Rosa (1866-1951) e Carolina Agazzi (1870-1945), note come “le sorelle Agazzi”, hanno decisamente cambiato l’idea di scuola, sia in Italia che all’estero. Rosa e Carolina hanno coniato il termine “Scuola materna” nel 1895. Oggi, dopo trent’anni dagli orientamenti pedagogici del 1991, nonostante le indicazioni ministeriali definiscano Scuola dell’infanzia il periodo di frequenza in una struttura educativa dai 3 ai 6 anni, è universalmente accettato e maggiormente utilizzato il termine “Scuola materna”, il quale resiste al tempo, alle mode e alle nuove indicazioni, appunto. Non dimentichiamo, inoltre, che Il termine “scuola materna” verrà ripreso nel 1968 con la legge n°444, che istituirà le scuole di Stato per l’infanzia.

L’attività di Rosa e Carolina ha inizio a Nave, nei pressi di Brescia, tra il 1889 e il 1890. Le due sorelle, dopo aver compiuto gli studi magistrali, danno inizio alla loro pedagogia fondata su cose semplici ed efficaci. A Rosa sono affidati gli alunni della scuola elementare, a Carolina quelli più piccoli dell’”asilo”, per usare un termine antico…

Lo scenario socio culturale dell’epoca non è dei più semplici. La popolazione non può certo definirsi colta; appare, invece, dedita al lavoro piuttosto che all’educazione. Le prime aule sono stalle con arredi e materiali scolastici inadeguati ed improvvisati. Nonostante la situazione, le due insegnanti non si danno per vinte, anzi, iniziano quella che oggi definiremmo “mission”. Nel 1895 Rosa e Carolina si trovano a Mompiano dove creano una scuola materna coerente con il loro Metodo. Al centro di ogni fare e agire c’è sempre il bambino; il metodo diviene il percorso principale dell’apprendimento. L’insegnante viene denominata educatrice ed agisce indirettamente: pur rispettando la spontaneità del bambino, organizza e predispone ambienti e situazioni. L’educatrice deve poter favorire le esperienze in modo tale che il bambino apprenda in maniera diretta e spontanea.

Ma quali sono i fondamenti del pensiero di Rosa e Carolina? Quali sono i principi e le attività di questo Metodo?

  • Attività di vita pratica. Riguardano il giardinaggio e le attività quotidiane, con particolare attenzione all’igiene e all’ordine. L’idea è di sensibilizzare il bambino alla bellezza e all’armonia.
  • Educazione estetica. Sviluppare il senso estetico è molto importante nelle attività quotidiane: dal disegno alla drammatizzazione allo sviluppo del linguaggio parlato. Il bambino, sviluppando senso critico ed estetico, potrà interiorizzare autonomia e fiducia nelle proprie capacità.
  • Educazione sensoriale. Ordinare per colore, materia e forma gli oggetti raccolti aiuta a scoprire somiglianze e corrispondenze, per sviluppare curiosità, capacità linguistiche e di confronto.
  • Educazione al canto. Questa attività riveste una notevole importanza nello sviluppo del bambino. Viene inteso come apprendimento spontaneo, aiuto a liberarsi e a rendere il piccolo allievo più sereno.
  • Istruzione intellettuale. Potremmo sintetizzare questo princìpio con “esplorazione del mondo” per favorire la ricezione naturale di concetti e messaggi.
  • Educazione del sentimento. Lo scopo è quello di sviluppare il senso morale e religioso contro ogni forma di aggressività.

I princìpi pedagogici delle sorelle Agazzi vengono sintetizzati in diversi testi che circolarono in Italia e, in seguito, anche in Europa: dal primo libro “La lingua parlata” del 1898 a “Bimbi cantate!” del 1911, agli ultimi testi “Guida delle educatrici dell’infanzia” del 1929 e “Note di critica didattica” del 1942. Rosa e Carolina continuarono la loro importante opera divulgativa anche dopo il primo conflitto mondiale, conducendo corsi di formazione ed aggiornamento per il personale scolastico. Grazie a Rosa e Carolina Agazzi, la pedagogia dedicata alla prima infanzia è cambiata radicalmente; ne è la prova il fatto che, a distanza di decenni, i loro princìpi resistano e siano ancora seguiti da educatrici di tutto il mondo.

Haidi Segrada
Haidi Segrada

Haidi Segrada è esperta in glottodidattica infantile, formatrice e docente a contratto all’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito dei corsi CIM (Comunicare e Interagire con i Minori). Direttrice di Scuola dell’Infanzia, è autrice di diversi testi a carattere pedagogico- didattico e ideatrice del Metodo educativo-pedagogico per bambini dai 2 ai 6 anni “A.C.A. – Ascolto, Comunicazione, Azione”.