Il fondale delle acque del Mediterraneo si trasforma in una galleria d’arte temporanea, grazie alle sculture in materiale riciclato create da Forlane 6 Studio. La coppia francese, composta dall’artista ed istruttrice subacquea Hortense Le Calvez e dal compagno e marinaio Mathieu Goussin, vive solcando le onde sulla barca Forlane 6 e da vita, dal 2009, ad opere pensate esclusivamente per un ambiente unico come quello sottomarino.

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Ispirandosi al lavoro di due grandi artisti come Roman Singer e Susanna Majuri, essi hanno saputo sfruttare un nuovo spazio per creare un modo innovativo di esperire l’arte, convinti del fatto che l’ambiente acquatico fosse il luogo ideale per esporre oggetti: sott’acqua ci si distacca dalle persone, riuscendo a concentrarsi sui residui abbandonati e la spazzatura prodotta dal consumo quotidiano.

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L’immensa quantità di rifiuti che siamo soliti vedere nei nostri fiumi e nei nostri mari riescono qui a tramutarsi in opere d’arte organiche che sembrano possedere una vita propria: una volta installati, infatti, sono totalmente lasciati in balia del mare che definisce la loro essenza e presenza. Inizialmente venivano utilizzati oggetti trovati nello studio (ossia sulla barca) ed erano per lo più abiti, ma con il tempo la gamma è stata ampliata con materiali di recupero provenienti dalla terraferma (sedie, elettrodomestici,..).

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L’unicità e la forza di queste opere sono dovute, innanzitutto, allo studio approfondito che viene fatto nella prima fase di progettazione: solo dopo mesi di schizzi e prove, la coppia riesce ad ottenere un risultato che permetta di poter sfruttare nel migliore dei modi i numerosi fattori che entrano in gioco come la galleggiabilità, le correnti o la luce naturale.

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La particolarità di questi interventi e la vita nomade condotta dal duo hanno fatto sì che venissero scelti dal regista Michele Di Salle per partecipare ad “I AM”, un documentario seriale prodotto da Hullabaloop e Limited Music Trade S.r.l. con la coproduzione di Federico Di Giambattista, in collaborazione con Sky Arte HD e con il Patrocinio della Triennale di Milano Design Museum.

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In ogni episodio di 25 minuti vengono raccontate le storie di artisti o collettivi che devono presentare “una forte connotazione dell’identità e la consapevolezza delle proprie esperienze, perché è importante difenderla in un mondo globalizzato che tende a omogeneizzare”. Lo scenario riportato dalle foto scattate in occasione delle diverse esposizioni e il documentario vogliono sensibilizzare riguardo le condizioni in cui sono ridotti i fondali, tanto che la puntata è stata proiettata all’ultima Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21) organizzata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

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Fonti: ArteMagazine, Huffington Post, Forlane 6 Studio.

Cristina Bargna
Cristina Bargna

Junior industrial designer ossessionata dagli oggetti e dalla loro storia. Dopo anni da pendolare tra Como e il Politecnico di Milano sono partita per Venezia. Otto mesi per imparare come non perdermi tra le calli e vivere la mia passione per le arti visive. Riempio agende con parole o disegni per paura di dimenticare. Conservo dettagli, biglietti di treni, concerti, musei e faccio fotografie con la macchina usa e getta per non poter controllare il risultato. Uso la penna per scrivere immagini e per cercare di capire cosa voglio fare da grande. Adoro i colori primari, le poesie di Wislawa Szymborska e i film di Wes Anderson.