Sparse un po’ in tutta Europa, ma anche nel resto del mondo, le cosiddette Strade incavate rimandano a epoche lontane, quando le persone si spostavano a piedi, a dorso d’asino, o con carri. Il passaggio di persone e animali lentamente scavava sentieri nel terreno, percorsi artificiali che si trasformavano in trincee.

Via Cava – Necropoli di Sovana

Fonte immagine: Sidvics via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Di altra natura sono invece le Vie Cave, una misteriosa rete di sentieri che assomigliano piuttosto a piccoli canyon, scavati come sono tra pareti di tufo alte anche più di venti metri.

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Non si tratta certamente di passaggi formatisi nel corso del tempo per il transito di persone e animali: i segni del lavoro dell’uomo, che volutamente ha tagliato la roccia, sono visibili sulle pareti di questi antichi sentieri. Probabilmente non erano così profondi quando gli Etruschi della Maremma grossetana decisero di scavare quegli stretti e contorti percorsi attraverso le colline di tufo: il piano di calpestio è stato, anche in queste “tagliate”, eroso nel corso dei secoli. Lavori di rifacimento, per appianare i percorsi, furono effettuati probabilmente in epoca romana e sicuramente durante il medioevo.

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Le Vie Cave, questi suggestivi e affascinanti percorsi che non possono essere attraversati senza provare un senso di stupore, rappresentano ancor oggi un mistero (come anche altri aspetti della civiltà etrusca). Si possono fare solo delle ipotesi sulla loro funzione: forse erano delle semplici strade di comunicazione, oppure una sorta di canalizzazione per convogliare l’acqua piovana. O forse si trattava di sentieri da percorrere durante qualche cerimonia religiosa, oppure una struttura di difesa studiata in caso di attacchi da popoli nemici.

Fonte immagine: Stefano Costantini via Flickr – licenza CC BY-SA 2.0

A sostegno della tesi di una funzione prevalentemente cerimoniale depone il fatto che la rete viaria collegava alcuni insediamenti etruschi tra loro e alle necropoli vicine. Le Vie Cave che si diramano dal piccolo paese di Sovana attraversano la suggestiva area archeologica, per andare a ricollegarsi con quelle che si snodano da Sorano e Pitigliano.

Fonte immagine: Stefano Costantini via Flickr – licenza CC BY-SA 2.0

Percorrere le “tagliate” significa attraversare secoli di storia: dalle arcaiche tombe a camera che si affacciano sulle misteriose trincee, alle iscrizioni etrusche – compresa una croce uncinata, simbolo del sole e della vita – fino alle immagini sacre di epoca cristiana.

Eh sì, perché i percorsi, dopo essere stati utilizzati dai Romani, che li collegarono alla Via Clodia, continuarono a essere usati ancora per molti secoli, anche se incutevano paura a chi li attraversava: “forse il diavolo in persona si aggirava in quei sentieri oscuri”, e quindi occorreva proteggere i viandanti con gli scacciadiavoli, immagini sacre dipinte sulla roccia.

Abbandonate come percorso viario non troppi decenni fa, le Vie Cave oggi sono frequentate da escursionisti che vogliono immergersi in una natura praticamente incontaminata, ma al tempo stesso ricca di storia e di un suggestivo pizzico di mistero.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.