Le “Rughe della città” di Istanbul: suggestivi ritratti di anziani sui muri della metropoli

JR è probabilmente uno dei più noti artisti di strada al mondo, e nel proprio sito web afferma come la sua sia la più amplia galleria d’arte del pianeta. La strada è la tela sulla quale dipinge le proprie opere, e i passanti sono gli spettatori, consapevoli o meno, dei suoi quadri più personali. L’artista è riuscito in imprese considerate impossibili: per la grande opera “Face 2 Face” ha realizzato enormi i ritratti di israeliani e palestinesi posti faccia a faccia, in otto città delle due fazioni divise dalla guerra.

Il progetto delle immagini di questa galleria comincia nel 2008, e da allora si è sviluppato attraverso i muri di diverse città del mondo, da Cartagena in Spagna a Shangai in Cina, da Los Angeles negli USA sino ad Istanbul in Turchia. “Le rughe della città” vuole mostrare il cambiamento e la storia della metropoli attraverso i ritratti dei suoi abitanti, memoria fisica del trascorrere del tempo.

L’ultima città in cui ha realizzato questo progetto è stata Istanbul (con le fotografie delle immagini). JR ha lasciato il suo segno inconfondibile sui muri e i sui tetti di 15 diversi edifici della antica città turca.

I suggestivi ritratti di questi uomini e donne di una generazione ormai al tramonto, dovrebbero, secondo l’artista, far riflettere sui cambiamenti della metropoli.

“Rughe sulla città” scrive JR ” é un progetto che dipinge un quadro del ventesimo secolo, esplorando la vita di coloro che sono testimoni di come le loro città siano state segnate dal corso della storia, la crescita economica e i cambiamenti socio-culturali. L’obiettivo era quello di raccontare simbolicamente le storie personali di persone anziane sulle mura della loro città, in modo che tutti gli abitanti si confrontino con le rughe e le storie dei propri vecchi”.

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.