L’inquietante caso di Elisa Lam

Partiamo da un film horror. Si chiama Dark Water e la trama è opera di Koji Suzuki, autore anche di The Ring. Nel film il cadavere di una bambina è immerso nella cisterna dell’acqua sopra lo stabile dove abitano le protagoniste, avete presente quelle che si vedono nei film americani sopra i tetti? Ecco. Ci sono fantasmi e apparizioni e alla fine naturalmente succede un fatto macabro ma non faccio spoiler. Passiamo ora a Elisa Lam. Elisa è una studentessa in vacanza a Los Angeles, ha circa 20 anni, e la sera del 31 gennaio scompare nel nulla. Il suo corpo verrà trovato il 19 Febbraio, indovinate dove? Esatto.

Prima di affrontare questo caso, che ha fatto discutere il web in lungo e in largo per anni, voglio ringraziare tutti gli abbonati su Vanilla Magazine. Siete 787, un numero che per me è immenso. Siete numericamente un paese intero di persone che sostengono concretamente questo progetto di divulgazione partito da zero e che si finanzia solo con questi fondi e la pubblicità di YouTube. Non avrei mai pensato di arrivare a questa folla di sostenitori, è uno di quei casi in cui la fiducia degli altri batte completamente la fiducia in se stessi. Spesso mi chiedo se riuscirò ad essere all’altezza, guardo la carta d’identità vedo un metro e 88 e in effetti dico che l’altezza c’è. A parte gli scherzi, voglio ringraziarvi di cuore, tutti voi. Per chi non è abbonato: se vuoi sostenerci ti lascio il link qua sotto, la versione base costa 1 euro al mese ed entri a far parte della nostra famiglia allargata di Vanilla. E ora, torniamo a Elisa Lam.

Non staremmo parlando del caso di Elisa se la polizia di Los Angeles non avesse diffuso un filmato che è inequivocabilmente inquietante. Nel video si osserva una ragazza che entra ed esce dall’ascensore, si nasconde su un lato, fa delle strane mosse e alla fine sparisce. Naturalmente quella ragazza è Elisa Lam, la sua fine la conosciamo già, ma perché si muove in quel modo? c’è qualcuno che la pedina? O peggio, sta scappando da quello che sarà il suo assassino? Sono queste le ipotesi che vengono fatte su internet quando il filmato viene pubblicato.

Visto che trattiamo la cosa da un punto di vista analitico partiamo da principio. Elisa Lam non si chiama Elisa ma Ho-yi, è una ragazza nata il 30 aprile del 1991 a Vancouver, in Canada, da genitori originari di Hong Kong, all’epoca ancora un protettorato britannico. Ho-yi è conosciuta da tutti come Elisa e dopo il diploma frequenta la University of British Columbia, ma all’inizio del 2013 non risulta ancora ufficialmente iscritta.

Nel 2010 apre un blog su Blogspot, all’epoca andava di moda, lo chiama Ether Fields, nel quale parla della sua passione, la moda, ma soprattutto della sua lotta contro un demone che non le lascia pace, la malattia mentale. Nel gennaio del 2012 scrive che ha avuto una “ricaduta” all’inizio della scuola che l’ha costretta ad abbandonare diverse lezioni, lasciandola con la sensazione di essere “senza direzione, persa“. Il motto di quel blog è “Sei sempre perseguitato dall’idea che stai sprecando la tua vita“, una citazione dello scrittore Chuck Palahniuk, l’autore di Fight Club.

In un altro post scrive:

La depressione fa schifo. Non ho alcun controllo sulle mie emozioni. Sarò arrabbiata per due minuti e poi di nuovo triste. Sarò felice per mezz’ora e poi di nuovo giù di morale. Finora tutto quello che ho fatto è stato sdraiarmi sul letto e guardare gli episodi di Chopped. Sto solo aspettando che passi“.

Quando ho cercato le fonti per scrivere questo video ho controllato che il blog fosse online ed è ancora tutto pubblicato, vi lascio il link in descrizione se volete andare a vedere quel che scriveva. Confesso che è stato un po’ strano leggere i suoi testi.

In questo parla della sua solitudine:

Continuo a pensare ingenuamente che tutti vadano su internet! Pertanto le persone su Internet esistono nella vita reale. Pertanto, devono essere vicino a me. Vai avanti e cerca! Poi ricordo che sono un eremita ed entro in contatto con le persone solo online“.

Elisa prova anche a darsi una risposta della ragione della sua depressione:

Credo che il motivo principale per cui sono caduta in depressione sia stato perché ho smesso di correre durante il mio ultimo anno di liceo. Fino a quel momento facevo parte della squadra di cross country e di atletica leggera. Non ero un gran corridore, ma ce l’ho fatta. Mi mancava la disciplina per allenarmi davvero. E ora mi manca ancora la disciplina per correre o praticare qualsiasi tipo di sport. Invento delle scuse. In questo momento la scusa è “Fuori fa troppo freddo”. Va bene, potrei comunque andare in palestra. Quindi la scusa è “Sono impacciato e non ho idea di come sollevare pesi”.

Si interroga su tantissime cose come la felicità e l’intelligenza:

Scommetterei un sacco di soldi che nessuno è felice e tutti sono intelligenti a modo loro. Anche se il mio ex-ragazzo non era esattamente molto intelligente e non era un tipo felice e soddisfatto, quindi ovviamente esistono delle eccezioni. Forse non è tanto che tu sia intelligente, ma se tendi a pensare troppo, ad analizzare troppo e a soffermarti sugli eventi passati (ma in realtà chi non lo fa?), allora avrai più difficoltà a elaborare la tristezza e a “essere felice”.”

Un paio di anni dopo aver iniziato a scrivere su blogspot scrive un post in cui dice che avrebbe abbandonato il suo blog per un altro che aveva aperto su Tumblr dal nome “Nouvelle-Nouveau”, nel quale posta foto di moda, citazioni e alcuni contenuti testuali. La descrizione è sempre la stessa, ripresa da Palahniuk: “Sei sempre perseguitato dall’idea che stai buttando la tua vita“.

Questa è Elisa, una ragazza che ha un rapporto particolare con la scuola e che si fa domande che ci facciamo tutti: come posso esser felice, perché gli altri lo sono e quale senso ha la mia vita? Rispetto a tante altre persone però è gravemente malata, malattia che la porterà a una tragica fine.

Passiamo ai fatti che conosciamo. Elisa è una studentessa all’Università e le viene diagnosticato il disturbo bipolare e la depressione. Le sono prescritti diversi farmaci per i suoi problemi di salute mentale: il Bupropione, la lamotrigina, la Quetiapina e Venlafaxina, almeno questi sono quelli che conosciamo. La sua famiglia riferisce che la ragazza non ha tendenze suicide, ma un’altra fonte riporta che era scomparsa per un breve periodo. Elisa non assume ancora farmaci per il disturbo bipolare e in diverse occasioni soffre di allucinazioni che la costringono a nascondersi sotto il letto, e almeno durante uno di questi episodi viene ricoverata.

Passiamo ora a quel Gennaio 2013. La ragazza decide di partire per una vacanza e raggiunge Los Angeles il 26 gennaio con l’autobus. Il 28 Gennaio fa il check-in al Cecil Hotel, un casermone di 14 piani con 700 stanze costruito nel 1924 che è stato teatro di diversi eventi tragici. Alla ragazza viene data una stanza condivisa al quinto piano dell’hotel, ma le sue coinquiline si lamentano che ha un comportamento strano, e dopo due giorni viene spostata in una stanza singola. Le ragazze dicono che Elisa lascia dei biglietti con scritto “vai a casa”, “vai via”, oppure chiude la porta a chiave e chiede una parola d’ordine per entrare. In quei giorni va al cinema, lo spettacolo è “Conan”, ma la sicurezza la accompagna fuori a causa del suo comportamento, che disturba gli altri spettatori.

In quei giorni Elisa chiama regolarmente a casa, e il 31 gennaio sarebbe dovuta partire per Santa Cruz, sempre in California. Il 1° Febbraio a casa Lam non arriva nessuna telefonata. I genitori chiamano subito la polizia di Los Angeles, che si attiva con le ricerche. Gli agenti arrivano all’hotel, perquisiscono la stanza, fanno il giro del dedalo di corridoi prima solo con gli agenti e poi con i cani, raggiungono anche i sotterranei e il tetto ma niente, Elisa sembra svanita nel nulla.

Il 13 febbraio la polizia di Los Angeles pubblica l’ormai celebre video dell’ascensore, dove Elisa tiene un comportamento stranissimo. Nei due minuti e mezzo del filmato la ragazza sembra che prema tutti i pulsanti sul pannello, sbircia nel corridoio, quindi a un certo punto si allontana dall’ascensore mentre le porte rimangono aperte, sembra che si nasconda da qualcuno che la segue e la osserva, ma in realtà lì, oltre lei, non c’è nessuno.

Il video diventa subito virale. In 10 giorni fa 10 milioni di visualizzazioni sul sito cinese Youku, oggi ne ha fatte più di 40 milioni sui vari canali youtube che l’hanno pubblicato, e le ipotesi che vengono fatte nei commenti sono infinite. La prima: Elisa Lam sta cercando scappare da qualcuno che la sta inseguendo. Altri suggeriscono che sia drogata, e quando viene fuori il disturbo bipolare si ipotizza che sia in preda a un episodio psicotico.

Altri spettatori sostengono che il video sia stato manomesso prima di essere reso pubblico. Oltre all’oscuramento del timestamp che vediamo in nero in basso si dice che alcune parti siano state rallentate e quasi un minuto di filmato sia stato tagliato. Le ipotesi non trovano riscontro nella realtà, e probabilmente il minuto rimosso si è reso necessario per proteggere l’identità di qualcun altro che appare nel filmato e che nulla ha a che vedere con la morte di Elisa.

I dubbi però durano poco. Qualche giorno dopo la scomparsa di Elisa Lam gli ospiti dell’hotel iniziano a lamentarsi per la bassa pressione dell’acqua, per il sapore insolito di questa e qualcuno anche del suo colore nero, anche se io penso che questa non possa che essere una suggestione successiva e chissà quando viene fuori il particolare sull’acqua nera.

Passano 18 giorni dalla scomparsa e il tam tam mediatico, anche in televisione, è fortissimo. La svolta avviene la mattina del 19 febbraio quando Santiago Lopez, un addetto alla manutenzione dell’hotel, scopre il corpo di Elisa Lam in uno dei quattro serbatoi da 1.000 galloni (quasi 4.000 litri) che si trovano sul tetto e che forniscono acqua alle camere degli ospiti, a una cucina e a una caffetteria. Santiago apre il coperchio e vede il corpo della ragazza sdraiato a faccia in su nell’acqua. Il serbatoio viene svuotato e aperto perché il suo portello di manutenzione è troppo piccolo per consentire di rimuovere il corpo.

Il 21 febbraio il coroner di Los Angeles pubblica un documento in cui si dice che l’annegamento è stato accidentale, causato dal disturbo bipolare. Il rapporto completo del coroner viene pubblicato a giugno e spiega che il cadavere è stato trovato nudo, mentre in acqua galleggiavano abiti simili a quelli che indossava nel video dell’ascensore. Insieme a lei vengono ritrovati anche il suo orologio e la chiavi della stanza.

Il corpo di Elisa Lam è in avanzato stato di decomposizione e gonfio. Non ci sono prove di traumi fisici, violenza sessuale o tentativo di suicidio. I test tossicologici mostrano tracce coerenti con i farmaci soggetti a prescrizione trovati tra i suoi effetti personali, ma anche farmaci usati senza prescrizione medica come l’antidolorifico Sinutab e l’ibuprofene. Nel sangue è presente anche una piccolissima quantità di alcol (circa 0,02 g%), ma non ci sono tracce di sostanze stupefacenti. Gli esperti però rilevano che la concentrazione delle sostanze legate ai farmaci che le erano stati prescritti indica che stava assumendo farmaci insufficienti o che aveva proprio smesso di assumerli di recente.

La conclusione è chiara. Il 31 Gennaio Elisa è in preda a un episodio di attacco psicotico, è salita sul tetto e si è calata nel serbatoio dell’acqua pensando di essere al sicuro, poi è affogata. Ma a una prima occhiata ci sono elementi che non quadrano nella ricostruzione. La porta che conduce al tetto è chiusa a chiave, e il tentativo di forzarla avrebbe fatto scattare l’allarme. E poi il coperchio di quei serbatoi è grosso e pesante, si dice addirittura che sia fosse chiuso quando il corpo era stato trovato, come ha fatto quella ragazza gracile e in stato confusionario ad aprirlo e poi richiuderselo dietro?

Le risposte a questi dubbi, che sul web impazzano e diventano dei tormentoni virali, vengono tutte dalle indagini successive. Elisa è salita sul tetto utilizzando le scale antincendio, e il coperchio del serbatoio era aperto nel momento in cui si è calata all’interno ed è aperto nel momento in cui viene scoperto il corpo, quindi la notizia del coperchio chiuso era falsa. Inoltre salire sui serbatoi è semplice: c’è una scaletta che conduce alla sommità, Elisa si è sporta ed è caduta. Di più: le pillole presenti nel flacone dei farmaci sono troppe, Elisa non ne ha assunte a sufficienza, è andata in preda alla psicosi e il caso ha voluto che si sia infilata in una trappola mortale. Tutto il resto è speculazione e sensazionalismo, a mio parere dannoso perché svia il problema dal vero dramma che ha vissuto questa ragazza: la malattia mentale.

C’è un fatto però che davvero è misterioso, al di là del complottismo e delle ipotesi.

Dopo la morte di Elisa il suo blog Tumblr continua ad essere aggiornato. A febbraio ci sono tantissimi post, poi a marzo ce ne sono 4, ad aprile 3, a giugno 1 e a dicembre ancora un altro post. Chi li ha pubblicati? Com’è possibile che Elisa sia morta e il suo blog abbia continuato ad essere aggiornato per quasi un anno? Forse li aveva programmati prima del suo attacco di psicosi? Io a queste domande non ho risposta, fatemi sapere voi qui sotto nei commenti cosa ne pensate. L’unico indizio che posso lasciarvi è che il telefono della ragazza non è mai stato trovato.

Chiudo questo video con una nota finale.

Nel settembre 2013 i genitori de Elisa Lam hanno intentato una causa per omicidio colposo, sostenendo che l’hotel non aveva “ispezionato e ricercato i pericoli nell’hotel che presentavano un irragionevole rischio di pericolo per Elisa e altri ospiti dell’hotel”, chiedendo danni economici non quantificati e i costi della sepoltura. L’hotel si è difeso dicendo che non avrebbe potuto ragionevolmente prevedere che Elisa potesse entrare nei serbatoi dell’acqua. Nel 2015 la causa è stata definitivamente archiviata, l’hotel è incolpevole. Se nel film Dark Water c’è tutta una trama dietro la circostanza della bambina trovata nel serbatoio qui c’è solo tanta solitudine, depressione e malattia mentale. Nessun mistero.

A parte quel blog, Nouvelle Noveau, aggiornato continuativamente per quasi un anno dopo la sua morte. Ecco quello faccio fatica a spiegarmelo…


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