L’Antartide è il continente più meridionale della terra ed ufficialmente è considerato un deserto, il più grande deserto del mondo. Anche in questo brullo territorio pervaso dai ghiacci, gli esploratori e gli scienziati che hanno sfidato il più duro dei climi possibili sono riusciti a dedicare un po’ dei loro sforzi alla spiritualità: esistono almeno sette chiese usate per le pratiche religiose in Antartide, che costituiscono i luoghi di culto più meridionali del globo.

1. Cappella delle Nevi

Le 7 chiese dell'Antartide 11Fonte immagine: Alan Light via Wikipedia – licenza CC BY 2.0

Costruita per una stazione scientifica americana sull’isola di Ross, questa non è una chiesa fortunata. Nonostante sia stata edificata in un territorio isolato, è stata distrutta due volte a causa degli incendi. La chiesa originaria fu devastata da un’esplosione iniziata nella sala caldaie, mentre quella ricostruita successivamente, in stato di abbandono da diversi anni, prese fuoco durante una forte tempesta.

La chiesa attuale, costruita anche dai residenti stagionali della stazione, è decorata con vetrate colorate che rappresentano l’Antartide stesso. Durante l’inverno la stazione ospita circa 200 persone, mentre in estate a volte ce ne possono essere anche 1.000. La chiesa, non confessionale, fa del suo meglio per soddisfare i fedeli di tutte le religioni, e Padre Michael Smith ha officiato, fra gli altri, riti buddisti e cerimonie Bahai.

Le 7 chiese dell'Antartide 17Fonte immagine: Tsy1980 via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

2. Cappella della Trinità

Immagine di SnowSwan via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Questa chiesa ortodossa fu costruita in Russia nel 1990, con pino siberiano, e poi trasportata su una nave da approvvigionamento fino alla stazione antartica russa di Bellingshausen, sull’Isola King George. Inizialmente fu tenuta attiva da due monaci di un monastero russo, che prestarono volontariamente il loro servizio per un anno intero. Da allora sono stati numerosi i religiosi che si sono alternati nell’officiare i riti della piccola cappella.

Le 7 chiese dell'Antartide 19Fonte immagine: J. L. Boka via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Sfidando il potere distruttivo dei venti polari, la struttura in legno con incisioni in cirillico si innalza per ben 15 metri. La Chiesa ortodossa può ospitare fino a 30 fedeli, e soddisfa le necessità spirituali del personale delle basi vicine: una russa, una polacca, una cilena e una coreana. Alcune funzioni vengono addirittura celebrate in spagnolo.

Immagine di J.L. Boka condivisa con licenza Creative Commons 3.0

Tra i doveri dei sacerdoti ci sono anche le preghiere per le anime dei 64 russi che hanno perso la vita in varie spedizioni. Anche se raramente la chiesa si riempie, una volta è stata celebrata una cerimonia di nozze tra ricercatori russi e cileni, e perfino un battesimo.

3. La “Grotta di ghiaccio” cappella cattolica alla Base Belgrano II

Immagine via Wikipedia condivisa con licenza CC BY 2.5 ar

Questa piccola cappella, ricavata in una grotta di ghiaccio, è il luogo di culto più a sud del mondo. E’ una chiesa cattolica che rimane aperta in modo permanente durante tutto l’anno, presso la stazione di ricerca scientifica argentina, fondata nel 1955 sulla Coat’s Island, dove sia il giorno che la notte sono lunghi quattro mesi, e il cielo notturno si ammanta spesso dei colori dell’aurora australe.

4. Cappella San Francisco de Asis

La Stazione Base Esperanza, una delle tredici basi di ricerca argentine in Antartide, è considerata dagli argentini la loro “città” più meridionale (anche se somiglia di più ad una frazione).

Fonte immagine: Michelle Maria via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Oltre alla chiesa, nella base c’è una scuola permanente con i propri insegnanti, un museo, un bar e un ospedale dove sono nati numerosi argentini.

Fonte immagine: Andrew Shiva via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

E’ chiaramente importante per i ricercatori avere un luogo di culto appropriato durante la loro permanenza in Antartide, ma non disdegnano nemmeno di avere un loro casinò, che serve anche come centro della comunità.

5. Cappella S. Ivan Rilski, Isola Livingston

Le 7 chiese dell'Antartide 14Fonte immagine: Apcbg via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

Abbracciata da un muro di cinta di neve, questa è la chiesa della base bulgara St. Kliment Ohridski, fondata nel 1988 da un team bulgaro di quattro membri.

Nonostante le ridottissime dimensioni, la cappella è dotata di una campana che fu donata dall’ex vice primo ministro della Bulgaria, che qui lavorò come medico alla base bulgara negli anni 1993-1994.

Le 7 chiese dell'Antartide 09Immagine di SnowSwan pubblicata con licenza Creative Commons 3.0

6. Cappella di Santa Maria Reina de la Paz

Fonte immagine: Witli de Pencopolis via Wikimedia Commons – Licenza CC BY-SA 3.0

Probabilmente questa è una delle poche chiese al mondo ricavata in un container. L’insolito luogo di culto serve il più grande insediamento civile in Antartide, che conta una popolazione estiva di 120 persone e una invernale di 80. Situata presso la base militare cilena dell’isola King George, a Villa las Estrellas vivono diverse famiglie con bambini, che risiedono lì per un massimo di due anni alla volta. Le cerimonie religiose vengono celebrate da un diacono che vive nella base. La cittadina ha anche una scuola, un ostello, un ufficio postale e una banca.

7. Cappella cattolica della Santisima Virgen de Lujan alla Base Marambio

Immagine condivisa via Wikipedia con licenza CC BY 2.5 ar

Padre Nicholas Daniel Julian sembra certo di aver fatto un buon lavoro: ha aiutato a costruire la chiesa presso la stazione permanente, considerata la base più importante dell’Argentina nel continente. Al momento della sua costruzione è stato il primo campo di volo in Antartide, ed è ancora uno di quelli più frequentemente utilizzati per la sua idoneità all’atterraggio su ruote, tanto da esser chiamato “La porta d’ingresso dell’Antartide”.

Un velivolo alla Base Marambio – 1988

Immagine di pubblico dominio

 

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.