In un’epoca dominata dall’ intelligenza artificiale e dalla tecnologia, parlare di educazione naturale può sembrare “antico”. In realtà, è profondamente attuale, perché le competenze fondamentali per la vita – le life skills – nascono dall’esperienza diretta, dal corpo, dai sensi e dalla relazione con l’ambiente. Educare significa promuovere uno sviluppo integrale e armonico della personalità. In chiave life skills, questo significa accompagnare il bambino verso un cammino graduale e prezioso, in grado di aiutarlo a sviluppare importanti competenze, ovvero:

  • Consapevolezza di sé
  • Autoregolazione emotiva
  • Pensiero critico
  • Problem solving
  • Creatività
  • Competenze relazionali
  • Autonomia decisionale
    La domanda, quindi, sorge spontanea: “Come attuare, in modo naturale e spontaneo, questo percorso?”. La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: parte tutto questo dall’ambiente.

L’ambiente, dunque, diventa un vero e proprio laboratorio di competenze.

Viviamo immersi in stimoli continui, soprattutto tecnologici. Tuttavia, molto spesso, trascuriamo gli stimoli naturali, quali uno stagno, un albero, la terra tra le mani, semi da osservare e manipolare. L’ambiente è un importante fattore educativo che influisce e determina la crescita di ciascun individuo. Stimolare l’apprendimento attraverso i sensi significa sostenere l’attenzione e la concentrazione, alimentare la curiosità attraverso l’esplorazione attiva e partecipe, imparare ad osservare e a gestire la frustrazione. Oggi si  acquistano oggetti “anti-stress” per rilassarci, ma il contatto autentico con materiali naturali svolge, da sempre, una funzione regolativa. Manipolare, travasare, toccare, ascoltare suoni naturali permette al bambino (e anche all’adulto) di sviluppare autocontrollo, calma e centratura.

Il tatto, in particolare, è un senso fondamentale per costruire competenze, poiché mette in relazione il nostro corpo con il mondo esterno. Grazie al tatto il bambino impara ad esplorare, a formulare ipotesi, verifica e valuta, scopre e compie collegamenti causa – effetto. Inoltre, parlando di life skills (ovvero quelle abilità cognitive, emotive e relazionali, definite dal’Organizzazione Mondiale della Sanità, che servono a ciascuno di noi per affrontare la quotidianità), il tatto attiva il pensiero scientifico di base, il coordinamento e la consapevolezza corporea, aiutano e sostengono il processo di problem solving esperienziale.

In altre parole, il tatto ci offre non solo nuove opportunità per conoscere il mondo e migliorare la nostra vita, ma ci permette di crescere e sviluppare nuove competenze. A sostegno di quanto emerso fino ad ora, ci aiuta il Metodo ACA®.

Il Metodo ACA si fonda su tre pilastri essenziali:

  • L’ Ascolto
  • La Comunicazione
  • L’Azione

Questi tre principi rappresentano tre grandi aree di life skills:

  • Ascolto:  empatia e consapevolezza emotiva
  • Comunicazione: abilità relazionali
  • Azione: iniziativa e responsabilità

Il gioco euristico e le competenze cognitive

Attraverso le cosiddette “piscine sensoriali” con materiali naturali (semi, farine, sabbia, acqua, conchiglie, strumenti per travasare), il bambino sviluppa:

  • Coordinazione occhio-mano
  • Orientamento spaziale
  • Comprensione di quantità, volume, peso
  • Connessione causa-effetto
  • Capacità di confronto
  • Autonomia decisionale

Il gioco euristico (dal greco “ho scoperto”) diventa così una vera palestra di sviluppare e sostenere la creatività, il pensiero critico, le capacità di scelta, la collaborazione in piccolo gruppo (il cosiddetto cooperatore learning), oltre che imparare a rispettare regole condivise.

Il Cubotto Sensoriale a Metodo ACA® : identità e autodeterminazione

Il “Cubotto sensoriale” rappresenta un’esperienza ad alto valore educativo.

Si tratta di un cubo con un foro attraverso cui il bambino esplora materiali diversi solo con il tatto. Questa semplice struttura attiva la curiosità, la memoria sensoriale, la capacità di previsione e impara a gestire l’incertezza.

In una prima fase, si propone un materiale alla volta: in questo modo, il bambino costruisce sicurezza, familiarità e fiducia. Nella seconda fase, invece, si introducono materiali misti: aumenta la complessità e si sviluppa la capacità di discriminazione, si attuano delle strategie di esplorazione e di flessibilità cognitiva.

Infine,  verso il termine dell’anno scolastico, ogni bambino crea il proprio cubotto personalizzato e motiva le proprie scelte.

Qui emergono in modo evidente la capacità argomentativa ed espressiva, il senso di consapevolezza e la consapevolezza del sé. Il bambino non è più solo esploratore: diventa autore del proprio percorso.

Life skills anche a casa

Queste attività non richiedono strumenti costosi. Richiedono solo organizzazione, tempo e presenza. Ebbene sottolineare quanto sia importante la costruzione della relazione affettiva e relazionale.

Riproporre esperienze sensoriali in famiglia significa:

  • rafforzare il legame genitore-figlio
  • Favorire il dialogo emotivo
  • Condividere ricordi e sensazioni
  • Costruire resilienza attraverso il gioco

Conclusione

L’educazione naturale non è un ritorno al passato, ma un investimento sul futuro. In un mondo che accelera, le life skills si costruiscono rallentando, toccando, osservando, sperimentando e scegliendo e questo ci fa riflettere, perché prima di diventare competenti nelle nuove tecnologie,  dobbiamo diventare competenti nella vita.

Per maggiori informazioni riguardanti il  Metodo ACA® consultare: http://associazione-aca.blogspot.com

Haidi Segrada

Haidi Segrada. È Esperta in glottodidattica infantile, counselor pedagogico e formatrice. Esperta in comunicazione pedagogica. Si occupa della supervisione pedagogica e didattica in diverse scuole e strutture educative, sia pubbliche che private. Ha maturato un’esperienza pluriventennale nel mondo della scuola ricoprendo diversi ruoli: docente, consulente, coordinatrice e direttrice. Professore associato presso UniCampus HETG.
E' autrice di testi psicopedagogici e didattici come: “Organizzare l’educazione – profili di metodo nella scuola dell’infanzia”, “La comunicazione empatica nella scuola dell’infanzia”, “Mi prenderò cura di te”, “James the storyteller” e “ACA, Ascolto, Comunicazione, Azione”, co - autrice del manuale universitario “La pratica psicopedagogica: dalle teorie all’intervento educativo” edito da Mimesis. Ha scritto, inoltre, il testo di storia della pedagogia: “Impronte di storia della pedagogia dal settecento ad oggi” e “STEAM per l’infanzia. Esperienze e proposte operative”
Autrice delle raccolte di poesie “Il Tramonto all’Alba” e “Con il vento nel cuore”.
Autrice per Vanilla Magazine. 
Formatore Docente e Progettista certificata AIF (Associazione Italiana Formatori) è ideatrice del Marchio “A.C.A” – Metodo educativo – pedagogico e didattico.
E’ Presidente dell’Associazione “ACA - educazione in rete”.

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