Lindisfarne è una piccola isola sulla costa nord-est dell’Inghilterra, nella regione di Northumberland, collegata alla terraferma mediante una strada che viene sommersa quotidianamente dalle maree, analogamente a quanto accade nel Passage du Gois in Francia. Lindisfarne è nota anche come “Holy Island” per la sua storia ultramillenaria, legata all’abbazia del 635 fondata dal santo Aidano di Lindisfarne, che ne segnò il destino nei secoli seguenti. L’isola divenne un centro monastico di un certo rilievo, sino all’invasione dei vichinghi, che fecero temporaneamente trasferire i monaci, ed al successivo intervento di Enrico VIII, che la trasformò definitivamente in una comunità di pescatori.

Oltre alle rovine archeologiche che si trovano sull’isola, e che comprendono l’abbazia e il castello, a Lindisfarne è presente una serie particolare di capanni per gli attrezzi, realizzati dai pescatori con la chiglia delle vecchie barche ormai inservibili. Nonostante oggi ci sembrino pittoreschi e affascinanti, il sistema usato dai pescatori era prima di tutto pratico, perché consentiva di riciclare prezioso legno altrimenti difficilmente recuperabile.

Oggi molti dei capanni sorgono sulle proprietà del National Trust inglese. Nel 2005 due di questi andarono perduti in un incendio, e altri vennero quindi ristrutturati e aperti al pubblico, trasformati in un’attrazione turistica unica al mondo.

Sotto, un capanno con il castello dell’isola sullo sfondo:

Sotto, il castello di Lindisfarne:

La strada che conduce all’isola, allagata per due volte al giorno:

La mappa di Holy Island:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...