Un lago che sembra di cristallo, una piccola isola che appare come una lacrima verde sull’azzurro dell’acqua, 99 scalini per raggiungere una piccola chiesa dove è custodita la “campana dei desideri”, un castello arroccato in cima a una rupe a picco sul lago, e un’antica leggenda.

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D’altronde, in un luogo incantato come questo, non poteva mancare una triste storia d’amore, che ancora oggi affascina le tante persone che lo frequentano. Perché il Lago di Bled, incastonato nel verde delle Alpi Giulie, in Slovenia, è una meta turistica molto apprezzata, ma attira anche giovani coppie che scelgono la chiesa di Santa Maria Assunta, sull’isola, per convolare a nozze.

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Non si può immaginare uno scenario più romantico: raggiungere l’isola con una delle tradizionali barche di legno, le Pletne (parenti delle gondole veneziane), per arrivare proprio dove inizia la lunga scalinata che porta alla chiesa.

Una Pletna, la tradizionale barca di Bled

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E lì comincia la parte più difficile: tradizione vuole che lo sposo, per assicurare una duratura felicità al matrimonio, porti in braccio la futura moglie, su per tutti i 99 scalini. Un’impresa che riesce a meno della metà dei coraggiosi che ci provano. Chi non ce la fa, può sempre esprimere un desiderio, suonando la campana posta all’interno della chiesa. Una campana particolare, che pare abbia il potere di realizzare un desiderio, ma solo se di chi lo esprime riesce a far suonare tre rintocchi.

La scalinata che porta alla chiesa

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E’ la campana dei desideri, che si ricollega a una triste storia d’amore. Intorno al 1500, il feudatario locale, Hartmann Kreigh, improvvisamente scomparve, forse ucciso da alcuni briganti, che poi gettarono il suo corpo nel lago. La sua vedova, una giovane donna di nome Polissena, era inconsolabile. Per onorare la memoria del marito decise di far fondere tutto l’oro e l’argento custodito nei forzieri del castello, per realizzare una campana – da collocare nella chiesa dell’isola – che doveva suonare a perenne ricordo del suo perduto amore. Ma il destino si accanì con Polissena: una tempesta fece affondare la barca che trasportava la campana, trascinando con sé il suo carico e i poveri marinai. Di fronte a tanta sfortuna, la vedova decise di vendere i suoi beni per chiudersi in un convento, a Roma. La sua storia commosse Papa Clemente VII, che alla morte della donna fece portare una campana nella piccola chiesa sull’isola.

Vista di Bled del pittore Markus Pernhart

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E’ “l’infelice signora del lago” che fa realizzare i desideri di chi suona la campana?

Nessuno può dirlo, però c’è chi crede di aver sentito, nelle calme notti stellate, il suono della campana affondata nel lago.

Il Castello di Bled

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Quella dell’inconsolabile Polissena non è l’unica leggenda che si tramanda sull’isola di Bled. C’è n’è un’altra che riguarda proprio la formazione dell’isola (l’unica di origine naturale della Slovenia), che viene raccontata in due versioni: una dal sapore più fiabesco e l’altra più tradizionalmente religioso. D’altronde l’isola ha una storia antica, che risale all’epoca precristiana: al posto della chiesa dedicata alla Vergine Maria, sorgeva una volta un tempio dedicato alla locale dea dell’amore, Ziva.

L’isola di Bled in inverno

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Si narra che una volta, al posto del lago, ci fosse una bellissima valle ricca di prati verdi, con al centro una piccola collina, dimora delle fate, che di notte si divertivano a danzare intorno a una roccia. Durante il giorno però i pastori del luogo conducevano le loro pecore a brucare l’erba proprio in quel luogo magico, tanto che ormai i prati erano scomparsi. Le fate chiesero ai pastori di non portare più le greggi in quella che era la loro casa, minacciando di rendere inaccessibile il luogo, se non avessero obbedito. Fu così che, vista l’ostinazione dei pastori che non ascoltarono quell’avvertimento, tutta l’acqua dei ruscelli lì intorno fu magicamente convogliata dalle fate per inondare la valle. Rimase fuori dall’acqua solo la collina, la piccola isola di Bled.

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L’altra versione della leggenda racconta sempre di alcuni pastori che conducevano le greggi al pascolo, ma in questo caso vicino a una chiesa. La Vergine Maria stessa chiese ai pastori di non portare più le loro pecore a brucare l’erba in quel luogo sacro, senza ottenere alcun risultato. Alla fine, forse spazientita da tanta impudenza, Maria decise di inondare la valle…

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.