Oscar Wilde e Aubrey Beardsley: due geni irregolari e anticonformisti nell’Inghilterra di fine Ottocento. Wilde, scrittore e brillante conferenziere, condannato al carcere per sodomia, ne uscì distrutto e morì qualche anno dopo in miseria. Beardsley, disegnatore autodidatta precocissimo, morì ad appena 26 anni.

Due spiriti affini, due outsider in una società perbenista e ipocrita, essi rappresentano l’altra faccia della pruderie vittoriana.

Dall’incontro tra Wilde e Beardsley negli anni ‘90 dell’Ottocento nasce un’opera controversa e scandalosa:

Salomè, un dramma in un atto stampato nel 1893

Oscar Wilde scrive il testo in francese, Aubrey Beardsley disegna le 16 illustrazioni. L’opera trae spunto da un episodio della Bibbia, reinterpretato in chiave erotica dai due artisti inglesi. La storia, solo accennata nei Vangeli, è quella della danza di Salomè, figlia di Erodiade, davanti al patrigno Erode.

Erodiade odia Giovanni Battista (Iokanaan nel testo di Wilde, dall’ebraico), prigioniero di Erode, perché ha osato condannare pubblicamente il suo comportamento. O forse, suggerisce Oscar Wilde, Erodiade desidera Iokanaan, ne è ossessionata proprio perché non può averlo.

Spinta da Erodiade, Salomè danza in modo provocante davanti a Erode, e lui le concede di esprimere un desiderio: le darà qualunque cosa lei chieda.

Salomè chiede la testa di Iokanaan, Erode ha promesso:

Iokanaan viene decapitato

Il culmine del dramma si raggiunge quando Salomé prende tra le mani la testa di Iokanaan e la bacia, dando sfogo alla sua passione.

Erotismo e morte si fondono, in una sensibilità decadente e intrigante per i lettori e gli spettatori dell’epoca. L’Inghilterra vittoriana in privato consuma avidamente ciò che in pubblico condanna. Le illustrazioni di Beardsley sono molto affini alla sensibilità di Wilde, eleganti, sensuali e moderne.

Sotto, la Toilette di Salomè:

Oscar Wilde cominciò a scrivere la Salomè nel 1891 per Sarah Bernardt, la più grande attrice dell’epoca, che inizialmente si dichiarò interessata ad acquistarne i diritti. Ma in seguito la Bernardt ritirò la sua offerta e la rappresentazione dell’opera fu annullata a causa dello scandalo in cui fu coinvolto Oscar Wilde. Egli infatti fu processato, condannato e scontò due anni di carcere duro per la sua relazione omosessuale con il figlio di Lord Douglas, Alfred Douglas, detto Bosie. Fu uno scandalo enorme, soprattutto perché Oscar Wilde era già molto noto in tutta Europa e negli Stati Uniti. La stampa scandalistica sguazzò nel clima sordido del processo e il bel mondo si allontanò dall’artista.

Oscard Wilde con Bosie:

Dopo la condanna, Wilde venne abbandonato da ammiratori, amici e sostenitori, e quando uscì dal carcere fu trattato come un paria ed emarginato dalla vita mondana di cui era stato il centro e animatore.

Anche Aubrey Beardsley, che peraltro non aveva niente a che fare con la relazione tra Oscar e Bosie e non era omosessuale, fu investito dal pettegolezzo e dalla malevolenza dell’opinione pubblica.

I seriosi vittoriani si ricordarono di altre illustrazioni scandalose disegnate da Beardsley, in particolare quelle della Lisistrata, in cui l’erotismo si abbina a un forte umorismo. Il tono scanzonato e dissacrante dei disegni di Beardsley non bastò a risparmiargli la condanna sociale. I suoi disegni, che avevano avuto molto successo e una larga diffusione, furono giudicati vergognosi.

Sembra che al momento della morte, avvenuta per Beardsley nel 1898 e per Wilde nel 1900, entrambi abbiano chiesto il battesimo e abbiano rinnegato, secondo alcune testimonianze, le loro opere più criticate. Il significato di questo atto finale resterà sempre sconosciuto.

Paola Moro
Paola Moro

Vivo in un paese di campagna, dove l’orizzonte piatto fa sembrare il mondo senza confini. Insegno italiano e latino in un Liceo. Amo i gatti. Leggo qualunque cosa, cammino e d’inverno nutro i pettirossi. Scrivo per condividere ricerche, pensieri, curiosità.