Anina è una città romena che si trova nella parte più occidentale del paese, ed ha una storia industriale lunga e articolata. Ad Anina furono scoperti nel 2002 i resti umani più antichi d’Europa, risalenti a circa 40.000 anni fa, denominati “Ion din Anina”. Nonostante la zona sia popolata da lunghissimo tempo, il primo agglomerato urbano risale soltanto alla fine del ‘700, quando si registrò l’inizio dell’attività mineraria legata all’estrazione del carbone.

La miniera aprì ufficialmente nel 1790, ma nel 1834 si registrò un primo, gravissimo incidente con 6 morti, fatto che interruppe l’attività estrattiva sino al 1846. Da allora e per tutto il ‘900, il litantrace di Anina venne estratto senza sosta, sino al naturale esaurimento di alcuni livelli della miniera, che portò l’attività a diminuire radicalmente fra il 1996 e il 2006. In quest’ultimo anno si registrò il secondo incidente, che fu fatale a 7 lavoratori, e che decretò la quasi totale interruzione delle attività della miniera, e con essa il lento declino della città.

“Durante gli anni ’80 venne costruita la “Nuova Città di Anina“, destinata a sostituire l’abitato della città vecchia, in modo da sfruttare le vene carbonifere e fornire la vicina termocentrale di Crivina. Vennero costruiti circa 30 edifici con appartamenti e servizi, ma la situazione politica romena fece naufragare il progetto. Nel Dicembre del 1989 una rivolta popolare, di poco successiva alla caduta del muro di Berlino, pose fine all’era del comunismo, ed il dittatore Nicolae Ceaușescu venne ucciso a seguito di un processo sommario.

Da allora la “Nuova Città di Anina” conobbe un rapido declino, che vide una brusca accelerata nel 2006, quando un’esplosione nel sottosuolo uccise 7 minatori. La nuova città di Anina venne quasi interamente abbandonata, e oggi 400 persone vi sopravvivono ai limiti della povertà.”

Oggi Anina e la sua miniera sono un agglomerato decadente ma ancora attivo, e l’estrazione del carbone procede, anche se non più ai livelli del passato. Anina si sta lentamente svuotando, passando dai 12 mila abitanti degli anni ’50 ai circa 7 mila odierni, in rapida diminuzione in seguito all’incidente del 2006.

Sotto, il Google Maps della città:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...