I giganteschi animali che popolavano la terra prima della comparsa dell’homo sapiens hanno lasciato numerose testimonianze della loro presenza, oltre a scheletri e ossa fossilizzate. Alcuni di loro hanno scavato lunghe gallerie, che sono state individuate solo nell’ultimo decennio in Sud America, ed in particolare in Brasile, grandi abbastanza per far passare un uomo in posizione eretta.

Le gallerie non si sono formate grazie a qualche processo geologico, ma furono scavate dalla forza di giganteschi artigli, forse appartenenti ad una specie estinta di bradipo gigante, il Megatherium.

Questi incredibili tunnel, chiamati in portoghese ‘paleotoca’, sono stati identificati da diversi ricercatori, primi fra tutti Heinrich Frank e Amilcar Adamy. Dopo di loro, sono stati portati avanti molti studi scientifici, nell’intento di spiegare la tecnica di queste opere di ingegneria animale, che potrebbero fornire molte indicazioni sui grandi animali preistorici, e dare ai paleontologi qualche indizio sulla loro vita e sui loro comportamenti sociali.

Fino ai primi anni 2000 si sapeva pochissimo di queste gallerie, anche se in realtà ne erano state scoperte alcune, nel 1920, in Argentina. Il professor Frank, dell’Università Federale di Rio Grande do Sul, ne scoprì casualmente una in un cantiere della città di Novo Hamburgo. Da allora, ne sono state trovate oltre 1500, nel solo stato del Rio Grande do Sul, in Brasile.

Queste enormi tane variano molto per dimensioni e complessità: alcune sono costituite da un solo tunnel, mentre altre arrivano a contare 25 gallerie nello stesso complesso, che possono estendersi fino a 100 metri di lunghezza e 4 di larghezza.

Per creare una tana tanto grande, i pazienti bradipi preistorici dovettero asportare circa 4000 tonnellate di terra e rocce dall’interno della collina, lavoro che evidentemente non poteva essere fatto da singoli individui, ma da un gruppo di animali, probabilmente durante il passaggio di diverse generazioni.

Secondo Frank, le paleotoca furono scavate da bradipi giganti, grandi come i moderni elefanti, che abitavano il Sud America sino a 10.000 anni fa. Secondo altri ricercatori, queste incredibili opere di ingegneria si devono ad un genere di armadillo, che era più piccolo del bradipo.

Indipendentemente da chi li scavò, è la vastità di questi cunicoli che i ricercatori vorrebbero poter spiegare, così come la loro strana distribuzione geografica. Le paleotoca sono state trovate, finora, solo negli stati di Rio Grande do Sul e Santa Caterina, nel sud del Brasile.

Pochissime sono quelle individuate in altri stati del nord del paese, o nel resto del Sud America, così come non risulta che vi siano in Nord America, dove peraltro vissero certamente sia i bradipi sia gli armadilli giganti. Ciò non significa che non siano presenti, “potrebbe semplicemente essere che le abbiamo trascurate”, afferma il paleontologo Greg McDonald.

Sotto, il Megatherium, un tipo di bradipo gigante preistorico:

Nonostante i numerosi studi, rimangono ad ogni modo incerte le modalità di costruzione dei cunicoli, ma sopratutto il loro autentici autori, così come gli scopi per i quali vennero realizzati. Se i bradipi o gli armadilli giganti avessero voluto una tana, sarebbero stati sufficienti cunicoli molto più piccoli, non certo tunnel complessi e articolati come le Paleotoca, lunghi complessivamente centinaia di metri. Questi e altri quesiti sono oggetto di studio da parte della comunità paleontologica mondiale.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.