Quello che un tempo era un maestoso (e alquanto pittoresco) edificio di onoranze funebri, oggi è una cattedrale Kitsch macabra e decisamente originale. La “House of Wills” di Cleveland ha una storia interessante che merita alcune righe di approfondimento. Un tempo era infatti un teatro dell’Opera Tedesco, che nel 1946 venne trasformato nella sua ultima destinazione d’uso, appunto le onoranze funebri.

Sotto: la balconata del teatro dell’Opera

Onoranze Funebri Cleveland 01

Il teatro a piano terra:

Onoranze Funebri Cleveland 02

L’edificio dall’esterno:

Onoranze Funebri Cleveland 03

Una fotografia d’epoca mostra la cappella delle pompe funebri, ricavata all’interno dell’originario teatro dell’opera:

Onoranze Funebri Cleveland 05

La sala “Egizia” delle pompe funebri, dove poter celebrare un rito in stile egiziano, comprensivo di imbalsamazione del cadavere:

Onoranze Funebri Cleveland 06

La sala Egizia come appare oggi:

Onoranze Funebri Cleveland 15

La sala per le famiglie nel momento del suo massimo splendore, circa durante gli anni ’60:

Onoranze Funebri Cleveland 07

La sala familiare come appare oggi:

Onoranze Funebri Cleveland 04

Cartellone Pubblicitario:

Onoranze Funebri Cleveland 08

Una sala interna:

Onoranze Funebri Cleveland 10

Teatro dell’opera:

Onoranze Funebri Cleveland 11

Il forno crematorio della House of Wills:

Onoranze Funebri Cleveland 12

Un depliant dell’epoca mostra la scelta delle casse da morto:

Onoranze Funebri Cleveland 13

Sotto, la sala esposizioni come appare oggi:

Onoranze Funebri Cleveland 09

Un giornale che menziona la House of Wills:

Onoranze Funebri Cleveland 14Nel 2010 l’edificio è stato acquistato dal signor Eric Freeman, il quale ha l’intenzione di ristrutturarlo preservando gli elementi architettonici originali, che rendono il luogo un piccolo pezzo di storia (decisamente originale) della città di Cleveland. Le fotografie della House of Wills sono state realizzate da Johnny Joo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...