In Portogallo è conosciuto come O Estripador de Lisboa, ma la sua identità non è stata mai scoperta. Lo Squartatore di Lisbona è un serial killer che tra il 1992 e il 1993 ha ucciso tre prostitute per le strade della capitale portoghese.

La vicenda dello Squartatore di Lisbona comincia una calda mattina del 31 luglio 1992, quando viene rinvenuto il corpo di Maria Valentina. Tina, come viene chiamata da familiari e conoscenti, è una prostituta di ventidue anni con problemi di droga, e il suo cadavere viene ritrovato a Póvoa de Santo Adrião, una freguesia di Odivelas, nel distretto di Lisbona. La scena che si presenta agli inquirenti è raccapricciante, da film dell’orrore: la giovane è stata strangolata, accoltellata molteplici volte, sventrata e le sono stati asportati il cuore, il fegato, gli intestini e la vagina. Sul luogo del delitto non sono rinvenuti indizi e non si riesce a scoprire l’autore dello scempio, molto affine al modo di agire del Mostro di Firenze, l’assassino (o gli assassini) che ha terrorizzato la Toscana tra il 1968 e il 1985.

Durante tutto il 1992 alla polizia di Lisbona cominciano ad arrivare telefonate e lettere anonime legate all’assassinio di Tina, ma le azioni non portano a nulla e non fanno altro che sviare le indagini.

Sei mesi dopo Lisbona si risveglia con un nuovo delitto. È il 2 gennaio 1993 quando in un capannone vicino la stazione di Entrecampos alcuni operai ritrovano il corpo di Maria Fernanda. La ragazza ha ventiquattro anni ed è una tossicodipendente dedita alla prostituzione. Maria Fernanda è stata strangolata, presenta vari segni di arma da taglio e le sono stati asportati i seni, il cuore, il fegato, gli intestini e la vagina. Stesso modus operandi dell’omicidio di Tina.

Quanto basta per collegare i due delitti a un’unica mano

La polizia intensifica le indagini anche con il supporto del dipartimento per il traffico di droga, tutti consapevoli che il killer avrebbe agito di nuovo. Passano soli settantadue giorni dall’omicidio di Maria Fernanda e il 15 marzo, nella stessa zona dove è stato ritrovato il corpo di Maria Valentina, la prima vittima, si scopre un terzo cadavere. Il suo nome è Maria João, ha ventisette anni e anche lei è una giovane donna di strada. Pure per Maria João l’ignoto assassino ha riservato lo stesso macabro trattamento delle due precedenti vittime.

Sotto, un volume dedicato al caso, “Os Misterios do Estripador de Lisboa”:

Tre assassinii, uno stesso misterioso colpevole. Una serie di elementi stimolano la curiosità degli inquirenti e della stampa: tutte e tre le vittime portavano il nome di Maria ed erano delle prostitute con problemi di dipendenza da droghe. Inoltre su nessuna delle tre vittime era stato trovato alcun segno di violenza sul volto. In ognuna delle scene del crimine, poi, l’autore dei delitti (o gli autori) non ha lasciato nessuna traccia o impronta digitale.

I sospetti della polizia cominciano a ricadere su una serie di nomi, balordi che si aggirano per le vie notturne di Lisbona, ma nessuna prova riesce a svelare il nome di quello che è già stato soprannominato dai giornali lo Squartatore di Lisbona, in relazione al più famoso Jack lo Squartatore che nel 1888 gettò nel terrore le periferie di Londra.

In Portogallo si inizia a temere una terribile scia di sangue come quella creata da Diogo Alves, il serial killer che nella prima metà dell’Ottocento aveva ucciso oltre 70 persone gettandole da un acquedotto, ma improvvisamente, senza alcuna motivazione così come erano cominciati, i delitti cessano.

Passano diciotto lunghi anni quando il 30 novembre 2011 le autorità portoghesi annunciano di aver riaperto il fascicolo sul killer di Lisbona. Durante un reality show chiamato “Secret Story – A Casa dos Segredos 2” un concorrente, un giovane di nome Joel Guedes, dichiara agli altri partecipanti di essere il figlio dello Squartatore di Lisbona. Joel è figlio di José Pedro Guedes, un uomo di 46 anni che tempo prima aveva fornito alcuni sospetti dettagli sugli omicidi del 92-93.

José Pedro Guedes viene così condotto in carcere in maniera preventiva, seppur non possa subire alcun processo per gli omicidi delle tre donne dato che secondo la legge portoghese i delitti sono caduti in prescrizione tra il 2007 e il 2008. Partono comunque nuovi accertamenti, ma all’uomo viene ascritto un omicidio di una ragazza commesso ad Aveiro, sulla costa nord occidentale del Portogallo, molti anni dopo gli assassinii dei primi anni novanta. Successivamente le indagini hanno provato che José Pedro Guedes non è lo Squartatore di Lisbona. L’uomo è stato rilasciato nel 2013.

Tante altre congetture si sono rincorse negli anni sullo Squartatore di Lisbona. All’anonimo killer sono stati attribuiti alcuni omicidi commessi, con modalità simili a quelli di Maria Valentina, Maria Fernanda e Maria João, in Olanda, Belgio, Danimarca e Repubblica Ceca. Altre supposizioni collegano addirittura il killer portoghese con il cosiddetto New Bedford Highway Killer, omicida mai identificato che ha colpito nel 1988 negli Stati Uniti d’America.

L’identità dello Squartatore di Lisbona, a oltre venticinque anni dal primo omicidio, continua a essere avvolta nell’ombra.

Antonio Pagliuso
Antonio Pagliuso

Appassionato di viaggi, libri e cucina, si vede tra vent'anni come un moderno Mattia Pascal; mal che vada ripiegherà sul personaggio di Raskol'nikov. Autore del noir "Gli occhi neri che non guardo più" e ideatore della rassegna culturale "Suicidi letterari".