Dopo aver apprezzato le strade del vino del Nord e del Centro Italia, l’articolo seguente attraversa le splendide regioni del mezzogiorno che più si dedicano alla coltivazione ed alla produzione di vino. Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna sono le mete dei viaggiatori che vogliano apprezzare appieno gusti e sapori di terre che sin dai tempi antichi hanno fatto della produzione vitivinicola una delle proprie peculiarità.

Basilicata

Nella regione c’è un’unica strada del vino: Strada del vino Aglianico del Vulture. Essa attraversa luoghi dove la bellezza della natura si unisce al fascino della storia. Questa terra vanta una tradizione vitivinicola che risale ai Greci, poi portata avanti da coloni di origine albanese. Nel paese di Barile, le grotte scavate nel massiccio tufaceo da questi coloni, sono ancora oggi adibite alla conservazione del vino Aglianico. Altri luoghi, come Melfi, conservano le testimonianze della dominazione Svevo-Normanna. Poi ci sono paesi che vantano resti romani molto importanti, come  Venosa,  dove è visitabile un parco archeologico. Poi Matera, i cui famosi “Sassi” sono stati abitati con continuità dalla preistoria fino agli anni ’50 del XX secolo. Mescolate alle grotte di abitazione, si trovano quelle adibite alla preparazione del vino, dalla pigiatura fino alla mescita. L’Aglianico è un vino rosso che dal 2010 ha ottenuto la DOCG.

Puglia

La regione può essere considerata un po’ il “vigneto d’Italia”. Già in periodo romano, i vini qui prodotti erano considerati  di qualità superiore, e comunque i vigneti pugliesi sono sempre stati una riserva di uva da taglio per molti vini. La Puglia può contare nove strade del vino, tra le più interessanti troviamo la Strada del Vino Vigna del Sole, che percorre il Salento, dove la vite è stata coltivata fin dall’antichità. Sempre in Salento c’è La Strada del vino del Salento, che percorre la parte meridionale della Puglia. Qui viene prodotto  l’Aleatico di Puglia, che è uno straordinario vino dolce naturale, che risale a tempi remoti.

L’Appia dei vini Doc percorre il territorio tra Brindisi e Ostuni, che gli antichi Greci chiamavano Enotria, terra del vino. Qui vengono coltivati vitigni autoctoni molto robusti, da cui sono prodotti il Negroamaro, il Primitivo e la Malvasia Nera. Una curiosità riguarda proprio l’etimologia del nome Negroamaro, e testimonia quanto sia antico il vitigno. Risale infatti al periodo della Magna Grecia, ed è composto da due termini con lo stesso significato: la parola nero, che in latino è niger, e in greco è  maru. Nella zona di Taranto troviamo la Strada dei vini Doc Primitivo di Manduria e Lizzano. Il vitigno autoctono del Primitivo ha una maturazione precoce, che già ad agosto consente la vendemmia, e il nome è dovuto proprio a questa sua particolarità.

Campania

Sono sette le strade del vino che si possono percorrere in Campania, dalla penisola sorrentina alla costiera amalfitana, dall’Irpinia al Cilento, dal Casertano  ai Campi Flegrei fino al Sannio beneventano. E proprio quest’ultima zona, attraversata dalla Strada dei Vini e dei Prodotti tipici Terre dei Sanniti, vanta una produzione vinicola pari al 40% della produzione dell’intera regione. Tra gli altri qui si produce l’Aglianico del Tabruno Doc. La strada dei Vini e dei sapori d’Irpinia ci porta in un territorio che vanta prodotti di eccellenza, come l’Aglianico di Taurasi, che è stato il primo vino rosso del sud Italia ad ottenere la Docg, e poi il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo, vini bianchi che non hanno bisogno di presentazione e sono sicuramente fra i migliori vini italiani.

Sicilia

In Sicilia si possono percorrere sette itinerari: la strada dell’Alcamo Doc, del Marsala e Moscato di Pantelleria, dell’Insolia o Ansonica, del Nero d’Avola e del Cerasuolo di Vittoria, del Moscato di Noto e Moscato di Siracusa, del vino dell’Etna, della Malvasia delle Lipari. Ognuno di questi itinerari ci porta attraverso una terra che regala sapori, profumi, sensazioni che difficilmente si dimenticheranno. Le bellezze naturali, il succedersi di innumerevoli dominazioni, che hanno lasciato  ciascuna un segno indelebile, la ricchezza della sua cucina, che porta anch’essa le tracce dei popoli che vi sono passati, fanno di un viaggio enogastronomico in Sicilia un’esperienza di vita.

Ricordiamo Marsala, che porta un nome di origine araba, ma fu fondata dai fenici. Erice, che ha conservato il suo aspetto medioevale. Mazara del Vallo, fondata dagli arabi, tuttora mantiene  nelle sua zona antica, che ricorda una casbah, l’impronta dei suoi fondatori.  Noto, regina del barocco siciliano, e così ogni altra località ci trasporta in un viaggio attraverso tempi e culture lontane.

Sardegna

Molti sono i vini di pregio prodotti in Sardegna, e i vitigni sono diffusi in tutta l’isola. Tra i vini più rinomati, ricordiamo il Cannonau Doc, rosso forte e deciso, il Vermentino di Sardegna Doc, il Moscato Doc, il Monica Doc. Tra le sei strade del vino che si possono percorrere in Sardegna, una delle più affascinanti è la Strada del Vino di Ogliastra e Barbagia. Questo è il territorio più vero e selvaggio della regione, che va dal mare di Arbatax fino alla Barbagia: qui troviamo un paesaggio aspro e affascinante, con rocce di porfido rosso, ma anche ricco di pascoli, uliveti e vigneti. L’itinerario ci porta alle pendici del Gennargentu, si inerpica nel Supramonte, e attraversa piccoli paesi dove tradizioni arcaiche sono ancora vive.

La  Gallura, zona turistica per eccellenza,  è attraversata dalla Strada del Vino di Gallura e Anglona. L’itinerario tocca località conosciute dal turismo internazionale, e anche l’entroterra dove più è diffusa la viticoltura, fino alla regione dell’Anglona, nel golfo dell’Asinara, bellissima, ricca di vegetazione, con i resti di antiche foreste pietrificate. Nel sud dell’isola si può scegliere tra la Strada del vino del Sulcis, La strada del vino del Campidano di Cagliari Sarrabus e Trexenta, e per degustare la Vernaccia di Oristano, si può percorrere la Strada del Vino Campidano di Oristano, del Sinis e dei Colli di Arborea.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.