La città di Bafut e le aree adiacenti, nel nord-ovest del Camerun, costituiscono una delle due uniche regioni dello stato africano ancora governata da un re, il Fon di Bafut, che regna con una struttura di potere tradizionale (fondom cioè regno), ma sotto la giurisdizione del governo centrale del Camerun.

La popolazione che oggi abita Bafut proviene dalle regioni settentrionali del lago Ciad, da dove migrò circa 400 anni fa. Al loro arrivo, i sudditi costruirono un palazzo per il loro re, quello che oggi viene chiamato il “vecchio palazzo” di Mbebli, che ospita le tombe dei primi tre re Bafut. Il palazzo del Fon, in realtà un complesso di diversi edifici, fu poi trasferito nella sede attuale, dove continua ad attrarre turisti da tutto il mondo.

Il palazzo originale era costruito in legno e canne, ma fu distrutto durante le guerre Bafut, combattute contro i tedeschi, che occuparono la regione alla fine del 19° secolo. Fu poi ricostruito in mattoni cotti, tra il 1907 e il 1910, dopo la firma del trattato di pace con i colonizzatori.

Del Palazzo originale è sopravvissuto un solo edificio, l’Achum, dalla sorprendente architettura in bambù e tetto di paglia piramidale, un santuario che, secondo i Bafut, ospita lo spirito degli antenati del Fon. Secondo tradizione, possono accedervi solo il Fon e alcuni notabili del villaggio.

Circondato da una foresta sacra nel cuore della città, il Palazzo del Fon è costituito da una cinquantina di case raccolte intorno al nucleo spirituale del sito, l’Achum. Le case sono usate come corte reale e come residenza per le numerose mogli del Fon, il cui numero si avvicina al centinaio.

Non tutte le consorti sono state scelte direttamente dal Fon: molte di loro sono una “eredità” lasciata dal padre, a cui erano originariamente sposate. Secondo la tradizione locale, quando un Fon muore, il suo successore eredita tutte le sue mogli, così come i suoi figli. In sostanza quindi, il re si ritrova sposato con tutte quelle che fino ad allora erano state le sue “matrigne”, e padre dei suoi fratellastri e sorellastre. L’attuale Fon di Bafut ha ereditato 72 mogli dal padre, e 500 bambini.

Anche se può sembrare facile ironizzare, o addirittura condannare, questo tipo di tradizione, non bisogna dimenticare che i regni e i re africani sono ricchi di cultura e storia. Ereditare le mogli del padre non risponde ad altro che ad un obbligo morale. La vera sfida del Fon oggi, è quella di fondere i valori tradizionali con quelli occidentali moderni, arrivati a seguito del colonialismo, in modo che i suoi sudditi possano godere i frutti dello sviluppo e della modernità senza distruggere la loro cultura. Perché, come dice Fon Abumbi II, “senza una cultura non sei un essere umano, sei un animale; quindi l’istituzione regale è garante della nostra cultura.”

Il Palazzo del Fon di Bafut, nel 2006, è stato inserito nella lista dei 100 monumenti più a rischio di estinzione, da parte del World Monument Fund.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.