LEGO: il Brevetto del Mattoncino che rivoluzionò il mondo dei Giocattoli

28 Luglio 1958. Una data come migliaia di altre nella storia, completamente sconosciuta ai più, ma che decretò l’ufficializzazione di un’era che avrebbe rivoluzionato il mondo dei giocattoli (e non solo): il brevetto del mattoncino LEGO. Depositato da Godtfred Kirk Christiansen (1920-1995), figlio di Ole Kirk Kristiansen (1891-1958), originale inventore della parola LEGO (leg godt in danese significa “gioca bene”), i mattoncini vennero brevettati praticamente identici all’attuale forma ancora in commercio, decisamente migliorati rispetto alle prove precedenti.

I mattoncini LEGO furono il frutto di anni di prove ed esperimenti con diversi tipi di giocattoli, tentativi con più o meno successo che, in un mondo che ancora doveva conoscere il concetto di “globalizzazione”, venivano spesso venduti alle famiglie danesi vicine alla fabbrica di Billund. Gli originali blocchi per le costruzioni si chiamavano in origine “Automatic Binding Bricks”, e furono commercializzati nel 1949. Per il concept iniziale fu preso a modello il “Kiddicraft”, un mattoncino simile brevettato dall’inglese Hilary Page, nel 1939.

Sotto, i Kiddicraft originali:

Gli “Automatic Binding Bricks”, divenuti LEGO Mursten (mattoncini LEGO) nel 1953, non riscossero inizialmente un successo mondiale. Il materiale di costruzione (Acetato di Cellulosa) non era ancora ben visto dai genitori, e la mancanza della parte centrale del pezzo odierna (i 3 tubi centrali nel pezzo da 8, ad esempio) rendeva le costruzioni con i mattoncini decisamente fragili.

Nel 1958 il mattoncino assunse una forma pressoché identica a quella attuale, che eliminava la scanalatura laterale (visibile nell’immagine sottostante) e guadagnava i tubi centrali interni al parallelepipedo, che aumentavano sensibilmente la resistenza delle costruzioni.

Nel corso del tempo i mattoncini hanno subito alcune modifiche, come visibile nell’immagine sottostante:

Nel 1963 il mattoncino LEGO divenne praticamente identico a quello attuale, con le scanalature interne centrali e di materiale ABS (acrilonitrile butadiene stirene), che consente ai pezzi di quegli anni, ancor oggi, di mantenere la stessa forma, colore e resistenza del primo giorno in cui furono realizzati.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...

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