Che la pizza sia originaria della zona di Napoli forse è un fatto conosciuto a tutti, ma che sia stata Tramonti a renderla un piatto famoso in tutto il nord Italia (e probabilmente anche al di fuori), è un particolare molto meno noto.

Sotto, Tramonti, fotografia di Antonio Salsano, fonte Flickr:

Tramonti è un paese situato sulle colline della Costiera Amalfitana, e un tempo basava la propria economia prettamente sull’agricoltura e la pastorizia. Da sempre in questa zona esistono attività specifiche per la lavorazione del latte, la produzione del formaggio e nello specifico la produzione di mozzarelle. Nell’Ottocento le mozzarelle di Tramonti arrivarono fino a Napoli, e nel Novecento le pizzerie più note di Napoli si rifornivano dai caseifici di Tramonti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Luigi Giordano da Tramonti era stato trasferito a Loreto in provincia di Novara, per la leva militare. In quel periodo Luigi si accorse che a Novara non conoscevano la mozzarella, e non la conoscevano perché non esistevano pizzerie. Dopo l’armistizio dell’8 Settembre del 1943 si rifugiò tra le colline di Oleggio e, avendo vissuto a lungo nella zona, osservò che di latte ce n’era in abbondanza, e che il contesto era perfetto per ospitare un caseificio e produrre mozzarella.

Rientrato a Tramonti, Luigi, conosciuto anche come Giggino “a Casettara”, riuscì a convincere un gruppo di amici ad emigrare verso nord, nello specifico a Loreto, e iniziare a produrre mozzarella da distribuire nei paesi vicini.

Sotto, Amedeo Giordano (fratello di Luigi) con la Moglie:

Nel frattempo altre persone da Tramonti, tra cui Vittorio Macchiarola, si trasferirono a nord, in questo caso in Lombardia, e aprirono a Bergamo il loro primo caseificio. Si instaurano così i primi rapporti tra Luigi e Vittorio, dove il primo si servì dell’altro per consegnare la propria mozzarella sino a Milano.

Con il passare del tempo, il gruppo di amici di Luigi si accorse che il commercio della mozzarella era difficilissimo. I tempi erano duri, il miracolo economico italiano ancora lontano, e decisero di tornare al paese di origine. Luigi però non si arrese, rimanendo a lavorare al suo “Caseificio Giordano”, pur con poco profitto. L’intuizione arrivò un giorno, quasi per caso, quando capì che l’unico modo di commerciare la mozzarella, in Nord Italia, era quello di venderla per la produzione della Pizza.

Luigi però non era un pizzaiolo, competenza base per aprire una pizzeria. Si mise quindi in contatto con Vittorio Macchiarola e con lui aprì, a Novara, la prima pizzeria: “A’ Marechiaro” nel 1953, dal nome del celebre piccolo borgo del quartiere Posillipo a Napoli, che è ancor oggi aperta.

Da quel momento in poi Luigi Giordano iniziò ad aprire una pizzeria dopo l’altra, impiegando amici e parenti pizzaioli, con un’unica clausola: si sarebbero dovuti rifornire soltanto al suo caseificio. Nei 15 anni successivi Luigi fu coinvolto nell’apertura di oltre 90 pizzerie, con il suo soprannome che divenne Giggino “O Miliardario”.

I 50 anni successivi videro un susseguirsi di pizzaioli che da Tramonti si trasferirono al Nord per aprire pizzerie. La prassi era sempre la stessa, una famiglia si insediava in un luogo e si dedicava all’apertura di più pizzerie, per poi cederne ai familiari la gestione, creando una crescita a catena familiare. Allo stesso modo i pizzaioli di Tramonti riuscirono ad aprire locali anche all’estero, durante i fenomeni migratori italiani, avviando attività dalla Germania agli Stati Uniti d’America.

Attualmente a Novara la pizzeria “A’ Marechiaro”  è ancora aperta, e si trova proprio nel centro della città in piazza delle Erbe, mentre ad Oleggio il “Caseificio Giordano”, dopo essere passato dalle mani di Amedeo, fratello di Luigi, è sotto la direzione del figlio di Amedeo, che si chiama Luigi anche lui. Vanta una buonissima produzione di mozzarella, ovviamente sempre realizzata nel rispetto della tradizione casearia originale, e recentemente ha avviato anche la produzione di mozzarella a base di latte di bufala, proveniente da allevamenti locali.

Sotto, il Google Maps di Tramonti:

Anna Maria Fabbri
Anna Maria Fabbri

Il mio è un viaggio eno-gastronomico, che mi ha portato a dividere la tavola con estranei di tutta Italia, un guanto di sfida nei confronti del mio rapporto con il cibo. E’ nato così "To the Roots", esperienza che nasce dalla condivisione della tavola ma che va molto oltre. In questi anni ho mangiato molte più storie di quanti piatti abbia effettivamente assaggiato. Incontrarsi a tavola è diventato così lo spunto per condividere poi tutt’altro.