L’Ipogeo del Cerbero: l’entrata per l’Oltretomba nascosta sotto i banchi di scuola

Un tesoro archeologico è stato trovato nel sottosuolo di un liceo: l’Ipogeo del Cerbero.

A Canosa di Puglia esiste un liceo scientifico che nasconde nel sottosuolo un pregevole ritrovamento archeologico. Si tratta dell’Ipogeo del Cerbero, un’antica tomba dauna, la quale rappresenta il passaggio di un defunto nell’aldilà.

Il territorio di Canosa di Puglia nasconde tra le sue viscere un importantissimo tesoro formato da antichi ipogei affrescati. Gli ipogei sono antiche tombe funerarie a camera, le quali sono caratterizzate da un’architettura di derivazione greca (e per questo databile tra il IV e il III secolo a.C.). Ma l’ipogeo del Cerbero riesce ad emergere rispetto agli altri in quanto la scena raffigurata al suo ingresso utilizza un’iconografia precisa, di grande raffinatezza pittorica. La storia che possiamo leggere grazie a ciò che rimane di quell’affresco è quella di un viaggio nell’Ade affrontato da un defunto che passa dalla dimensione terrena a quella della morte.

Purtroppo, ad oggi è per noi impossibile ammirare l’affresco nella sua interezza: oltre ai danni provocati dall’inesorabile scorrere del tempo, l’ipogeo è stata danneggiato dai lavori di costruzione del complesso scolastico nel 1972. Il danno è stato completamente accidentale in quanto durante l’opera di spianamento per la creazione del cortile del liceo, nessuno immaginava che nel sottosuolo si potesse nascondere questo patrimonio archeologico. La parte superiore dell’ipogeo è danneggiata dal lavoro delle ruspe, ma il resto dell’opera è ancora ben conservato. Ad oggi non ci è ancora possibile datare con precisione quest’opera, in quanto un grave danno è stato compiuto (questo sì volutamente) dai tombaroli: rubando il corredo funebre all’interno delle tombe, non hanno lasciato agli studiosi strumenti utili alla datazione dell’opera. Probabilmente, essa fu realizzata tra il IV e il III secolo a.C. come suggerisce l’architettura di derivazione greca.

L’ipogeo è costituito da un corridoio d’accesso, il “dromos”, costruito su un piano inclinato, il quale conduce ad un atrio centrale a pianta rettangolare sul quale si aprono quattro camere sepolcrali. L’ingresso della camera principale era chiuso da due massicci lastroni, i quali sono stati spezzati dai tombaroli per compiere i furti. A sinistra sono posizionate le due camere minori incorniciate da una fascia di colore rosso. Ma quella che salta subito all’occhio è la quarta camera, la quale è stata aperta in un periodo successivo alle altre.

Il suo accesso ha una forma trapezoidale allungata e rastremata in alto. La porta è inquadrata da una doppia cornice, rossa all’esterno e nera all’interno, adornata da tre acroteri a palmetta. Ma ciò che davvero attrae lo sguardo dei visitatore è il fregio soprastante, il quale raffigura una “deductio ad Inferos”.

La figura centrale del bassorilievo è il Cerbero, il mitico cane a tre teste posto all’ingresso degli inferi. Cerbero era il figlio di Tifone ed Echidna posto alla guardia del palazzo di Ade. Il suo compito era quello di impedire alle ombre di uscire dall’inferno, e ai vivi di varcarne la soglia. Nell’affresco, alla figura del Cerbero si avvicina quella di Hermes psicopompos, il traghettatore delle anime. Egli è intento a guidare il defunto, il quale è seguito da un guerriero armato di lancia e scudo che trascina un cavallo per le redini. La figura del guerriero ha un doppio significato: da un lato comunica il mezzo attraverso il quale il defunto ha compiuto il suo viaggio, dall’altro indica il suo rango (il defunto appartiene quindi al rango equestre).

Alla destra del Cerbero si possono notare le zampe posteriori di un secondo cavallo, seguite da due figure femminili. Queste, probabilmente, rappresentavano due familiari ancora in vita del defunto. Esse avevano la funzione di piangere durante il corteo funebre.

Nel 2009, l’Ufficio Scolastico Regionale Puglia ha avviato il programma “adotta un monumento” insieme alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggisti della Puglia. Come monumento da adottare, il Liceo Enrico Fermi non poteva non scegliere il suo “infernale” vicino. Proprio grazie a questo progetto, l’ipogeo del Cerbero è stato studiato insieme all’ipogeo Ambra nei suoi aspetti storici. Grazie a questi studi, è stato possibile restituire la grafica degli ambienti dell’ipogeo, prestando una particolare attenzione all’affresco del Cerbero.

Una delle conseguenze più importanti del progetto è stato il controllo dello stato conservativo degli affreschi mediante il monitoraggio del microclima. Infatti, la più grande antagonista di affreschi e dipinti murali è l’umidità, la quale è causa diretta e indiretta dei danni alle pitture. Grazie all’umidità vengono messi in moto i sali presenti negli intonaci i quali, emergendo, arrivano a causare il distacco degli stessi. Per questo la diagnosi e il monitoraggio dell’umidità è indispensabile per la salute degli affreschi. In questo luogo particolare, l’umidità è costantemente controllata tramite una stazione informatizzata posta nel laboratorio di scienze del Liceo.

L’ipogeo del Cerbero si trova in via settembrini, nella contrada Costantinopoli a Canosa di Puglia (BA). L’ingresso è gratuito, previa prenotazione in quanto è indispensabile che qualcuno apra l’entrata ai visitatori. La visita è emozionante, e grazie all’aiuto della tecnologia l’affresco del Cerbero “prende vita”. Consiglio vivamente di visitare l’Ipogeo del Cerbero e tutte le meraviglie nascoste nel territorio canosiano. Tutti questi beni fanno parte delle risorse “non rinnovabili” dell’umanità, per questo è importante conoscerle e lottare per la loro salvaguardia.

Oggi la scienza ha fatto passi enormi, grazie a lei siamo in grado di prevenire il degrado dei beni archeologici o di restaurare i danni provocati dal tempo e altri fattori. Ma niente è più efficace della conoscenza e la memoria per ricordare la grande (e piccola) storia di noi esseri umani.


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