Quella dei Transformers è una mania che ha coinvolto milioni di appassionati di tutto il mondo ormai dagli anni ’80, da quando cioè Hasbro commercializzò la prima linea di giocattoli, nell’ormai lontano 1984. Da allora sono stati innumerevoli i cartoni animati ma sopratutto i film che hanno celebrato l’idea, con un pubblico che si è ampliato nel corso dei decenni. Fra gadget e giocattoli, non si contano più le linee di prodotto dedicate agli Autobot e ai Decepticon, incluse tutte le versioni videoludiche della serie. Quello che mancava però, era la realizzazione di un Transformers vero, un’auto in grado di trasformarsi in un robot e interagire con l’uomo.

Sembra incredibile ma, dalla Turchia e precisamente da Ankara, un team di 12 ingegneri ha aperto un’azienda chiamata Letrons, con il solo scopo di commercializzare dei transformers a grandezza naturale. I 12 ingegneri sono stati coadiuvati da un team di 4 meccanici, e hanno già dato vita ad ANTIMON, la vettura/transformers delle immagini. Il modello è chiaramente derivato da una BMW Serie 3, ed è in grado di viaggiare su strada con il motore elettrico e di trasformarsi in un gigantesco robot “verticale”.

Transformers-Letrons-1ANTIMON è il primo prodotto ad essere in vendita, ad un prezzo non specificato, ed è il “pilota” dell’intera Letrons. Se il progetto avrà successo, saranno infatti implementate nei robot la capacità di camminare con le gambe e molte altre funzioni tipiche dei Transformers Cinematografici. I modelli che sono stati per ora renderizzati a computer sono quattro, ma l’azienda turca sta ovviamente muovendosi in funzione delle richieste del mercato. L’auto, è bene specificarlo, non è guidabile internamente da un umano ma si pilota con un radiocomando, e il funzionamento è reso possibile da decine di motori elettrici.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...