Un’intricata rete di cunicoli che si snodano attraverso una ex cava di marna, vicino a Maastricht (Olanda), nasconde un’inaspettata quanto sorprendente collezione di opere scolpite nella roccia calcarea. Ancora più sorprendente è scoprire che queste opere, che poco hanno a che fare con il cristianesimo, sono state realizzate da gesuiti, tanto che la cava si chiama Jezuïetenberg (grotte dei gesuiti).

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-18

I lunghi cunicoli, che scendono fino ad una profondità di 45 metri, furono scavati tra l’inizio del 1700 e il 1880 per estrarre la marna, materiale ampiamente utilizzato in edilizia.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-13

Già a partire dal 1860, gli allievi del collegio dei gesuiti di Maastricht avevano preso l’abitudine di utilizzare il mercoledì, giornata destinata allo svago, per sbizzarrirsi nella realizzazione, all’interno della cava, di incredibili opere d’arte, sia originali che copie di artisti famosi, tra cui Picasso e Rembrandt .

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-01

Foto#4:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-02

Questa tradizione si protrasse per cento anni: in questo arco di tempo gli allievi realizzarono oltre 400 opere d’arte, tra affreschi, disegni a carboncino e sculture a rilievo.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-04

Foto#5:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-05

Ci sono tori alati, una replica dell’Alhambra, un tempio indù, raffigurazioni di Cristo, ma anche di Buddha, la testa del faraone Ramsete II, e perfino Biancaneve con i sette nani…opere sorprendenti se si pensa che la missione principale della Compagnia di Gesù era l’evangelizzazione dei popoli non cristiani.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-14

La spiegazione potrebbe essere data da due circostanze: molti gesuiti erano missionari, quindi in contatto con altre culture e credo religiosi, mentre gli allievi, che provenivano da ogni parte del mondo, si portavano dietro le loro tradizioni.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-19

Foto#8:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-17

Inoltre, spiegano le guide delle Jezuïetenberg, i gesuiti erano di larghe vedute…Tuttavia, visitando le cave, rimane la strana sensazione di percorrere una strada che non conduce verso il cristianesimo.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-11

Foto#10:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-16

Foto#11:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-15

Foto#12:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-08

Durante la seconda guerra mondiale, il collegio dei gesuiti fu requisito dai tedeschi che, dal marzo del 1944, proibirono anche l’ingresso alle grotte; solo dalla metà del 1945 la cava fu riaperta.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-06

Foto#14:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-09

Nel 1968, quando i gesuiti lasciarono Maastricht, la conservazione e tutela della ex-cava e delle opere contenute, è divenuta di competenza della Fondazione Jezuitenberg, a cui occorre fare riferimento per poter visitare le grotte, che dal 1966 sono state dichiarate monumento nazionale dei Paesi Bassi.

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-12

Foto#16:

le-grotte-dei-gesuiti-a-maastricht-03

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.