Lo Stiletto è un tipo di arma che si affermò durante il Medioevo e che, ancor oggi, viene usata da alcune forze armate per la rapidità di “conferire” la morte alla vittima. La lama degli Stiletti è lunga e snella, di sezione spesso triangolare ma anche quadrata, quando si definisce “quadrello”. L’arma divenne comune da principio per i cavalieri, principalmente perché, con la sua punta acuminata, riusciva a trafiggere senza molta difficoltà le maglie dell’armatura dell’avversario.

Sotto, la scansione del libro “Fechtbuch” (libro di scherma) del maestro tedesco Hans Talhoffer (1467), dove si osservano delle lame di tipo stiletto su uomini che indossano le Poulaine:

Lo stiletto si diffuse non solo fra i professionisti della guerra, ma anche fra le persone che, con la guerra, avevano poco o niente a che vedere. Veniva indossata sotto le maniche o negli stivali, e consentiva ai sicari di colpire rapidamente e spesso addirittura non visti, sicuri che il colpo inferto si sarebbe rivelato mortale. Le vesti medievali, sovente realizzate con pelle molto spessa, erano facili da trapassare per un colpo di stiletto (contrariamente al tradizionale pugnale), che non lasciava quasi mai scampo alla vittima.

La ferita dello stiletto era infatti piccola nel diametro ma molto profonda e di difficile (quasi sempre impossibile) guarigione

Sotto, due cavalieri con la corazza indossano due stiletti come arma secondaria. (Tav. 214, Codex Wallerstein, XV secolo):

Particolarmente interessante è una variante dello stiletto chiamata “Misericordia“, che veniva usata per regalare la morte ai feriti inguaribili dei campi di battaglia. Una volta che terminava uno scontro campale, un prelato o addirittura un vescovo facevano il giro del campo, fra i feriti. Coloro i quali venivano considerati “inguaribili”, ad insindacabile giudizio del religioso, venivano finiti con il dono della Misericordia, con la quale si uccideva l’uomo a terra.

Sotto, esempio di stiletto “Misericordia”:

Misericordia dal Meyers Großes Konversations-Lexikon:

I primi esemplari di stiletto vennero realizzati in un pezzo unico di metallo, con la lama martellata per formare una punta sottile e penetrante. Pensata soltanto come arma di offesa, divenne rapidamente parte della dotazione di base di ogni cavaliere, che la adoperava come lama secondaria, utile a finire rapidamente il nemico.

Sotto, uno stiletto conservato al museo Thinktank di Birmingham, in Inghilterra:

Immagine via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

In uso in Italia a partire dal Medioevo, fu adoperato largamente sino al XIX secolo come strumento di uccisione e assassinio, diventando popolarissimo anche in Francia, Germania e Spagna. Le sue ridotte dimensioni, la sua maneggevolezza e la rapidità con cui dava la morte, resero lo stiletto l’arma perfetta da usare anche fra la folla, dove assassini e sicari potevano dare una “stilettata” e disperdersi rapidamente in mezzo alla massa di persone.

L’uso dello stiletto è tanto efficace che, ancor oggi, viene considerato un’arma propria, ed il suo acquisto e detenzione richiedono un’autorizzazione formale da parte della Questura

Durante il XIX secolo, con le migrazioni di massa italiane di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato, anche negli Stati Uniti si diffuse l’uso dello stiletto come strumento di assassinio, e la città di New Orleans fu tanto colpita dagli omicidi con questo tipo di arma che ne venne proibita non solo la detenzione, ma anche l’acquisto e la vendita.

Sotto, illustrazione di Jacques del 1617 che mostra il combattimento fra 2 uomini che usano un pugnale simile a uno stiletto come arma secondaria:

Il principio dell’arma a stiletto giunse praticamente invariato sino all’inizio della Prima Guerra Mondiale, quando venne adoperato anche come baionetta dall’esercito francese, in particolar modo sul fucile Lebel M1866 che venne fornito, fra le altre, anche della baionetta a punta. Questo tipo di arma si rivelò efficace nelle incursioni fra le trincee, quando colpire il nemico in modo letale era operazione da svolgere in pochi, concitatissimi, attimi di tempo.

Sotto, Stiletto perfettamente triangolare:

L’utilizzo dello stiletto divenne nuovamente “fruttifero” durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu usato dalle unità di incursione o per operazioni di assassinio e spionaggio. Assomiglia infatti a uno stiletto anche il Fairbairn–Sykes, famoso pugnale che fu usato dall’esercito inglese e statunitense durante lo sbarco in Normandia.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...