Veniva soprannominata “Little Ease”, traducibile con “poco comoda – poco confortevole”, ed era una stanza di soli 1,2 metri quadrati dove era impossibile stare in piedi o stendersi. L’infernale stanza era destinata a una terribile tortura:

Il malcapitato veniva chiuso al suo interno per giorni, a volte per settimane, senza alcuna possibilità di sedersi, sdraiarsi o stare in piedi

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La camera era situata nella “White Tower” della Torre di Londra, un ampio castello di origine medievale sfruttato nei secoli successivi per gli usi più disparati. La Torre è famosa per essere un carcere, anche se questa non fu mai la sua destinazione d’uso principale. Nonostante la nomea, le esecuzioni accertate nelle Torre di Londra non furono numerose, e la morte veniva spesso inflitta ai condannati nella vicina Tower Hill.

Sotto, fotografia della Little Ease via Wikipedia Germania:

La fotografia sottostante della Little Ease venne fatta nel 1890 da Sir Benjamin Stone (1838-1914), una stampa al platino conservata dal Royal Collection Trust inglese (fonte immagine), che indica come la terribile camera di tortura fosse situata nei sotterranei della Torre Bianca.

La stanza era naturalmente tenuta in completa oscurità, e il terrore che doveva assalire gli internati è oggi inimmaginabile. La Little Ease veniva usata non come tortura fine a se stessa, ma come stanza di prigionia per le persone che sarebbero poi state torturate in altro modo.

Secondo il sito Ancient Fortress, ma anche British History Online, furono diversi i condannati a passare attraverso i “pochi comfort” della Little Ease. Fra questi il più celebre è certamente Guy Fawkes, fra gli autori della “Congiura delle Polveri”, che il 5 Novembre 1605 tentò di far saltare in aria tutto il parlamento inglese e il Re in persona, Giacomo I d’Inghilterra.

Fawkes fu sottoposto a diverse torture, che inclusero probabilmente il terribile cavalletto, intermezzate dal confino all’interno della “Little Ease”, che lo costrinsero a confessare il proprio nome (si fece chiamare all’inizio John Johnson) e i nomi dei suoi compagni. Insieme a lui vennero giustiziati Thomas Wintour, Ambrose Rookwood, e Robert Keyes, condannati a morte mediante il supplizio noto come “impiccato, sventrato e squartato”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...