Le “Chopine”: le Zeppe del XV Secolo alte sino a 50 Centimetri

Se il mondo odierno è caratterizzato da calzature stravaganti, nel passato i calzolai producevano scarpe di ogni tipo e foggia, non meno creative di quelle degli anni ‘2000. Fra queste non possono non ricordarsi le Chopine, che sono un tipo di calzatura femminile assai popolare fra il XV, XVI e XVII secolo. Nonostante oggi le “zeppe” di alcune chopine possano ricordare le omonime del XX secolo, nella calzatura antica lo scopo era prima di tutto funzionale e poi estetico.

La storia della scarpa deriva dalla necessità, per le donne di non sporcarsi i vestiti con il fango che si trovava in strada. La calzatura divente famosa a Venezia, allora uno dei centri della ricchezza mondiale, e serviva anche per identificare il ceto sociale della proprietaria:

Tanto più alta era la zeppa, tanto più importante la dama che la indossava

Per regolare l’altezza massima delle persone proprio a Venezia uscì una legge, nel 1430, che limitava l’altezza del tacco a circa 8 centimetri, quanto un moderno tacco medio/alto, ma la norma venne quasi completamente ignorata, e si produssero chopine alte sino a 50 centimetri, conservate oggi presso il Museo di Palazzo Mocenigo e al Museo Correr di Venezia.

La zeppa era ricoperta di cuoio, broccato e velluto, e il tessuto della chopine corrispondeva spesso a quello dell’abito, anche se non era una regola fissa. Nonostante fossero assai decorate, e quindi indice di oggetti preziosi da mostrare, le calzature venivano spesso nascoste sotto la gonna dell’indossatrice, lontane da ogni possibile critica delle persone che le osservavano.

Le donne che camminavano con le chopine avevano un’andatura instabile, come sui trampoli, e le nobili venivano accompagnate da due servi, che servivano da sostegno. Nonostante alcune persone trovassero difficoltoso muoversi con le zeppe, altre riuscivano a destreggiarsi con naturalezza, tanto che il maestro di ballo Marco Fabrizio Caroso, nel suo “Nobiltà di Dame” del 1600, afferma che una donna avrebbe dovuto ballare con grazia e bellezza anche con le sue chopine.

Parlando di nobili e dame però bisogna notare una particolarità curiosa riguardo le Chopine: queste venivano indossate sì dalle esponenti della nobiltà, ma anche da donne comuni e prostitute, senza distinzione di classe.

Se la moda si diffuse a Venezia, fu la Spagna il paese dove le chopine raggiunsero la popolarità maggiore. Le calzature divennero tanto popolari che, durante il ‘400, la maggior parte della produzione nazionale di sughero veniva destinata alla realizzazione delle zeppe per le scarpe.

Questa circostanza ha fatto supporre agli storici della moda che l’origine della calzatura sia da collocare in Spagna e non in Italia, anche a causa del ritrovamento di esemplari spagnoli risalenti al XIV secolo. Le calzature si diffusero non solo in Italia e Spagna ma anche in Francia e Inghilterra, per poi arrivare infine addirittura in Cina.

Ma in italiano oggi la parola “Chopine” non esista, venivano chiamate “Pianelle”, che nell’italiano moderno ha assunto il significato opposto, ovvero una calzatura bassa e aperta sulla caviglia. A Venezia ogni dama portava le Chopine, e i visitatori dell’epoca, molto spesso divertiti, arrivavano in laguna anche solo per ammirare questa specie di “sculture su piedistalli” che si muovevano per le calli della città.

Addirittura il clero, notoriamente poco avvezzo nel favorire mode stravaganti, fu favorevole alla diffusione delle chopine perché limitavano i movimenti delle donne, e gli uomini pensavano che così avrebbe limitato i loro tradimenti. In più le chopine limitavano la possibilità di ballare, un ‘attività malvista dai chierici dell’epoca.

Oggi esistono molte repliche storiche di queste antiche calzature, e la pianella a suola alta è considerata completamente superata in favore dei tacchi e delle zeppe.


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