Un’antica città di una sconosciuta civiltà precolombiana è stata recentemente portata alla luce in Honduras da un team congiunto di archeologi americani e honduregni. Il sito fu scoperto nel 2012, grazie ad un metodo di indagine aerea chiamato LIDAR, che utilizza impulsi di luce laser per mappare il terreno. La città era nascosta da una fitta giungla, in una valle inesplorata di una remota regione chiamata La Mosquitia.

Gli archeologi sono riusciti ad entrare fra le antiche rovine a febbraio 2015, e da allora hanno portato alla luce un consistente numero di manufatti in pietra, appartenuti ad una civiltà ancora senza nome. Alla base di un tumulo di terra posto al centro del sito, gli studiosi hanno trovato più di duecento sculture, alcune ancore integre, altre rotte, ma tutte sicuramente sepolte di proposito in una sorta di santuario, come offerta religiosa.

Lo scavo di quella che è stata per ora chiamata la Città del Giaguaro, ha rivelato che i manufatti furono raggruppati e sistemati con un ordine preciso: al centro la scultura di un avvoltoio ad ali parzialmente spiegate, circondato da vasi di pietra con bordi decorati da figure di avvoltoi e serpenti.

Molti “metates”, sedili in pietra probabilmente usati da persone di elevato rango sociale, circondavano le sculture. Una testa di giaguaro, che forse rappresenta una figura sciamanica semi-umana, è la decorazione che ha dato il nome alla città.

Alcuni vasi sono decorati con una strana figura umanoide dalla testa triangolare, con le orbite vuote e la bocca spalancata su un corpo rinsecchito. Secondo Chris Fisher, capo archeologo della missione, potrebbe rappresentare una “figura della morte”, forse la mummia di un antenato preparato per la sepoltura.

I manufatti risalgono ad un periodo compreso fra il 1.000 e il 1.520 dC., ma perché furono sepolti e poi abbandonati dai cittadini di questa misteriosa città? Alcuni indizi, come la probabile rottura rituale di diversi manufatti, riportano ad usanze funebri in uso presso diverse civiltà precolombiane. Questo suggerisce un rito di chiusura della città, prima del suo definitivo abbandono.

Rimane da chiarire il mistero di questo abbandono, su cui si possono fare solo delle ipotesi. Le epidemie di malattie portate nel continente americano dai colonizzatori europei sono la spiegazione più plausibile. Anche se oggi la Città del Giaguaro è in un luogo assolutamente isolato e quasi inaccessibile, in passato doveva essere al centro di una fitta rete commerciale che si dipanava tra Honduras, Messico e isole dei Caraibi.

Molti commercianti si inoltravano nella giungla, risalendo in canoa i fiumi della regione, per scambiare i loro prodotti con quelli preziosi della foresta (cacao, prime di uccello, etc.). Probabilmente furono loro a portare fino nelle regioni più interne, non venute a contatto diretto con gli Europei, quelle malattie che nei primi anni del 1500 sterminarono fino al 90% della popolazione indigena dell’America Latina. Gli abitanti della Città del Giaguaro, forse decimati dalle epidemie, decisero probabilmente di abbandonare la città in un disperato tentativo di salvezza, lasciando dietro di sé la commovente memoria di una civiltà ormai scomparsa.

Fonte: National Geographic

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.