Chi ha paura dei fulmini? Nonostante la morte per folgorazione non sia fra le fobie più frequenti, ogni anno nel mondo ne muoiono circa 1.000 persone, e soltanto in Italia si contano 10/15 decessi l’anno. Probabilmente Inez Clarke, sepolta nel cimitero di Graceland a Chicago, non aveva alcuna paura dei fulmini. Purtroppo però, quando aveva 6 o 7 anni e si trovava a un picnic all’aperto con la propria famiglia, venne raggiunta e uccisa da una scarica.

O forse no?

In casi come questi, dove la storia non è storia ma è qualcosa che assomiglia a una leggenda, le certezze riguardo le cause della morte della bambina sono molto labili, tramandate per tradizione orale da quasi 150 anni.

Molte versioni della storia riportano che Inez morì di Difterite, una malattia comune durante l’800. Altre invece affermano che venne sì uccisa da un fulmine, ma che era stata lasciata fuori casa per punizione, e che sarebbe morta per l’impossibilità di trovare un riparo.

Sia come sia, Inez Clarke morì giovanissima

Alla base della sua statua si legge il nome “INEZ”, e anche la firma del suo creatore: “A. Gagel, Scultore, 1881.” La statua venne realizzata da Andrew Gagel, nato in Germania nel 1846 ed emigrato negli Stati Uniti nel 1872. Visse a West Farwell Avenue, a poca distanza dal cimitero di Graceland, fino a quando morì, nel 1938.

Sotto la statua c’è una targa che identifica la ragazza:

Figlia di
J.N. e M.C. Clarke
Nata il 20 settembre 1873
Morta il 1° agosto 1880

Sotto ancora si trovano i nomi di John N. Clarke, 1839-1910, e Mary C. Clarke, 1856-1912.

La statua è racchiusa in una teca di vetro, che la protegge dall’usura degli elementi, e raffigura una ragazza seduta su una panca di legno, con indosso un vestitino di pizzo e con un ombrellino nella mano destra, con un fiore sulla sinistra. Il suo volto mostra un accenno di sorriso, e i capelli mossi sono pettinati all’indietro.

Chi era davvero Inez?

Quel che sappiamo per certo è che al momento della morte Inez era una bambina di 6 anni. Morì forse colpita da un fulmine o forse per la difterite, e di lei venne realizzata una statua funebre di rara bellezza. Le certezze, però, finiscono qui.

Non esiste nessuna “Inez Clarke” nei registri del cimitero, e nemmeno all’anagrafe storica di Chicago

Secondo alcune ricerche condotte da Helen Sclair e Al Walavich per un articolo del Chicago Tribune del 1997, sotto la tomba della statua di Inez sarebbe sepolto tale Amos Briggs, accanto al presunto fratello di nome Delbert Briggs.

Inez Clarke sembra esser apparsa dal nulla, lasciando dietro di sé soltanto una testimonianza marmorea. I ricercatori suggerirono che Gagel, per dimostrare la propria abilità scultorea, abbia realizzato una statua e l’abbia messa al cimitero per promuoversi, ma questo non spiega l’iscrizione sotto la statua.

La versione più accreditata è che Inez sia la figlia di primo letto di Mary Clarke, Inez Briggs, che morì di difterite a 7 anni. A sostegno dell’ipotesi vi è il registro del 1880 della città di Chicago, che mostra come Inez Briggs vivesse con i propri nonni, David e Jane Rothrock.

La tomba di due coniugi, di nome David e Jane Rorhrock, si trova proprio accanto a quella di Inez

Dopo la morte della piccola, i nonni ne avrebbero commissionato la statua, posta sopra la tomba della madre e del patrigno, John N. Clarke.

In realtà, anche questa versione presenta delle incongruenze. Perché non si trova Inez Briggs nei registri del cimitero, e perché la sua statua è sopra alla tomba del patrigno e non dei nonni, che la commissionarono?

Un’altra possibile soluzione sarebbe la coincidenza fra “Amos” e “Inez” Briggs. La pronuncia (nell’inglese dei coloni, magari di prima o seconda generazione) potrebbe aver tratto in inganno l’uomo che scrisse il registro del cimitero, che potrebbe essersi sbagliato e aver scritto “Amos”, anziché “Inez”.

Queste domande forse non troveranno risposta, ma hanno alimentato diverse voci riguardo apparizioni paranormali.

Il fantasma di Inez

Nel cimitero di Graceland è stata avvistata più volte una bambina vestita con abiti di fine ‘800, mentre corre e gioca. I bambini che visitano il camposanto riferiscono che si incontrano con Inez, ma i genitori non sono mai riusciti a vederla.

Oltre ai bambini, la leggenda di Inez riguarderebbe anche i guardiani del cimitero.

Una notte di tempesta, d’estate, un custode scappò perché vide la teca vuota

Quando all’orizzonte si avvicina un temporale, dalla teca si dice che si oda un pianto, dei singhiozzi e un mesto lamento. Se poi di notte si scatena una tempesta pare che la statua sia arrivata a svanire del tutto, venendo ritrovata il mattino seguente vicino a un mausoleo adiacente, come se lo spirito di Inez, spaventato dai fulmini, cercasse riparo.

Le storie riguardo la statua di Inez, ancorché sicuramente si tratti di voci o di errori burocratici, hanno alimentato una piccola leggenda locale, che viene omaggiata quotidianamente con doni e offerte da parte degli abitanti di Chicago.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...