Anche se il diritto di voto per le donne ha una storia molto diversa in ogni paese del mondo, quando si parla di movimenti nati per ottenere questo diritto generalmente si pensa alle Suffragette britanniche, che peraltro erano divise in gruppi diversi, non concordi sul “come” arrivare all’obiettivo.

Emmeline Pankhurst, leader del WSPU, introdusse il motto “Fatti, non parole”

Certo è che le donne non hanno ottenuto il voto limitandosi a tenere cartelli di protesta in mano, in attesa che gli uomini glielo concedessero: le suffragette lottarono per strada, a volta anche in modo violento.

La chiesa di Santa Caterina, bruciata nel 1913

Le militanti più convinte rompevano le vetrine dei negozi, incendiavano edifici, e una volta tentarono di assassinare il primo ministro della Gran Bretagna.

Scontri con la polizia durante il “venerdì nero”, 1910

Queste guerrigliere appartenevano in gran parte al Women’s Social and Political Union – WSPU (Unione Sociale e Politica delle Donne), una delle principali organizzazioni nella lotta per il suffragio femminile, che chiedeva anche cambiamenti di tipo giuridico ed economico in favore delle donne, i cui diritti erano ben lontani dall’essere pari a quelli degli uomini.

Il Kew Garden Tea House, raso al suolo dalle suffragette

Nei decenni precedenti, le donne avevano tentato di ottenere i loro diritti in modo pacifico, ma nel 1903 qualcosa cambiò. In quell’anno Emmeline Pankhurst costituì il WSPU, che come motto aveva “Fatti, non parole”.

La casa di un deputato, incendiata nel 1913

In un primo momento, le appartenenti al movimento si limitavano a tenere comizi o ad “importunare” uomini politici.

Una suffragetta arrestata nel 1913

Solo poche erano realmente militanti, come Mary Leigh, che rompeva le vetrine dei negozi come forma di protesta. Ma non si limitò a questo: nel 1912, a Dublino, lanciò una scure contro il primo ministro Herbert Asquit, ma colpì invece il leader indipendentista irlandese che gli era al fianco, senza però ucciderlo. Mentre tutti la cercavano, lei andò al Royal Theatre, dove diede fuoco alle tende e fece esplodere alcune piccole bombe. Alla fine della giornata fu arrestata, imprigionata e condannata a cinque anni di lavori forzati.

Mary Leigh guida un gruppo di suffragette durante una parata, 1909

 
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Le suffragette cominciarono ad adottare tecniche di guerriglia urbana nel 1910, dopo una giornata passata alla storia come “venerdì nero”.

Una suffragetta arrestata davanti Buckingam Palace, 1914

Il Primo Ministro Asquit fece slittare la discussione sul Conciliaton Bill, che prevedeva l’estensione del diritto di voto alle donne, ma solo se in possesso di alcuni requisiti (età, censo, matrimonio).

Ada Wright fu brutalmente picchiata, durante il “venerdì nero”

Circa trecento donne si radunarono davanti al Parlamento per protestare, ma la polizia reagì in modo molto violento, picchiandole brutalmente, tanto che due di loro morirono a seguito delle ferite, e 115 furono arrestate.

Un gruppo di suffragette arrestate per aver cercato di prendere d’assalto la Camera dei Comuni, 1906

Da quel giorno, le suffragette alzarono il livello di lotta: oltre a rompere le vetrine dei negozi, davano fuoco alle case, solitamente a quelle di uomini politici, o ai club riservati ai soli uomini.

Londra, 1912

Centinaia di donne finirono in prigione durante gli anni delle battaglie per il voto; molte di loro, che per protesta facevano lo sciopero della fame, furono alimentate forzatamente tramite tubi passati attraverso il naso.

Alimentazione forzata di una suffragetta, 1911

Anche se una frangia del movimento continuò la lotta per il voto, con l’inizio della prima guerra mondiale le suffragette, in un certo senso, cessarono le ostilità. Nel 1918 fu approvata la legge per il diritto di voto ad un numero limitato di donne, e solo nel 1928 fu esteso a tutte.

Emmeline Pankhurst fa un comizio a Wall Street – New York, 1911

Emmeline Pankhurst viene arrestata nella sede del WSPU

Emmeline Pankhurst, trascinata via durante uno dei suoi tanti arresti – 1908

Quattro dati del suffragio femminile:

  • Il voto alle donne fu un diritto riconosciuto in Gran Bretagna nel 1918 a tutte le donne sposate e con più di 30 anni. Nel 1928 venne esteso a tutte le donne.
  • In Italia sarà necessario aspettare il 1946 per il suffragio femminile, e la prima elezione politica cui presero parte fu il Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica.
  • Il primo paese a riconoscere il suffragio femminile fu la Nuova Zelanda, nel 1893.
  • Lo stato di Città del Vaticano è l’unico al mondo a non riconoscere in nessun modo il suffragio femminile.
Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.