San Francisco, 5 Settembre 1921. Roscoe Arbuckle, la star più famosa di Hollywood insieme a Charlie Chaplin e conosciuto da tutti come “Fatty – Grassoccio”, esce dalla camera da letto della Suite 1221 del St. Francis Hotel ridendo sotto i baffi, con un cappellino da donna in testa e il pigiama lacerato. Dentro la stanza c’è Virginia Rappe, un’attrice 26-enne, stesa a letto e impossibilitata a muoversi. Fatty dice alle amiche della Rappe di rivestire la donna e di riportarla al Palace, dov’erano tutte alloggiate, perché “Fa troppo chiasso“.

Maude Delmont (che racconta questa versione della storia) e Alice Blake entrano nella camera e trovano Virginia nuda, agonizzante a letto, che dice:

Muoio.. muoio.. mi ha fatto male

Il medico dell’hotel, chiamato dalle amiche, diagnostica un’intossicazione da alcol e droghe di genere indefinito. La Rappe viene portata all’ospedale di Pine Street, e confessa a un’infermiera:

È stato Fatty Arbuckle a ridurmi così… vi prego, fate che non la passi liscia

Virginia Rappe muore il 9 Settembre 1921. All’obitorio le vengono scattate alcune fotografie che testimoniano il suo stato:

Roscoe Arbuckle viene messo alla gogna, indicato come l’assassino di Virginia di cui tutti gli Stati Uniti chiedono la testa. I suoi film vengono banditi da ogni cinema e il contratto con la Paramount viene annullato.

Ma come si è giunti a questo drammatico epilogo, e qual è la verità?

Per analizzare oggettivamente i fatti bisogna partire da molto prima, ovvero dalle storie dei due protagonisti.

Fatty è la star più pagata del cinema Hollywoodiano, anche più di Chaplin, e ha organizzato il party dov’è morta Virginia per festeggiare il rinnovo del contratto con la Paramount, da 1 milione di dollari l’anno. Protagonista di tantissimi film, 15 dei quali in coppia con Buster Keaton, suo amico fraterno che gli sarà vicino sino alla fine, è il volto comico di Hollywood, l’attore che ha inaugurato l’epoca del personaggio grassoccio e prepotente contrapposto a uno smilzo ingenuo che culminerà, qualche tempo dopo, con la celebrità planetaria del duo Stanlio e Ollio. Arbuckle è celebre nel jet-set per la sua vita dispendiosa fatta di grandi feste, donne, alcool (nonostante l’epoca del proibizionismo) e divertimenti di ogni genere, spesso coperti dalla corruzione dei funzionari pubblici per evitare la galera.

Sotto, un mediometraggio di Arbuckle e Keaton:

Virginia Rappe, il cui cognome originale è “Rapp”, è una ragazza rimasta orfana giovanissima che ha sfruttato da subito la propria bellezza, iniziando a posare come modella a 14 anni. Giunta a Hollywood alla fine degli anni ’10, è riuscita a comparire in alcuni film di un certo successo, addirittura in un lungometraggio accanto al sex-symbol di fama mondiale Rodolfo Valentino. La sua carriera sta continuando fra alti e bassi, e Virginia è più conosciuta per l’allegria sessuale con cui si districa fra attori, registi e produttori anziché per le sue doti artistiche (rimarrà contagiata nell’epidemia di pidocchi del pube dello studio di Mark Sennett).

Nel 1919 allaccia una relazione con Henry Lehrman, il primo regista di Charlie Chaplin, e la sua carriera sembra che inizi a decollare. Poco prima della tragica fine ha firmato un contratto con la Fox per un ruolo da protagonista in un film di prossima produzione, Twilight Baby, che l’avrebbe finalmente proiettata fra l’olimpo delle star. Lehrman, anch’egli passato alla Fox dopo aver fondato la Keystone Pictures, aveva presentato a Virginia “Fatty” qualche tempo prima, e quest’ultimo si era invaghito della donna.

5 Settembre 1921

Torniamo a quel 5 Settembre 1921. Arbuckle ha raggiunto San Francisco il 3 settembre con due amici, e ha affittato le tre suite comunicanti al dodicesimo piano dell’hotel per festeggiare il rinnovo del contratto con Paramount. Al party di Fatty si presentano una cinquantina di persone, più o meno conosciuti dall’ospite, fra cui si annoverano attori e attrici ma anche alcuni produttori e scalatori sociali. Virginia raggiunge la festa con Maude Delmont, e inizia a bere in modo sconsiderato, soprattutto considerando che soffre di cistite cronica (infiammazione della vescica). Arbuckle corteggia la Rappe e i due si isolano nell’appartamento 1221.

Dopo alcuni minuti le sconvolgenti urla di dolore della donna bloccano il party

Il medico dell’hotel accorre, e certifica l’evidente stato alterato di Virginia, ubriaca in modo debilitante, e il mix di stupefacenti e bevande alcoliche. La Delmont accusa Arbuckle di aver violentato l’amica, ma il medico non ravvisa alcun segno di stupro. Trasportata in ospedale, Virginia Rappe muore nel giro di pochi giorni, il 9 Settembre, a seguito di una Peritonite causata dalla rottura della vescica.

La Delmont, il manager della Rappe e il fidanzato, Henry Lehrman, accusano Arbuckle di aver causato la morte di Virginia

Sotto, la Suite 1221 dopo il Party:

Tutti e tre ottengono una grande pubblicità dall’accaduto, e tentano di trarre profitto dalla vicenda. I media si interessano in modo massiccio al caso. Si parla di violenza carnale contro natura, eseguita con una bottiglia o con una scheggia di ghiaccio, oppure di un tuffo di Fatty sulla donna, che l’avrebbe fatta morire per l’urto.

Per la prima volta l’opinione pubblica guarda alla finestra sulla vita sordida e sui segreti delle Star di Hollywood, oltre le “maschere” che indossano al cinema

I giornali escono con centinaia di titoli sensazionalistici, l’opinione pubblica reclama la pena di morte e la carriera e la vita di Fatty Arbuckle sono distrutte.

Il processo

Durante il processo viene fuori una realtà diversa. L’accusato si difende dai capi d’imputazione proclamandosi innocente, e persino Buster Keaton arriva a testimoniare garantendo che è un “buono oltre ogni sospetto”. La polizia sostiene una tesi molto semplice, ovvero che Fatty, col suo peso, ha schiacciato la donna sino a romperle la vescica, in modo involontario, prima di un atto sessuale.

Arbuckle a processo:

La tesi dei poliziotti viene smentita dall’attore, che sostiene di aver incontrato Virginia in bagno in preda a vomito e dolori e di averla soltanto confortata. I testimoni sono diversi, e da un lato ci sono quelli che accusano di violenza carnale Arbuckle e dall’altro quelli che dicono di non averlo visto compiere alcun gesto di questo tipo.

Il verdetto, secondo la giuria statunitense, è che Roscoe Arbuckle è completamente innocente

La storia, di cui quello sopra costituisce solo un breve riassunto (gli atti dei 3 processi sono lunghissimi), ha una eco enorme nella cultura statunitense. Hollywood non è quell’oasi di paradiso di grassocci bontemponi e magri ingenui che si vedono nei film, ma un luogo depravato, dove alcool, sesso, droga e lusso si rincorrono ogni giorno. Le produzioni cinematografiche e gli investimenti nel Cinema subiranno un clamoroso stop, e molti storici legano la vicenda ai:

10 anni perduti di Hollywood

Un periodo di crisi finanziaria e culturale, che culminerà con l’adozione del Codice di comportamento Hays, un regolamento morale per tutte le produzioni hollywoodiane.

E Fatty?

Sotto, Al St. John (destra) con Buster Keaton e Arbuckle in Out West (1918)

Roscoe Arbuckle non si riprese mai dalla vicenda. Divenne un alcolizzato, e probabilmente fu solo grazie all’aiuto di Buster Keaton che non subì una fine immediata. Dopo alcuni anni firmò diversi film da regista con uno pseudonimo, “Will B Good” (farò il bravo), e nel 1933 avrebbe dovuto tornare a recitare da protagonista in un lungometraggio, usando il suo vero nome. Morì prima della firma del contratto, il 29 giugno 1933, a 46 anni. Nonostante la sentenza del tribunale l’uomo non fu mai davvero riabilitato, neanche postumo, e sino a oggi non è ancora stato realizzato un film sulla sua vita.

Sotto, il libro “Io, Ciccione” che racconta la vita di Arbuckle:

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Categorie: Cinema

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...