Non che i colonizzatori bianchi si siano fatti molti scrupoli ad impadronirsi dei territori abitati da millenni dai nativi americani, eppure quella storia della vendita dell’isola di Manhattan agli olandesi, per l’irrisoria cifra di 24 dollari, sembra scandalosa quanto il contemporaneo e successivo ben più violento accaparramento di tutti i territori dei nativi.

La nave di Henry Hudson arriva a Manhattan l’11 settembre 1609

Quella vendita, se non è il più grosso affare immobiliare della storia, potrebbe essere la prima “leggenda urbana” diffusa di bocca in bocca attraverso i secoli.

Il 24 maggio 1626 l’olandese Peter Minuit, per conto della Compagnia olandese delle Indie Occidentali, acquista l’isola di Manhattan scambiandola con beni commerciali del valore di 60 fiorini. Gliela vende una nazione, forse i “Canarsee” della popolazione Lenape. Quella cifra, 60 fiorini, è l’unica cosa certa dell’accordo, perché tutto il resto varia a seconda delle interpretazioni. Negli archivi nazionali olandesi c’è un solo riferimento alla vendita di Manhattan, incluso in una lettera del commerciante Pieter Schagen del 5 novembre 1626, che scrive:

Hanno acquistato l’isola di Manhattes dai selvaggi per il valore di 60 fiorini

Il territorio della Nazione Lanape, che comprendeva parti degli attuali stati di New York, Pennsylvania, Delaware e New Jersey

Immagine via Wikipedia – licenza CC BY-SA 2.5

Qualcuno, nel 19° secolo si prende la briga di convertire quella cifra in dollari. Saltano fuori i famosi 24 dollari che ancor oggi vengono citati, mentre al cambio odierno potrebbero corrispondere a circa un migliaio di dollari: una cifra irrisoria, corrispondente più o meno al valore attuale, nel mercato immobiliare dell’isola, di trenta centimetri quadrati.

Il Trattato dei Lenape con William Penn

Da fine ‘800 qualcuno poi comincia a dire che quel valore di 60 fiorini è stato versato con merci di nessuna utilità, come perline, conchiglie e bottoni. In realtà, nell’atto di vendita di Staten Island, successivo di qualche anno, sempre per il valore di 60 fiorini, si parla di strumenti utili come asce, zappe, punteruoli, pentole etc. Non che una fornitura di attrezzi possa considerarsi sufficiente a pagare Manhattan, ovviamente. Allora forse entra in gioco il diverso concetto di proprietà tra chi vende e chi acquista.

Madre e figlia, native Lenape – 1815


Secondo uno storico della giurisprudenza, la “vendita” di Manhattan assomiglia più a un usufrutto: per i nativi significava “non abbandonare l’isola, ma semplicemente accogliere gli olandesi come occupanti aggiuntivi”, ovvero permettere loro di cacciare o di avere qualche diritto senza per questo perdere i propri.

Una famiglia di nativi americani Lenape, 1900 circa

Non è d’accordo un esperto di diritto nativo americano, che contesta l’idea della mancanza di comprensione del concetto di proprietà privata da parte delle nazioni americane, perché in realtà anche loro riconoscevano diritti permanenti sulle terre tribali ai singoli membri dei clan.

Nativi Lenape

Ma il valore dell’isola non è l’unica cosa che rende confusa quella vendita. Schagen non dice chi conclude l’accordo con gli olandesi, né quanta parte di territorio viene venduta. Senza un documento scritto, gli storici hanno potuto solo fare delle ipotesi: la terra viene ceduta da un gruppo di nativi che si trova lì solo di passaggio, e poi prende i soldi e scappa, se così si può dire. Oppure, chi accetta l’accordo lo fa per paura (ci sono già stati molti scontri tra nativi e olandesi) o per stringere un qualche accordo commerciale, in particolare per la vendita di pelli di castoro, assai ricercate in Europa.

Ed è così che gli olandesi conquistano Manhattan

Fino ad allora ci hanno abitato diverse tribù del popolo Lenape. La maggior parte di loro è costretta, con l’arrivo degli europei, a spostarsi verso ovest, in Oklahoma, Wisconsin e Canada, mentre guerre e malattie li decimano.

Lenape esegue danza tradizionale – 1900 circa

Oggi, nascosta tra le montagne Ramapo, nel New Jersey, a una quarantina di chilometri da New York, vive una comunità di Lenape, chiamata Ramapough Lenape Nation, composta da circa 5000 persone, che si considerano discendenti delle varie tribù che formavano la loro Nazione. In realtà il Popolo delle Montagne, come si chiamano loro, ha un’ascendenza mista da nativi americani, africani ed europei, cosa che rende difficile il loro riconoscimento come Nazione. In compenso si dicono orgogliosi della loro attuale e splendida “multirazzialità”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.