Sono passati ormai diversi anni da quando il reattore quattro andò il fusione presso l’impianto nucleare di Fukushima, innescato da un enorme terremoto e dal conseguente tsunami che devastò il Giappone. Il disastro ha costretto le autorità giapponesi a una zona di evacuazione di circa 30 chilometri, in pratica uguale a quanto successo a Chernobyl circa 25 anni prima. Molte delle città e paesi che si trovavano nell’area sono rimaste bloccate nel tempo a 5 anni fa. Il fotografo e urbex Keow Wee Loong ha deciso di documentare l’area, ignorando la richiesta di un permesso speciale, raggiungendo la zona col favore delle tenebre. Il suo racconto è particolarmente interessante.

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Di seguito la narrazione del fotografo:

“Quando sono entrato nella “zona rossa”, ho cominciato a sentire la sensazione di un bruciore negli occhi e un certo qual odore chimico nell’aria. Prima di avventurarmi nell’area senza permessi avevo chiesto alle autorità di poter transitare. Per ottenere le autorizzazioni avrei avuto la necessità di attendere dalle tre alle quattro settimane, e il consiglio locale avrebbe dovuto avallare la mia richiesta. Troppe noie burocratiche per i miei gusti. Mi sono nascosto nella foresta per evitare la vigilanza della polizia e sono riuscito ad entrare. E’ stato incredibile!!!”

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“Vi siete mai chiesti come sia la zona di esclusione di Fukushima oggi? Come ci si senta a essere l’unica persona a camminare in città con pieno accesso a tutti i negozi? Avevo sempre sognato uno scenario del genere quando ero bambino”.

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“Tutto è esattamente dove si trovava dopo il terremoto che colpì la città. I residenti iniziarono ad evacuare la città quando arrivò l’allarme tsunami, e da allora questi luoghi sono rimasti intonsi”.

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I rischi cui si è sottoposto Keow Wee Loong sono innumerevoli, fra cui problemi di intossicazione da radiazioni. Le sue immagini ci catapultano in un mondo post-apocalittico, immaginato, forse non a caso, da tanti anime giapponesi degli anni ’70 e ’80…

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Alcuni edifici sono completamente in rovina, mentre altri sono in buono stato:

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Non tutto è stato lasciato in città, e sono diverse le zone in cui i residenti sono riusciti a portar via gli oggetti presenti nelle case:

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Alcune auto abbandonate:

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Un supermercato:

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Il McDonalds con un’automobile di fronte:

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Le vie sono deserte, ma incredibilmente ancora simili a una città attiva:

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Alcuni interni sono in rovina:

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Questo supermercato è invaso da prodotti sparsi per terra:

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Una Playstation 2 abbandonata, all’interno di un supermercato:

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Un edificio è collassato da un lato:

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L’interno di un’abitazione, dove si vede che i residenti avevano tentato di organizzare alcuni oggetti per portarli con sé:

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Come visto prima, alcune vie della città, inclusi i semafori, sembrano perfettamente funzionanti:

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Interno di un non meglio specificato negozio:

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Il cartello che indica la centrale nucleare di Fukushima:

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Keow Wee Loong all’interno di quella che sembra una cartoleria:

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Alcune confezioni di colluttori, naturalmente ancora chiuse e, probabilmente, cancerogene:

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Ingresso al videonoleggio:

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Tutte le fotografie sono di Keow Wee Loong.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...