Francia. 1772. La contessa Du Barry, amante di Re Luigi XV°, chiese come regalo la collana di diamanti più preziosa del mondo.

Sotto: Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry

Contessa-Du-BarryLuigi XV° non sapeva rifiutare nulla a quella donna che, aveva confessato a un cortigiano “gli aveva donato piaceri sconosciuti“. I gioiellieri di corte, Bohmer e Bassenge, furono dunque incaricati di scovare e acquistare i diamanti più belli che ci fossero sul mercato. Le pietre, circa 600, furono incastonate in un girocollo del valore, oggi, di circa 6 milioni di euro. Quando il monile fu pronto, Luigi XV° si ammalò di vaiolo e morì, nel 1774, la contessa Du Barry venne cacciata da Corte e la nuova sovrana, Maria Antonietta, non sembrava intenzionata a spendere denaro per una collana creata per l’odiata amante del defunto Re.

Sotto: Luigi XV°

Luigi-XV

Nonostante l’ascesa al trono di Luigi XVI° fosse stata salutata con entusiasmo dal popolo, la Francia era ormai in declino: dopo un primo entusiasmo per il suo arrivo, la Regina Maria Antonietta fu percepita come una straniera e una rappresentante di una potenza vicina e non sempre amichevole, l’Austria. L’atmosfera nella corte di Francia, allora a Versailles, divenne sempre più ostile. Maria Antonietta veniva chiamata “l’austriaca”, la “donna austriaca” o addirittura “l’autruchienne” “la cagna austriaca”.

Luigi-XVI

Bohmer tentò a più riprese di invogliare i sovrani a comprare la collana, ma questi rifiutarono. Nel 1782 il gioielliere, ormai disperato, sentì dire che la Regina aveva una nuova confidente, che aveva soppiantato la favorita precedente, una certa contessa di nome Jeanne de la Motte. Tramite un intermediario si mise in contatto con lei e le offrì una ricompensa per convincere la Regina ad acquistare la collana.

Jeanne rassicurò il gioielliere: Maria Antonietta voleva la collana, solo che non desiderava che il suo nome fosse reso pubblico a causa delle chiacchiere che il popolo faceva sulle proprie spese personali. L’acquisto, dilazionato in varie tranche, sarebbe stato fatto dal cardinale Louis-René-Édouard de Rohan-Guéménée.

Una transazione a dir poco inusuale

Il gioielliere si fidò del nome dei Rohan, una famiglia appartenente alla più antica nobiltà francese, un cardinale, in carica, in quel momento come elemosiniere di Francia. Il monile venne quindi consegnato nelle mani della fidata contessa il 21 Gennaio del 1785, con l’impegno a pagare le 1.600.000 livres necessarie all’acquisto. Sia Rohan sia la Contessa erano presenti al momento della consegna, e il cardinale affermò che il gioiello fu prelevato da un valletto che egli riconobbe come appartenente alla cerchia del Re e della Regina.

Della collana, da quel momento, si persero le tracce per sempre

Passarono circa sei mesi, poi Bohmer timidamente domandò alla Regina, tramite lettera, il pagamento della seconda tranche come pattuito.

La truffa venne a galla

Maria Antonietta, insieme al marito Luigi XVI°, interrogò Rohan, e solo a quel punto l’avido cardinale, che mirava a diventare Primo Ministro di Francia, si rese conto di esser stato ingannato. La Regina, infuriata, chiese e ottenne che venisse arrestato di fronte a tutta la Corte. Rohan attraversò quindi la Galleria degli Specchi quando una voce stentorea disse “che il cardinale sia arrestato“. L’uomo venne incarcerato nella Bastiglia.

Sotto: la Regina Maria Antonietta

Maria-Antonietta-di-Francia

La Regina, senza valutare le conseguenze del suo gesto, in maniera avventata, volle che il cardinale venisse processato dal tribunale di Parigi. Le testimonianze rivelarono una storia incredibile. Il cardinale di Rohan, era stato avvicinato da una giovane donna, che diceva di discendere dai Valois, antica casa reale francese, e con mille espedienti la donna era diventata sua amante e confidente. Jeanne doveva possedere davvero tutti gli artifici di una Circe, solo a lei infatti il cardinale aveva raccontato la sue ambizioni frustrate, il suo immenso desiderio di entrare nelle grazie della Regina nonostante il rancore che Maria Antonietta provava per lui.

Quando, anni prima, era stato inviato a Vienna come ambasciatore, infatti, la madre di Maria Antonietta, l’imperatrice Maria Teresa, aveva chiesto più volte il suo rientro, ritenendolo indegno di tale incarico.

Nelle sue lettere alla figlia, l’imperatrice aveva raccontato come il cardinale avesse contratto enormi debiti, dilapidando le sue fortune in feste lussuose e seducendo tutte le donne di Vienna. Lo aveva definito un uomo frivolo, ignorante e sostanzialmente depravato. Una critica così feroce che la Regina non aveva mai voluto aver niente a che fare con l’uomo.

Sotto, il cardinale Rohan:

Cardinale-ROhan

Jeanne de la Motte, facendo leva sull’immensa ottusità e cupidigia del cardinale, mise in opera la sua astuzia e convinse l’uomo di essere la sola a poterlo aiutare. Intanto il marito di Jeanne, Nicolas de La Motte, insieme ad un complice, un certo Retaux de Villette, falsificava la grafia della Regina, scrivendo lettere che Jeanne usava per rendere più credibile la propria storia. Il cardinale aveva da sempre una predilezione per Maria Antonietta e questo suo rifiuto lo angustiava. Nondimeno, la sua ambizione era quella di diventare primo ministro di Francia.

Non facendo parte della ristretta cerchia della Regina, non aveva modo di verificare se le fandonie di Jeanne avessero un qualche fondamento di verità. Maria Antonietta, infatti, viveva separata dalla Corte stessa, vezzeggiata da una sorta di cerchio magico e isolata dalle reali necessità dei suoi sudditi.

Un popolo che cominciava a premere ferocemente ai cancelli della Reggia di Versailles

Intanto Jeanne mostrava al cardinale lettere contraffatte, dove si capiva che il rancore delle Regina si stava affievolendo. Rohan, galvanizzato, chiese quindi un’udienza con Maria Antonietta, Jeanne divenne evasiva sino all’estate, quando la contessa rassicurò il cardinale, avrebbe incontrato presto la Regina. La scena è una delle immagini più famose di questa storia. Verso la metà del luglio del 1784 il cardinale fu avvisato di presentarsi travestito a Versailles e aspettare nel giardino noto come boschetto di Venere.

Sotto: Jeanne de la Motte:

Janne-De-La-Motte

Una giovane donna alta e bionda somigliante alla Regina, offrì una rosa al cardinale mormorando “voi sapete che cosa significa, ma continuate a essere discreto“, pochi secondi dopo, un uomo, si avvicinò al cardinale e gli disse di allontanarsi perché il conte d’Artois, cognato della Regina, si stava avvicinando. L’uomo era Retaux de Villette. La sosia della Regina era invece una giovane prostituta, Mademoiselle d’Olive, che era stata notata da Jeanne proprio per la sua somiglianza con Maria Antonietta. Sedotta dal conte Nicolas de la Motte, si era prestata, inconsapevolmente, a impersonare una persona d’alto rango, per qualche minuto.

Il cardinale di Rohan fu dunque felice di acquistare la collana per conto della sua amata Regina, affidandola a Jeanne. Appena i complici ebbero nelle loro mani la collana, Nicolas si precipitò a Londra a vendere i diamanti pezzo per pezzo al mercato nero, mentre Jeanne continuava ad essere la “buona amica” del cardinale. Da un giorno all’altro i conti De la Motte divennero improvvisamente ricchi con i proventi derivanti dalla vendita dei diamanti: comprarono case, mobili, cavalli, quadri e organizzarono feste sontuose.

Tutto questo finì bruscamente

Appena arrestata, la contessa si rivoltò contro il cardinale, addossandogli tutte le colpe: aveva mandato i suoi complici all’estero e sperava di essere salva, purtroppo Retaux de Villette venne catturato mentre viveva sotto falso nome a Ginevra e Mademoiselle d’Oliva a Bruxelles, entrambi confessarono subito la parte avuta nella storia. Intanto a favore del cardinale si schierò tutto il clan dei Rohan e tutte le sue numerose amanti. Quell’anno alle corse di Longchamps le dame più in voga portavano cappellini con nastri gialli e rossi il colore Cardinal su paille, il colore del cardinale steso sulla paglia. Con una simile difesa, schierata, il processo non poteva finire diversamente.

Rohan venne assolto da tutte le accuse. Uno smacco per il Re e la Regina.

Nicolas de la Motte venne condannato in contumacia, Retaux de Villette fu bandito a vita dalla Francia mentre Mademoiselle d’Olive fu assolta. La mente di tutto il piano, la contessa Jeanne de la Motte Valois, fu condannata a essere fustigata pubblicamente, marchiata a fuoco con la V di Voleuse “ladra”, prima di essere rinchiusa a vita nella prigione della Salpetriere.

Mentre Rohan tornava a casa come un martire e un eroe, la donna che era stata la sua amante per tre anni veniva marchiata a fuoco. Ci vollero quattro uomini per tenerla ferma e lei morsicò così forte la mano dell’uomo che doveva segnarla che il ferro le bruciò il seno, anziché la spalla. Dopo alcuni mesi di prigionia, venne aiutata a fuggire, in Inghilterra, dove pubblicò velenose memorie contro Maria Antonietta, che furono estremamente dannose, per la reputazione della Regina, già tanto impopolare.

Contribuendo ad inasprire gli animi del popolo, provato da condizioni di vita miserevoli. I sudditi francesi volevano un capro espiatorio e la “cagna austriaca” era perfetta. Qualche anno dopo Jeanne divenuta pazza, morì, caduta (o gettata) da una finestra di un bordello di Londra.

Sotto: Nicolas de la Motte:

Nicolas-De-La-Motte

Il popolo non credette mai all’innocenza della Regina, la incolpò di essere l’amante del cardinale e di aver scaricato su di lui le colpe dell’acquisto di una collana costosissima.

La accusarono di spendere ingenti fortune in frivolezze, mentre il popolo moriva di fame

Scoppiò la Rivoluzione Francese. Durante il processo alla Regina l’accusa, dieci anni dopo i fatti, chiese a Maria Antonietta quali erano stati i suoi rapporti con Jeanne de la Motte. La Regina rispose, in modo probabilmente onesto, di non aver mai incontrato quella donna. Nessuno le credette, dalle tribune il popolo le rivolse fischi ed urla. Tutto era perduto.

Finì condannata a morte

Il 16 ottobre del 1793, quattro anni dopo l’inizio della Rivoluzione Francese, sfilò in Place de la Révolution, oggi Place de la Concorde, e venne ghigliottinata. Era stata Regina di Francia per 17 anni.

Sotto, il trailer del film: “L’intrigo della Collana” con Hillary Swank, del 2001:

Marida Castagnavizza
Marida Castagnavizza

Mi piacciono le storie e le persone dietro alle storie Amo in maniera compulsiva i libri, le serie TV, sono appassionata di storia arte e misteri insoluti.