Il nome della città spagnola di Avila è indissolubilmente legato alla sua figlia più famosa, Santa Teresa di Gesù, monaca mistica che diede vita all’ordine delle Carmelitane Scalze, intorno alla metà del 1500.

Panorama notturno

Fonte immagine: Assunto Aloriel via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 2.5

In realtà Avila non è solo la città dove la Santa fondò il suo primo monastero (tra mille difficoltà e l’ostilità dei concittadini, sia laici sia religiosi), ma molto di più: nella sua lunga storia ha visto avvicendarsi fenici, greci, romani, e poi barbari cristianizzati, per finire con l’occupazione degli Arabi, nell’VIII secolo. Nei successivi 400 anni, i cristiani cercarono di riprendersi la città, e finalmente, nel 1088, Alfonso VI di Castiglia ci riuscì.

La Città Vecchia di Avila con le Mura medioevali

Fu suo genero, Raimondo di Borgogna, a rendere Avila una città magnifica e ricca, difesa da una cinta di mura (costruite tra l’XI e il XII secolo) dove si susseguono 87 torrette e 9 porte, in 2516 metri di grandiosa costruzione difensiva che ancora abbraccia completamente la città vecchia.

Furono splendidi e vivaci quei secoli tra l’XI e il XV, quando in quella città nel cuore della Spagna arrivarono genti diverse, che concorsero al benessere comune: cristiani che fino ad allora avevano vissuto in territori dominati dai musulmani (mozarabi), i “mori” che si erano convertiti con il battesimo, e poi ebrei che svilupparono commerci e scambi con tutta la Castiglia.

Fonte immagine: Pelayo2 via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Finché non arrivarono a governare l’intera Spagna Ferdinando II e Isabella, cattolicissimi sovrani che, cacciando ebrei e musulmani, diedero un duro colpo all’economia della città.

Tuttavia, fu proprio grazie a un rinnovato fervore religioso, intorno alla metà del 1500, che la città ricominciò a prosperare sia culturalmente sia economicamente. Avila vide sorgere chiese, conventi, chiostri, e poi anche l’Università, insieme a molte opere civili.

Porta di Alcázar

Tra periodi più o meno floridi, Avila ha mantenuto le sue magnifiche costruzioni medioevali, le imponenti mura e qualche tradizione legata alle “tre culture”, per ricordare quel periodo storico nel quale la convivenza pacifica tra ebrei, cristiani e musulmani era
“normalità”.

Dal 1985 il suo centro storico, con la cinta muraria, è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

Paradossalmente, il rischio più grosso, le storiche mura lo hanno corso alla fine del 19° secolo, quando qualche gruppo di intellettuali aveva proposto di abbatterle per consentire un moderno sviluppo urbano (com’era avvenuto in altre città europee). Solo una provvidenziale mancanza di fondi per affrontare la demolizione e la rimozione delle macerie ha salvato la città da un tale scempio…

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.