Limitazioni sui bonus senza depositi e divieti pubblicitari: il gioco online Italia vs Svezia ai tempi del Covid

Durante il lockdown ognuno di noi ha gestito la tensione del momento in svariati modi: c’è chi ha rispolverato casa da cima a fondo più volte, chi ha impastato pizze come se non ci fosse un domani, chi cantava dai balconi. Queste situazioni hanno rappresentato l’immaginario collettivo sui media tradizionali, ma studi approfonditi hanno dimostrato che ci sono stati anche altri metodi per combattere lo stress di quei giorni: su tutti il gioco d’azzardo online.

Sono state molte le iniziative prese in considerazione dai vari paesi, dal divieto di qualunque tipo di promozione fino alla limitazione dei depositi sulle scommesse. Per maggiori informazioni sui bonus senza deposito, vi segnaliamo questo articolo di truffa.net.

In queste righe proveremo a valutare due metodi di approccio differenti al problema, fatti da due paesi profondamente diversi come Italia e Svezia.

Il caso italiano: blocchi e raggiri

Come accennato in precedenza, i numeri del gioco online durante il periodo del lockdown sono aumentati in maniera spaventosa. Secondo alcuni studi, nei soli mesi di marzo e aprile i conti di gioco d’azzardo online aperti sono aumentati dell’oltre il 35%, una percentuale impressionante se paragonata al breve lasso di tempo. Secondo gli addetti ai lavori, tuttavia, si trattava comunque di un percorso tracciato da tempo: il gioco online cresceva già da tempo in maniera esponenziale, e il lockdown ha solo dato un’accelerata verso quei numeri che sarebbero comunque stati raggiunti. Lo Stato italiano che misure ha adottato per contrastare il gioco online durante il lockdown? In realtà nessuna, o meglio non sono state adottate misure diverse rispetto a quanto non si faceva già prima dell’emergenza Covid-19.

Il primo passaggio è stato vietare qualsiasi forma pubblicitaria di sito di gioco online, sia sui canali tradizionali, sia via social (decreto legge n-87/18). Il problema è che si è comunque trovato altre strade, forse anche più efficaci, per veicolare il messaggio delle società di betting online. Sui social, ad esempio, molti influencer dicono la loro sui pronostici delle partite di Serie A in programma, sottolineando in maniera indiretta le quote più vantaggiose dei vari bookmaker. Alcune società calcistiche, addirittura, hanno il logo di siti di scommesse come main sponsor sulle maglie, aggirando in questo modo qualsiasi divieto.

L’AAMS, l’Agenzia di Dogana e Monopoli, da tempo effettua una battaglia feroce contro i siti di gioco online illegali: i siti web certificati sono solo quelli che possono esibire sulla propria home page il simbolo dell’agenzia. Inoltre, tutti i siti di scommesse online che non hanno il dominio che finisce con “.it” sono automaticamente oscurati dall’AAMS. Tuttavia, come quasi sempre capita nel nostro paese, fatta la legge trovato l’inganno: grazie a dei software VPN è possibile collegarsi in rete senza essere “beccati” dall’AAMS, e accedere quindi a siti web di scommesse online illegali o comunque non certificati.

Insomma, il caso italiano sembrerebbe di quelli in cui il legislatore applica restrizioni

tutto sommato morbide, che quindi sono facilmente aggirabili. Siamo però sicuri che con maggior severità le cose sarebbero andate diversamente? Vediamo cosa succede in Svezia per situazioni analoghe.

Il caso svedese: maggior controllo, danni più gravi

Al governo svedese va sicuramente riconosciuto il fatto di aver studiato per tempo il fenomeno dell’aumento delle scommesse online a seguito del lockdown. Per contrastare l’aumento delle giocate, tuttavia, a Stoccolma hanno deciso di apporre un limite di deposito di 5000 corone (circa 470 euro) a settimana. Tale misura, in effetti, ha prodotto un crollo delle giocate nei siti ufficiali di scommesse svedesi, con cali degli introiti anche superiori al 30%. Bene, la Svezia ancora una volta ha dimostrato di poter risolvere i problemi con soluzioni civili e intelligenti: giusto? Mica tanto. A sentire l’EGBA (acronimo di European Gaming Betting Association), la massima autorità europea sul gioco d’azzardo, la cura è stata peggio del male. Secondo alcune ricerche riportate dalla stessa EGBA, il limite di deposito non solo non ha portato in realtà alla diminuzione del gioco d’azzardo online, bensì ha spinto i giocatori svedesi versi siti di gioco illegali o comunque non riconosciuti dall’autorità finnica. Numeri alla mano, oltre il 40% dei giocatori d’azzardo svedesi si “diverte” su siti non inseriti nella giurisdizione della Svezia, e secondo la stessa Spelinspektionen (l’Agenzia di Dogane e Monopoli di Svezia, per intenderci), il limite di deposito ha inciso in maniera positiva solo sul 5% degli utenti.

A conti fatti, quindi, se l’Italia non ha ottenuto risultanti incoraggianti, la Svezia è riuscita a fare persino peggio. La realtà è che bisogna guidare con metodi culturali i giocatori verso il gioco responsabile, non con le restrizioni.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.