucon dove poi lo appese a un cappio, come prevedeva la procedura. Il cavaliere, dopo aver degnamente ringraziato il suo re, corse da Marguerite, la quale poté finalmente riguadagnare il suo onore, e la baciò per poi riportarla al sicuro tra le mura della loro dimora. Questa fu l’ultima volta in cui il Parlamento di Parigi approvò un duello di Dio.

FONTI

Sistema Critico, Lorenzo Manara, Instoria, Il Giornale.


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