Costruire un castello è un’impresa monumentale. Ma che dire se il castello è fatto di ghiaia e pietre, edificato utilizzando solo materiali trovati lungo il percorso di lavoro del geniale creatore?

Sembra assolutamente inconcepibile, eppure è esattamente ciò che ha fatto Ferdinand Cheval a Hauterives, in Francia, e più di 100 anni dopo il suo castello di ghiaia è meta di turisti provenienti da tutto il mondo.

La costruzione dello stravagante palazzo iniziò quando Cheval, che di mestiere faceva il postino, inciampò letteralmente in un sasso, durante il suo percorso giornaliero per consegnare la posta. Prese con sé la pietra, che divenne lo spunto per l’impresa che lo avrebbe totalmente assorbito per 33 anni.

Vista della facciata Est del Palais idéal, fotografia di Pabis via Wikipedia:

Parlando del progetto, Ferdinand Cheval raccontò: “Stavo camminando molto veloce quando il mio piede inciampò su qualcosa, facendomi quasi perdere l’equilibrio, e volevo conoscere la causa. In un sogno avevo costruito un palazzo, un castello o una caverna, non riesco a esprimermi bene… non ho parlato a nessuno di questo, per paura di essere deriso, e mi sentivo ridicolo io stesso. Poi, quindici anni più tardi, quando avevo quasi dimenticato il mio sogno, quando non ci pensavo affatto, il mio piede me lo ha ricordato. Il mio piede ha inciampato su una pietra che quasi mi ha fatto cadere. Volevo sapere cosa fosse … Si trattava di una pietra dalla forma talmente strana, che l’ho messa in tasca per ammirarla a mio agio.”

Le palais ideal in Francia 02

Cheval iniziò a raccogliere sassolini lungo il suo percorso lavorativo, tornando a casa ogni giorno con le tasche piene. Quando sua moglie si stancò di dover continuamente rammendare le tasche dei pantaloni, iniziò a usare un cesto, per raccogliere il materiale. Alla fine la costruzione richiedeva pietre più grandi, così Ferdinand Cheval cominciò a portare con sé una carriola.

La costruzione della massiccia struttura, chiamata Le Palais ideal, iniziò nel mese di aprile del 1879, e il lavoro fu completato nel 1912, 33 anni più tardi. Cheval non aveva alcuna nozione di architettura, né particolari conoscenze artistiche, ma l’edificio da lui creato è ritenuto un esempio di rara bellezza di architettura naïf e Art Brut. Si erge come un omaggio al potere della ricerca artistica e alla determinazione.

Dettaglio del tempio indù, fotografia via Wikipedia

Nel corso degli anni, Cheval fece molte riflessioni sul suo palazzo di ghiaia, che “rappresenta una scultura così strana che è impossibile da imitare, rappresenta ogni tipo di animale, qualsiasi tipo di caricatura”, disse. In realtà, Cheval portò a termine un progetto che la Natura aveva iniziato: “Ho detto a me stesso: poiché la natura è disposta a fare la scultura, io farò la muratura e l’architettura.”

Il castello di ghiaia è uno straordinario esempio di architettura naif, costruito totalmente con pietre tenute insieme da malta e cemento, e che ha mostrato una notevole resistenza all’erosione e al degrado. Attualmente il castello ospita spesso grandi concerti e mostre artistiche. Cheval probabilmente non immaginava che la sua creazione sarebbe diventata un punto di riferimento così importante per la vita culturale e artistica della Francia.

Se si guarda l’esterno dell’edificio, sembra di trovarsi di fronte al castello di un’antica civiltà perduta. Le sale interne e le camere del grande palazzo sono decorate in modo altrettanto complicato.

Fotografia di pubblico dominio:

Le superfici esterne sono decorate con varie lapidi e figure, molte delle quali derivano da immagini di cartoline e riviste che Cheval consegnava nel corso della sua giornata di lavoro.

Verso la fine della sua vita, Cheval ottenne il riconoscimento e la lode di artisti del calibro di André Breton e Pablo Picasso, e il suo lavoro fu anche oggetto di un saggio della scrittrice Anaïs Nin. Le Palais ideal divenne monumento storico francese nel 1969.

Fotografia di pubblico dominio:

Cheval avrebbe voluto essere sepolto nel castello di ghiaia, alla cui creazione aveva dedicato gran parte della sua vita, ma la legge francese non lo consentiva. Così Cheval trascorse altri otto anni a costruire il suo mausoleo, nel cimitero di Hauterives. Morì nell’agosto del 1924, un anno dopo il completamento sua ultima dimora.

Sotto, la mappa dove si trova il palazzo:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.