Gli Irochesi, una confederazione di cinque Nazioni di nativi, e i Wyandot (conosciuti in Europa con il nome spregiativo di Uroni), spesso in conflitto fra loro, vivevano benissimo nelle fredde terre dell’America del Nord.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

I coloni francesi invece, arrivati nell’attuale Canada ai primi del ‘600, non se la passavano tanto bene. Nel corso del secolo precedente nessun tentativo di stabilire una colonia in quei luoghi non troppo ospitali aveva avuto successo.

Mappa della Nuova Francia intorno al 1755

Immagine condivisa via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Nel 1608 sei famiglie fondano la città di Québec, ma la vita è durissima e sono in tanti a morire: nel 1640 la colonia ha 359 abitanti, mentre nel 1665 si contano una settantina di case. Il governatore francese, Samuel de Champlain, però non si arrende e cerca molti modi per rendere più stabile l’insediamento, a cominciare dalla collaborazione con i nativi Wyandot, che insegnano ai coloni come sopravvivere in quelle loro terre estreme.

Tanti giovanotti imparano così bene i segreti dei nativi da trasformarsi in commercianti di pellicce (chiamati coureurs des bois ovvero corridori dei boschi) che trafficano pellicce al limite della legalità. Ancora a metà del ‘600 la Nuova Francia (in Canada) non è che un misero insediamento, poco considerato in patria e praticamente nelle mani di società commerciali, disinteressate a creare una colonia stabile e ben governata, visto che la maggioranza degli abitanti sono coureurs des bois, non certo inclini ad assoggettarsi a una vita regolare.

Immagine di un coureur de bois

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Insomma, le terre del nord della Nuova Francia patiscono la mancanza di immigrati dalla madre patria, l’ostilità degli Irochesi ed anche una serie di dissidi fra varie fazioni interne.

Nel 1663 interviene personalmente il Re di Francia, Luigi XIV, che decide di riorganizzare la colonia: invia un nuovo governatore, un nuovo intendente di giustizia, truppe regolari a protezione degli immigrati, oltre a rifornimenti e forza lavoro.

Jean Talon, il nuovo intendente, si rende ben presto conto che, volendo dar vita a una colonia stabile, formata quindi principalmente da villaggi di agricoltori, bisogna risolvere un problema non da poco:

La netta inferiorità numerica delle donne rispetto agli uomini

Il censimento fatto per suo ordine, a cavallo tra il 1665 e il 1666, fornisce numeri ben chiari: la popolazione della Nuova Francia era formata da 2304 maschi e 1181 femmine.

Jean Talon

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Una simile disparità aveva un motivo: fino ad allora, le poche donne coraggiose (nubili e senza dote!) giunte nella lontana e fredda colonia avevano dovuto pagarsi il viaggio di tasca propria. Non proprio un incentivo al trasferimento, considerando che la maggior parte di loro proveniva da classi povere e partiva per il nuovo mondo su sollecitazione di istituzioni religiose.

Talon quindi scrive al suo Re, chiedendogli di mandare in Nuova Francia 500 donne, con il viaggio pagato dallo stato, un corredo e una dote. Luigi XIV non si tira indietro e fa giungere nella colonia, tra il 1663 e il 1673, circa 850 ragazze, di età compresa tra i 12 e 25 anni.

Sono le Filles du Roi, le Figlie del Re

Jean Talon , il vescovo François de Laval e diversi coloni accolgono le figlie del re al loro arrivo

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Sono tutte ragazze di umile estrazione, spesso orfane, che magari vivevano in ospizi per poveri, anche se non mancano delle fanciulle provenienti da famiglie nobili impoverite, destinate a sposare gli ufficiali dell’esercito o i gentiluomini della colonia. Non che i matrimoni fossero combinati prima della partenza, ma comunque la prassi prevedeva che ogni ragazza trovasse un marito “appropriato”. Cosa che accadeva nel giro di poco tempo, questione di mesi, anche se qualcuna ha dovuto attendere uno o due anni, ospite di famiglie “per bene” o di congregazioni religiose.

Le donne in partenza devono però possedere requisiti ben precisi, che vanno da una specchiata “moralità” a un buono stato di salute, necessario per affrontare la durissima vita nella colonia. Capita quindi che molte ragazze siano rimandate indietro, perché Talon non le ritiene non adatte, così come accade che qualcuna di loro, al momento d’imbarcarsi, rinunci all’avventura…

I numeri relativi alle filles du roi raccontano che circa trecento di loro non convolano a nozze, considerando anche quelle che all’ultimo momento non partono oppure sono rispedite in patria, quelle che muoiono durante il viaggio e qualcuna che, pur giunta nella Nuova Francia, rimane nubile. Nonostante ciò, sono ben 737 le ragazze che contraggono matrimonio nella colonia e, cosa assai importante, mettono al mondo un gran numero di figli:

Solo nel 1671 nascono poco meno di 700 bambini, mentre nel 1672 la popolazione risulta raddoppiata rispetto a dieci anni prima

L’arrivo delle ragazze francesi in Quebec

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La cosa abbastanza singolare di questa vicenda, vista l’epoca, è la cura con la quale le autorità tutelano le filles du roi: prima delle nozze i futuri mariti devono sottoscrivere un contratto di matrimonio, pensato per garantire una sicurezza finanziaria alle mogli (in caso di decesso), ma anche per consentire alla futura sposa di ripensarci e annullare le nozze, nel caso ritenga non adatto a sé il fidanzato…

Del tutto prive di fondamento sono le voci che le filles du roi fossero reclutate tra le prostitute (cosa per la verità non insolita nella storia coloniale). Qualcuno lo dice già all’epoca, basandosi sul fatto che nel corso del ‘500 molti criminali francesi, condannati in patria, accettano di emigrare in Canada in cambio della libertà. Con un ragionamento tortuoso, partendo dalla dubbia moralità di quei primi coloni, viene tratta la conclusione che anche le donne mandate nella Nuova Francia fossero di dubbia moralità. Invece, delle circa 800 filles du roi, solo una viene accusata di prostituzione: la povera Catherine Guichelin, abbandonata con due figli piccoli dal marito, che se n’era tornato in Francia.

Mappa del 1688 della regione dei Grandi Laghi nella Nuova Francia, di Vincenzo Coronelli

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Come si trova scritto nel sito “La Société des Filles du roi e soldats du Carignan”:

“La maggior parte dei milioni di persone di origine franco-canadese oggi, sia in Quebec che nel resto del Canada e negli Stati Uniti (e oltre!), sono discendenti di una o più di queste donne coraggiose del XVII secolo”.

Tra loro si possono annoverare personaggi molto conosciuti, come Hillary Clinton, l’attrice Angelina Jolie, la cantante Madonna e, ovviamente, tanti altri.

Chissà se quelle giovani donne, partendo per una terra inospitale e sconosciuta, avrebbero mai immaginato una cosa del genere!

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.