Place Blanche, a Parigi, è una delle piccole piazze che si trovano lungo il Boulevard de Clichy, fra il 9° e il 18° arrondissement (quartieri parigini) e conduce a Montmartre. Durante la Comune di Parigi della primavera del 1871, questa fu una delle innumerevoli aree in cui vennero costruite delle barricate dai Comunisti per respingere le truppe di Versailles di Adolphe Thiers, mentre queste ultime tentavano di riconquistare la capitale.

Sulla piazza si trova il “mulino” più celebre al mondo, il Moulin Rouge, nel quale Louise Weber inventò il ballo del Can Can e che è stato oggetto di innumerevoli citazioni artistiche. Un particolare meno noto riguardo Place Blanche è legato al periodo degli anni ’50 e ’60, quando oltre agli avventori del Moulin Rouge la piazza vedeva la presenza di una folta comunità di transgender parigini, che qui si incontrava e trascorreva le proprie serate.

La storia di quegli anni, immediatamente seguenti alla Seconda Guerra Mondiale, è stata documentata dal fotografo Christer Strömholm nel suo libro “Les Amies de Place Blanche”, disponibile su Amazon, che racconta per immagini le vicende di questo gruppo di persone.

Le fotografie non riguardano solo la vita di strada delle “Amies”, ma anche la loro intimità, la versione più nascosta e romantica della loro esistenza.

Il fotografo ha il merito di aver documentato senza pregiudizio un fenomeno che, ormai oltre 60/70 anni fa, veniva visto con sdegno da una folta comunità di critici della società.

Originariamente pubblicato nel 1983, Les amies de Place Blanche portò a Strömholm un grande successo e un certo grado di notorietà. Le fotografie in bianco e nero fondono fotografia di strada e ritrattistica. Catturano una Parigi perduta, squallida ma elegante, sotterranea eppure accesa, in un periodo in cui il generale de Gaulle era al potere e impegnato a creare una Francia ultra conservatrice che riecheggiava dei suoi rigorosi valori cattolici. A tal fine, reintrodusse una legge da tempo dimenticata che permetteva allo stato di impadronirsi della proprietà dei terreni che venivano usati dalle prostitute.

Le ragazze immortalate da Strömholm venivano fotografate mentre lavoravano intorno alle strade adiacenti Place Blanche, mentre speravano di guadagnare il denaro necessario a recarsi a Casablanca per le costose operazioni chirurgiche che avrebbero completato la loro trasformazione di genere.

Molte di loro non riuscirono mai a realizzare il proprio sogno

Inizialmente Strömholm fu attratto dalla vivace vita notturna della zona: i peep shows, gli strip club, le prostitute e i loro papponi. Come i suoi soggetti lavorava durante la notte, stringendo amicizia e fotografando i protagonisti di quel luogo. Per un periodo, visse al quinto piano dell’Hôtel Chappe, dimora anche delle sei transessuali protagoniste del libro.

Come scrisse Christian Caujolle, il proprietario dell’agenzia di fotografia Vu a Parigi, Strömholm “condivideva con loro le colazioni del primo pomeriggio…li vedeva truccarsi e vestirsi, scendeva con loro in strada mentre sollecitavano i clienti“. Era una specie di reportage basato su fiducia e amicizia: “Tutti sapevano cosa stavo facendo“, scrisse Strömholm in seguito: “Non ho mai scattato foto rubate“.

Le transessuali di Place Blanche conducevano una vita dura, ma nelle fotografie si percepisce un cameratismo tra le “ragazze” e tra il fotografo e il proprio soggetto. Gina e Nana si atteggiano a star del cinema glamour, Martine come un’artista di circhi esotici e Jackie come qualcuno che avrebbe potuto facilmente uscire alla Factory di Andy Warhol a New York alla fine degli anni ’60.

Les amies de Place Blanche è, come scrisse Strömholm nella sua prefazione originale, un libro “sull’insicurezza…sull’umiliazione…sulla ricerca dell’identità personale e del diritto alla vita“. Questi temi non sono immediatamente evidenti in questi meravigliosi ritratti, che vengono percepiti per il fascino che si addice all’immagine esagerata dei loro soggetti, ma che nasconde i loro sogni e desideri spesso irrealizzabili.

Un libro riguardo il desiderio, un vero e proprio classico della fotografia europea del secondo dopoguerra

Les Amies de Place Blanche oggi non sono più fra noi, ma il loro ricordo echeggia ancora fra i ciottoli della piazza del Moulin Rouge.

Les Amies de Place Blanche#13:

Les Amies de Place Blanche#14:

Les Amies de Place Blanche#15:

Les Amies de Place Blanche#16:

Les Amies de Place Blanche#17:

Les Amies de Place Blanche#18:

Les Amies de Place Blanche#19:

Les Amies de Place Blanche#20:

Les Amies de Place Blanche#21:

Les Amies de Place Blanche#22:

Les Amies de Place Blanche#23:

Les Amies de Place Blanche#24:

Les Amies de Place Blanche#25:

Les Amies de Place Blanche#26:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...