Le Isole Banda, un arcipelago indonesiano formato da dieci piccoli isolotti sparsi nel Mare di Banda, non sono oggi particolarmente conosciute se non da appassionati subacquei e amanti dello snorkeling.

Vista sul vulcano Gunung Api da Banda Pisang

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Eppure c’è stato un tempo, non poi così lontano, nel quale erano il centro del commercio più importante del mondo, quello delle spezie. In particolare, le Isole Banda detenevano il monopolio assoluto sulla spezia più ricercata e costosa, la noce moscata.

Myristica Fragrans, albero della noce moscata

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Monopolio durato fino a metà del 19° secolo e garantito dal fatto che l’albero di Myristica fragans cresceva solo lì, e le due famose spezie, la noce moscata e il macis, si ricavavano rispettivamente dal seme e dalla sua copertura rossa (arillo).

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Più costosa dell’oro, la noce moscata era ricercatissima perché ritenuta capace di combattere la peste, il terribile morbo che ciclicamente decimava la popolazione mondiale. Sono i mercanti arabi che portano la preziosa spezia in occidente e quando, nel 13° secolo, scoprono dove viene prodotta, si guardano bene dal divulgare l’informazione.

Mappa delle Isole Banda

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Nel 1511 però il portoghese Afonso de Albunquerque, dopo aver conquistato Malacca in nome del suo re, scopre la posizione delle Isole Banda, non senza l’aiuto di navigatori malesi, reclutati a forza proprio per quello scopo. I Portoghesi vorrebbero stabilire una base nell’arcipelago, per controllare il commercio di noce moscata, ma i Bandanesi non sono d’accordo. Il tentativo di costruire un forte sull’isola principale, Neira, porta solo a violenti scontri con la popolazione locale, tanto che i mercanti lusitani decidono che è più sicuro comprare la noce moscata a Malacca, pur dovendo passare attraverso la mediazione malese.

Vista dell’isola di Banda Neira nel 1810

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Gli olandesi invece, arrivati laggiù dopo i portoghesi, non sono così accomodanti. Fin dall’inizio i rapporti con i nuovi arrivati europei non sono dei migliori: ai bandanesi non piacciono le merci portate come moneta di scambio dagli olandesi, che dal canto loro lamentano poca correttezza da parte dei venditori locali. Il grande profitto ricavato dal commercio di noce moscata è però assai allettante per molti: i mercanti olandesi, che organizzano numerose spedizioni, fanno affari in concorrenza uno con l’altro fino a che non comprendono quanto sarebbe più redditizio unire le loro forze:

Nasce così, nel 1602, la Compagnia delle Indie Orientali Olandesi

Banda Neira nel 1724

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La noce moscata viene venduta non solo in Europa, ma anche (e molto di più) in India. Avere il monopolio sul suo commercio è lo scopo dei mercanti olandesi, che strappano ai bandanesi la firma di un trattato di esclusiva a loro favore, probabilmente non ben compreso dai locali in tutto il suo reale significato. Per vigilare sull’osservanza del trattato il Principe d’Orange, nell’aprile 1609, chiede di costruire un forte a Neira. Le autorità locali, gli orang kaya (letteralmente: uomini ricchi), non gradiscono e a maggio attirano in un’imboscata l’ammiraglio Verhoeff e due alti funzionari, che vengono decapitati. Poi subiscono la stessa sorte altri 46 uomini di quella stessa spedizione.

Fort Nassau nel 1646, a Banda Neira

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Intanto entrano in gioco anche gli inglesi, che nel frattempo sono riusciti a stabilire delle piccole basi commerciali su due isole minori, Ai e Run, e che sono visti meglio dei loro concorrenti perché pagano di più. Nel 1615 gli olandesi mettono fine alla faccenda, massacrando tutti gli inglesi e, tanto per dimostrare come stanno le cose, costruiscono a Run il “forte della vendetta”, Fort Revenge.

Nel 1621 i bandanesi sono costretti, sotto la minaccia delle armi, a firmare un nuovo trattato commerciale decisamente impossibile da onorare, probabilmente voluto dagli olandesi per addurre una motivazione a quello che sarebbe poi successo. Con la scusa di una violazione del trattato, il governatore Jan Pieterszoon Coen (scampato all’imboscata del maggio 1609) massacra la popolazione locale: gli isolani, compresi i mercanti di varie nazionalità (arabi, malesi, cinesi) che si erano stabiliti nell’arcipelago, vengono torturati e uccisi, praticamente tutti.

Solo un migliaio, dei circa 13.000/15.000 abitanti, scampano alla vendetta di Coen: qualcuno riesce a scappare, mentre in tanti sono mandati a lavorare come schiavi a Giacarta (nel forte che gli olandesi stavano costruendo), salvo essere in parte riportati sulle isole (circa 500 persone) perché nessuno dei coloni sapeva come coltivare la noce moscata.

Raccolta della noce moscata

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Gli olandesi danno inizio, con il massacro nelle Isole Banda, al loro dominio coloniale in Indonesia: tutte le piantagioni vengono suddivise in appezzamenti assegnati a piantatori arrivati dalla madre patria, costretti a far arrivare schiavi da altre località, visto che di bandanesi ne erano rimasti ben pochi.

Lavorazione della noce moscata

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E tanto per non trovarsi più in difficoltà con gli inglesi, che avanzavano rivendicazioni sull’isola di Run malgrado fossero stati cacciati una cinquantina d’anni prima, nel 1667 gli olandesi la scambiano (con il trattato di Breda) con una piccola, insignificante e paludosa colonia in territorio nord-americano: New Amsterdam, l’attuale isola di Manhattan a New York.

Fort Belgica a Banda Neira – 1824

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Gli inglesi non fanno, in questo caso, un cattivo affare… tanto più che nel 1810 riescono a scacciare, per breve tempo, gli olandesi dalle Isole Banda e, prima di dovergliele nuovamente cedere provvedono a trapiantare centinaia di alberelli di Myristica Fragrans nelle loro colonie:

Il danno economico per i loro concorrenti storici è incalcolabile

Banda Neira (al centro) vista dalla cima del vulcano Gunung Api

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Il resto è storia: mentre la paludosa New York diventa, con il tempo, una delle città più importanti del mondo, le Isole Banda perdono la loro centralità nel commercio delle spezie e oggi puntano tutto su un turismo sostenibile, che non distrugga il meraviglioso ecosistema marino fino ad ora preservato (anche perché non è facile arrivarci).

 Banda Pisang

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Lontane dalle rotte turistiche più frequentate, sulle Isole Banda si continua a coltivare la migliore noce moscata del mondo, mentre i Bandanesi, discendenti dei pochi nativi sopravvissuti agli olandesi e degli schiavi portati da molti luoghi dell’Indonesia, conservano ancora orgogliosamente riti e tradizioni precoloniali, ricordando che un tempo le loro isole erano più importanti di quell’altra isola, Manhattan, oggi centro del mondo.

Una strada di Banda Neira

Immagine di WiDi via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.