Le origini dell’Oktoberfest: una festa nuziale lunga 200 anni

Si chiama Oktoberfest, ma si svolge fra la penultima domenica di settembre e la prima di ottobre, tranne quando la festa della Riunificazione della Germania (3 ottobre) cade di lunedì; in quel caso si continua per altre ventiquattr’ore. È la festa popolare per eccellenza, un evento di fama mondiale legato alla birra, ma, almeno nelle sue prime edizioni, l’alcol non è mai stata l’attrazione principale. Questo perché il Wiesn, come lo chiamano i bavaresi, ha avuto origine da un matrimonio celebrato oltre due secoli fa, che, col tempo, si è evoluto fino a diventare l’Oktoberfest moderno.

 

 

 

 

Ludovico I, re di Baviera, dipinto di Joseph Karl Stieler, 1826 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

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L’Oktoberfest nell’Ottocento

Tutto ha inizio il 12 ottobre del 1810, quando il principe ereditario, il futuro Ludwig I, convola a nozze con la principessa Therese di Sassonia-Hildburghausen. In Baviera, si festeggia per giorni e, il 17 ottobre, Andrea Michele Dall’Armi, maggiore italo-austriaco della Guardia Nazionale Bavarese, organizza una corsa equestre per omaggiare la coppia.

Andrea Michele Dall’Armi – Immagine di HubertSt condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia

L’evento ha luogo in un wiese (dal tedesco, prato) della periferia di Monaco, che da allora prenderà il nome di Theresienwiese, in onore della novella sposa, dove circa 40.000 spettatori fra nobili e popolani, a cui vengono offerti vino e birra, si radunano per assistere alla gara (30 cavalli che si sfidano su una pista lunga 3.270 metri), preceduta da un corteo di bambini vestiti con i costumi tradizionali della Baviera.

Principessa Therese di Sassonia-Hildburghausen, copia da un dipinto di Joseph Karl Stieler, 1810 circa – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

L’iniziativa è un successo e, a furor di popolo, si decide di replicare il Wiesn anche l’anno successivo. Nel 1811, però, non c’è alcun matrimonio da festeggiare e l’organizzazione dell’evento passa nelle mani dell’Associazione agricola bavarese, che, alla classica corsa di cavalli, affianca un festival agricolo per promuovere i prodotti e l’economia del regno.

Una corsa di cavalli sul Theresienwiese, intorno al 1811 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Nel 1813, l’Oktoberfest si ferma a causa del coinvolgimento della Baviera nelle guerre napoleoniche, per poi riprendere il suo regolare svolgimento a partire dal 1814, aumentando la sua modesta offerta attrattiva con l’istallazione, nel 1818, della prima di una lunga serie di giostre.

L’Oktoberfest del 2013 – Immagine di Heribert Pohl condivisa con licenza CC BY SA 2.0 via Wikipedia

Il 1819, l’amministrazione comunale prende in mano le redini dell’organizzazione e, per tutto l’Ottocento, si assiste a un’evoluzione graduale che porta la festa ad allungare la sua durata e anticipare l’inizio. Il motivo è prettamente logistico, perché a fine settembre ci sono meno piogge e un clima più fresco; inoltre, il Wiesn viene slegato dal festival agricolo – che da allora avrà luogo ogni quattro anni nell’area sud del Theresienwiese – e si arricchisce con sempre più iniziative.

Corsa di cavalli all’Oktoberfest del 1823 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Ad esempio, nel 1850, Ludwig I commissiona e fa piazzare nel grande prato dedicato alla moglie la statua bronzea della personificazione femminile della Baviera, un’opera monumentale-patriottica di circa 20 metri, alle cui spalle, dal 1853, comparirà il Ruhmeshalle, una sorta di Pantheon in stile neo-classico dedicato ai grandi personaggi del regno.

La statua della Baviera e il Ruhmeshalle – Immagine di Martin Falbisoner condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia

Nella seconda metà dell’Ottocento, l’Oktoberfest va in pausa altre tre volte – nel ’54 e nel ’73 a causa di un’epidemia di colera e nel ’66 per il coinvolgimento della Baviera nella guerra austro-prussiana – e nel 1880 si decide di regolamentare la vendita di birra, allestendo delle piccole baracche per permetterne il consumo.

Consegna della birra per l’Oktoberfest del 1908 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Mentre l’elettricità fa la sua comparsa nel Theresienwiese, seguita dall’istallazione di una grande ruota panoramica di 12 metri – che dal 1979 raggiungerà i 48 metri, offrendo ai clienti una vista a 360° su tutta l’area del festival – nel 1881 si assiste all’inaugurazione del primo punto vendita di pollo arrosto, ancora oggi una delle pietanze più vendute, e, nel 1892, viene introdotto il classico boccale da litro, il Maßkrug, spesso abbreviato in Maß. Infine, nel 1896, osti e birrai del Wiesn decidono di sostituire le baracche con dei grandi tendoni in grado di ospitare palchi per la musica e posti a sedere per il ristoro.

L’Oktoberfest nei primi anni del Novecento – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

L’Oktoberfest nel Novecento

Con questa piccola rivoluzione enogastronomica, la festa approda nel XX secolo e festeggia il suo centenario, registrando il record di ben 12.000 ettolitri di birra spillati al tendone Pschorr Bräurosl. Poi arriva la guerra, l’Europa piomba nel caos e, dal ’14 al ’18, si spengono le luci dell’Oktoberfest. Nel biennio 1919-1920 ancora niente – l’amministrazione comunale preferisce organizzare un modesto festival autunnale – ed è solo dal ’21 che si ritorna al regolare svolgimento del Wiesn, che, però, è costretto a fermarsi ancora dal 1923 al 1924, a causa di un’iperinflazione che investe la neonata Repubblica di Weimar e fa schizzare i prezzi dei prodotti alle stelle.

Cartina dell’Oktoberfest del 1910 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Con l’economia tedesca in ginocchio, nessuno può permettersi il “lusso” di partecipare alla festa bavarese, ma, rientrata la crisi, tutto torna alla normalità… O almeno, fino agli anni ’30. Con Hitler al comando della nazione, l’Oktoberfest diventa uno strumento di propaganda del nazismo e, dal 1935, il Führer vieta agli ebrei di lavorarci o metterci piede. Il Theresienwiese viene ricoperto di svastiche e, nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria e dei Sudeti, il festival viene momentaneamente ribattezzato Grande festa popolare tedesca.

L’Oktoberfest del 1930 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Dal 1939 al 1945, il Wiesn si ferma ancora – questa volta il motivo è la Seconda guerra mondiale – ma anche dal ’46 al ’48 l’amministrazione comunale preferisce aspettare tempi migliori e organizzare dei semplici festival autunnali.

Due ragazzi con vestiti tradizionali all’Oktoberfest del 1890 – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Nel dopoguerra, cade ufficialmente in disuso la tradizionale corsa di cavalli – che verrà riproposta solo in occasione del 150° e 200° anniversario della festa – e, nel 1950, il sindaco Thomas Wimmer, dà inizio al classico rito inaugurale dell’Oktoberfest, l’O’zapft is!, in cui il primo cittadino di Monaco è chiamato a spillare a suon di martellate la prima botte di birra e gridare: «O’zapft is! Auf eine friedliche Wiesn», «È stappata! Che sia una festa pacifica».

Dieter Reiter durante il rito dell’O’zapft is! del 2017 – Immagine di Michael Lucan condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 de via Wikipedia

Per tutta la seconda metà del Novecento, l’Oktoberfest si arricchisce con nuove giostre e un numero di partecipanti sempre maggiore, ma, nell’edizione del 1980, un tremendo attacco terroristico interrompe i festeggiamenti. Alle 20:15 del 26 settembre, l’estremista Gundolf Köhler si avvicina all’ingresso del Theresienwiese e fa esplodere una bomba, uccidendo 13 persone e ferendone 200.

Cameriera dell’Oktoberfest di fronte a un tendone – Immagine di Lauro Sirgado condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

L’Oktoberfest nei primi anni 2000

Alla strage fa seguito un altro periodo di pace all’insegna di alcol, danze e attrattive per i più piccoli, ma, di anno in anno, crescono anche gli eccessi e, nel 2005, il comitato organizzativo decide di introdurre una normativa per rendere l’Oktoberfest più tranquillo e accessibile alle famiglie. Ad esempio, nei tendoni – gli unici posti dove si può bere birra, fra l’altro, rigorosamente seduti – è vietato mettere musica moderna prima delle 18. Fino a quell’ora, proprio per incentivare la partecipazione di genitori e figli, si può riprodurre solo musica soft, come quella delle ballate bavaresi, per poi passare gradualmente a un misto fra canzoni tradizionali e successi del pop/rock internazionale.

L’Oktoberfest di notte – Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Un ultimo evento degno di nota è il duecentenario del 2010, anno in cui, oltre al classico festival, nell’area sud del Theresienwiese viene organizzato l’Oide Wiesn, una versione storica improntata sulle origini, con l’ormai in disuso corsa di cavalli e attività culturali adatte sia alle famiglie sia a quei visitatori che vogliono rivivere o scoprire l’atmosfera da cui ha avuto origine l’Oktoberfest. L’iniziativa riscuote ampi successi e, da allora, l’Oide Wiesn viene riproposto tutte le edizioni, fatta eccezione ogni quattro anni, quando, invece, ha luogo la tradizionale festa agricola.

Balli tradizionali alla Oide Wiesn – Immagine di digital cat condivisa con licenza CC BY 2.0 via Wikipedia

E così arriviamo al presente. Per la ventitreesima e ventiquattresima volta nella sua storia, l’Oktoberfest va in pausa nel 2020 e nel 2021, a causa della pandemia da Coronavirus, per poi riprendere il suo corso e registrare circa 7 milioni di visitatori l’anno, che si divertono brindando con quasi 7 milioni di litri di birra spillati e consumando qualcosa come migliaia di manzi, 300.000 salsicce e mezzo milione di polli arrosto. Numeri non male per una festa nunziale che va avanti da oltre due secoli…

L’entrata principale dell’Oktoberfest – Immagine di Aisano condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

L’Oktoberfest moderno

Oggi, il Wiesn si presenta così. In fase di preparazione, lungo i 420.000 m² del Theresienwiese, si allestiscono le 80 giostre del luna park e i 34 tendoni per il ristoro, i cosiddetti festzelt: 14 più grandi, con capienza di minimo 5.000 e massimo 10.000 persone, e 20 più piccoli, al cui interno vengono montati i palchi per le esibizioni.

Vista dei tendoni del festival dalla ruota panoramica – Immagine di Andreas Steinhoff di pubblico dominio via Wikipedia

A settembre, invece, durante il sabato inaugurale, alle 10:45 c’è la Wiesn-Einzug der Festwirte und Brauereien, la parata dei carri dei birrifici; poi, alle 12 in punto, ci si sposta nel tendone Schottenhamel, dove il sindaco di Monaco dà vita al rito dell’O’zapft is!. Prima di allora, nessuno può bere o servire birra e solo dopo questa tradizione ha ufficialmente inizio la festa. Infine, nel secondo giorno, si può assistere alla Trachten und Schützenzug, una sfilata di costumi tradizionali e fucilieri, guidata dal Münchner Kindl, il bambino-simbolo di Monaco, di solito interpretato da una giovane donna, che attraversa tutto il centro della città e, in due ore, raggiunge il Theresienwiese.

La sfilata di costumi tradizionali e fucilieri nel 2013 – Immagine di Usien condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

Nel frattempo, o nei giorni successivi, si brinda a suon birra, ma non una qualsiasi, bensì una Märzen a bassa fermentazione, più scura e forte del normale, prodotta proprio in occasione dell’Oktoberfest. Solo ai sei birrifici tradizionali di Monaco – Augustiner, Hacker-Pschorr, Hofbräu, Löwenbräu, Paulaner e Spaten – è concesso servirla nei tendoni della festa e non esistono mezze misure. Niente porzione piccola o media. C’è un unico boccale, il Maß, ed è da un litro.

Un boccale Maßkrug – Immagine di Luitold condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

Oltre alla Märzen è possibile gustare specialità gastronomiche locali come il pane bretzel, da noi conosciuto come pretzel, la brotsuppe, una zuppa tipica della tradizione contadina tedesca, a base di pane raffermo, verdure, patate e spezie, würstel e crauti, lo stinco di maiale, spesso cotto nella birra per conferirgli un sapore unico, e lo strudel, un dolce fatto con uvetta, mele, pinoli e cannella.

Un pretzel tedesco – Immagine di A.Savin condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

 

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